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sabato 20 settembre 2025

Londra, una città calcistica

Che Londra ed il calcio vadano a braccetto da ormai un secolo e mezzo non è di sicuro una novità, non scopro io che, se un appassionato del pallone si reca nella capitale inglese, può trovare decisamente pane per i suoi denti!
Arsenal, Tottenham, Chelsea, Fulham, West Ham sono solo le realtà più conosciute che hanno dimora da queste parti ma in pochi possono dire di essere stati a vedere lo stadio del Leyton Orient, oppure a passeggiare dalle parti di Loftus Road dove gioca il QPR.
Di recente ho ricevuto in regalo un libro davvero simpatico ed altrettanto interessante, legato proprio alla visita di tutti gli stadi di Londra, incluse digressioni su Wimbledon per il tennis e su Twickenham per il rugby: fa parte di una collana pubblicata da Edizioni Incontropiede "Le Città del Calcio" e ovviamente parla di Londra.


Scritto da Carlo Cruccu, giornalista di origine sarde ma chioggiotto di nascita, penna storica de "La Nuova Venezia" per quanto riguarda il racconto delle partite del Venezia Calcio e ancora collaboratore di Tuttosport e Guerin Sportivo, è un libro che definirei una sorta di guida turistica, con tanto di indicazioni pratiche sul come raggiungere i vari impianti britannici.
Agevola sicuramente il compito di un turista che desideri recarsi a vedere uno stadio; con i suggerimenti sulle linee di metro da prendere è davvero molto puntuale.
Quello che personalmente però mi è piaciuto sono i numerosi aneddoti dedicato a ciascuno dei club trattati, alcuni dei quali nuovi perfino per me che studio questa "materia" da quasi tutta la mia vita.
Storie di calciatori sconosciuti ai più ma veri eroi per le squadre locali, vedi ad esempio la figura di Laurie Cunningham, cresciuto nell'Orient per poi diventare il primo britannico a vestire la camiseta blanca del Real Madrid.
Ma questo è solamente un esempio, tra le pagine di questo volume se ne possono trovare a decine di racconti davvero molto interessanti - a fine del libro ci sono anche numerose foto a testimonianza di quanto scritto.
Non c'entra con Londra ma è decisamente britannico il tour che ha fatto di recente un mio amico e collega, Giovanni, recatosi in Scozia per vedere il concerto degli Oasis ad Edinburgo: con l'occasione è stato anche a Glasgow a visitare Ibrox Park, la casa dei Rangers Football Club!
Da questo tour mi ha portato, per ricordo, una spilla con la maglia home dei Rangers 2024/'25, blu e griffata Castore.


Il calcio britannico, in particolare quello londinese, ha da sempre un grandissimo fascino a cui decisamente non so mai resistere.

lunedì 2 giugno 2025

Leggere di Zico

Quando penso a Zico penso alla Gavea, un posto meraviglioso, straordinario, li a Rio de Janeiro, terra di fantasia, di talento e di leggenda. Un luogo permeato di storia e di tanto amore per il calcio, quello che i ragazzi delle giovanili del Flamengo coltivano quotidianamente in quel clima perfetto per passare le giornate al campetto.
O Galinho do Quintino, così come era soprannominato uno dei più forti calciatori brasiliani di tutti i tempi, è nato calcisticamente proprio qui e, incarnando appieno lo stile carioca di giocare a pallone: è profondamente legato anche all'Italia, visto il passato con la maglia bianconera dell'Udinese a cavallo degli anni '80.
In occasione del mio compleanno, mia sorella mi ha regalato un libro veramente splendido che son riuscito a leggere letteralmente in una manciata di giorni: si intitola "O Zico o Austria", è stato scritto da Enzo Palladini - di cui avevo già letto il racconto su Recoba - ed è pubblicato da Edizioni Incontropiede.


La copertina vede un Zico giovanissimo con la casacca del Flamengo, un disegno decisamente ben fatto!
All'interno viene raccontata la storia del campiona brasiliano dall'infanzia al ritiro dal calcio giocato, narrando anche le molteplici esperienze di Arthur Antunes Coimbra anche da allenatore giramondo.
Dal Maracanà di Rio allo stadio Friuli di Udine, dagli spalti giapponesi fino a quelli turchi - tutti hanno amato vedere la camisa numero 10 da Gavea muoversi per il prato verde e segnare goal a ripetizione e sfornare assist incredibili per i compagni.
Nel suo ricchissimo palmares resta un incredibile 0 alla voce "mondiali vinti", l'unico riconoscimento di spessore che manca a questo campionissimo.
Ed è proprio da qui che il libro parte a raccontare tutta la storia di Zico, dalle peripezie burocratiche per arrivare in Italia, all'infortunio che ha rischiato di porre fine, anzitempo, alla sua carriera.
Un libro sicuramente non è sufficiente per capire appieno questo grande calciatore, però può dare lo spunto per approfondire quanto di buono ha portato allo sport che tanto amo.
Sicuramente un volume consigliato a tutti gli appassionati di calcio sudamericano e di grandi talenti..

domenica 8 settembre 2024

Ricordi del Chino

Ricordo come fosse ieri il 18 aprile 2004, la prima volta che sono stato a San Siro, l'emozione incredibile di quella giornata indimenticabile: proprio quel giorno, ad aprire le danze, ci aveva pensato un calciatore che per me è sempre stato speciale, avvolto da una mistica particolare. Parlo di Alvaro Recoba, attaccante uruguayano classe '76, da che avessi memoria, sempre legato ai colori della mia squadra del cuore, l'Inter.
Quel giorno contro il Bologna, El Chino, così come era soprannominato da tutti il numero 20 nerazzurro, aveva segnato con un semplice tap-in davanti a Pagliuca, su assist di Adriano.
E niente, da sempre per me Recoba è stato un mito, dai suoi goal incredibili da centrocampo, per le sue punizioni uniche e per quella sua stravaganza, tipica del calciatore sudamericano.
Indimenticabile il goal al Newcastle, partita di Champions League vista in cameretta dei miei quando avevo 12 anni, così come la rete al Basilea, anche quella vista a San Siro in una calda serata di agosto.
In questi giorni è nato mio figlio Alessandro, per me è stata un'emozione ed un'esperienza unica: in questo periodo però sono molto a casa, giustamente, così mia sorella mi ha fatto un regalo veramente splendido.
Mi ha regalato il libro scritto da Enzo Palladini "Dimmi chi era Recoba", edito da da Edizioni Incontropiede: l'ho letto praticamente in due mezze giornate, bevuto come si suol dire! Si perchè, nonostante sia un libro corto, è incentrato sui tantissimi aneddoti che circondano la figura del Chino Recoba, cose che onestamente non conoscevo durante tutta la sua permanenza in nerazzurro.


Comunque non si parla solamente di Inter, si parla anche dell'esperienza con Novellino a Venezia e a Torino e in patria con le divise di Danubio e Nacional de Montevideo.
Tantissimi i personaggi che accompagnano le righe di questo interessantissimo libro, come Massimo Moratti, Presidentissimo dell'Inter durante la permanenza dell'uruguayano a Milano, letteralmente innamorato delle gesta di questo super attaccante.
Quindi Paco Casal, influente procuratore che a cavallo degli anni '90 e '00 faceva il bello e cattivo tempo in Uruguay e nel nostro campionato di Serie A.
I tanti allenatori che si sono susseguiti ad Appiano Gentile sicuramente hanno svolto un ruolo molto importante nella carriera di Recoba, non necessariamente in senso positivo.
Lo stile di vita del Chino è sempre stato un pò sui generis, tuttavia è anche questa la bellezza di un personaggio che ha fatto ammattire moltissimi tifosi, ma ne ha fatti innamorare ancora di più per le sue giocate geniali.
Questo è un libro che mi ha tenuto incollato alle pagine e ai moltissimi racconti che racchiude: sicuramente molto consigliato per chi ha vissuto questo campione durante i suoi anni d'oro. 

sabato 1 luglio 2023

Un terzo tricolore per la storia

Se ti sei fermato al Caffè Gambrinus li, a due passi da Piazza del Plebiscito, hai ordinato una spremuta d'arancia e ti sei mangiato una frolla tra le mura storiche di questo locale, se hai passeggiato al tramonto tra lungomare Caracciolo e Castel dell'Ovo, se ti sei addentrato nei quartieri spagnoli alla ricerca di taralli napoletani, se tutto questo ti è familiare, allora un pò sei contento per il terzo, strameritato, festeggiato, scudetto della Società Sportiva Calcio Napoli.
Non son napoletano ma giuro che, ogni volta che ho camminato per le vie della città Partenope, mi son sentito bene, benissimo, profumi invitanti, azzurro e calcio dappertutto, la pizza, la confusione per le strade, e quel mare che davvero è fantastico e fa da contorno al Vesuvio.
Quest'anno la squadra allenata da Mr Spalletti ha giocato gran calcio, ha dominato la nostra Serie A, ha fatto terra bruciata intorno a se facendo si che la questione vittoria finale non fosse mai lontanamente in discussione. E a mio avviso il giusto coronamento per questa cavalcata è stato il tricolore, raggiunto in trasferta ad Udine grazie ad un pareggio.
La gioia in tutta Napoli è stata grande, pure nei paesini padovani qui da me spunta qualche bandiera azzurra o qualche striscione con la "N" bianca!
Osimhen, Kvara, Simeone, Kim, Lozano, Politano, Meret, Lobotka, Zielinski, Juan Jesus, Mario Rui, Oliveira e tutti gli altri, che stagione 2022/'23 è stata!
Gli ultimi due scudetti li aveva portati a Napoli un campione di quelli incredibili, Diego Armando Maradona è stato primo artefice di questi traguardi che al sud non si erano mai visti, quest'anno invece gli uomini di Spalletti sono stati una squadra, 11 calciatori a raggiungere un sogno comune - il risultato non cambia, da Sanità a Spaccanapoli, da Chiaia al Vomero, sciarpe e bandiere, maglie e mascherine di Osimhen si sono succedute e si continuano a vedere senza sosta. Che spettacolo sta città e questo tifo!
Anche io volevo sentirmi un pò parte di tutto questo, chiaramente in provincia di Padova non è che ci fosse troppo da prendere per ricordo, così mi son preso, grazie all'aiuto di mia sorella, il libro celebrativo de "La Gazzetta dello Sport" - UNO SCUDETTO INDIMENTICABILE - giusto per avere a portata un cimelio di questo campionato eccezionale, che fa eccezione nel vero senso della parola.


Il libro è chiaramente molto curato, ci son foto, racconti, ci son le pagelle di tutta la rosa, ci son tutte le partite che hanno incoronato campione d'Italia il Napoli, un volume decisamente imperdibile per chiunque sia innamorato del calcio e di questa città magica.
Complimenti al SSC Napoli, ai suoi calciatori e dirigenti, a tutti quelli che seguono questa squadra e a quelli che ci lavorano attorno. Lo Stadio San Paolo, ora Stadio Maradona, ha vissuto un anno da vero protagonista.

domenica 7 maggio 2023

Un libro per la maglia dell'Inter

In occasione dei 115 anni dell'Inter, la stessa società meneghina ha messo in vendita un interessantissimo libro, o tomo, intitolato "Le maglie dell'Inter - Tutte le divise nerazzurre dal 1908 ad oggi", scritto da Francesco Ippolito ed edito da Giunti.
Da subito ha creato molto entusiasmo tra i tifosi interisti (me compreso), tanto da venderne veramente moltissime copie proprio in prossimità dello scorso 8 marzo.
Per il mio compleanno mia mamma me lo ha regalato e devo ammettere che son stato felicissimo di avere tra le mie mani cotanta bellezza: si perchè qui si passano in rassegna veramente tutte le maglie che la Beneamata ha indossato nel corso della sua storia, incluse tutte le varianti - maniche lunghe, corte, divise improvvisate e molto molto altro.


Le maglie riportate nel libro sono dei disegni e non vere e proprie foto, anche perchè il progetto sarebbe stato proibitivo soprattutto per le divise più in la con gli anni.
Un capitolo è dedicato all'evoluzione del logo FCIM, da quello concepito da Muggiani su sfondo oro nel 1908 al più scarno IM nerazzurro dei giorni nostri.
Personalmente ho apprezzato tantissimo la sezione delle patch celebrative e più particolari che l'Inter ha utilizzato durante la sua storia, anche perchè amo collezionarle quando le trovo!
Il fatto di avere a portata tutte le maglie della mia squadra del cuore mi esalta soprattutto perchè mi da la possibilità di pensare a quali pezzi importanti manchino alla mia collezione.
Per il mio compleanno ho comunque ricevuto altri interessantissimi presenti a tinte blu e nere, come ad esempio la tazza dei 115 anni che mi ha regalato mia sorella Titti, comprandola direttamente all'Inter Store a Milano durante una gita fuori porta.


E' molto semplice, bianca con il logo con il biscione nerazzurro, senz'altro un pezzo importante da collezione.
Altro pezzo da collezione è il regalo che mi ha fatto Chiara, ovvero la sciarpa ufficiale della Finale di Champions League a Madrid 2010 tra Inter e Bayern Muenchen.


Si tratta di una sciarpa di lana che veniva venduta proprio a Madrid nei giorni antecedenti la finale del Bernabeu che ha visto uscirne vittoriosa l'Inter di Mourinho e Zanetti, grazie ai due goal indimenticabili del Principe Milito.
La sciarpa era ancora nuova con tanto di cartellino!
A Pasqua infine ho ricevuto ben 2 uova ufficiali dell'Inter, una da parte di mia sorella (nel quale ho trovato un astuccio dell'Inter) e un altro da parte della mamma di Chiara (in cui ho trovato un portachiavi interista).


Un altro compleanno stupendo vissuto a tinte nerazzurre!

domenica 16 ottobre 2022

Un ritorno agli anni '70!

Di recente mia sorella è stata alla fiera del fumetto di San Donà e mi ha portato a casa due regali a dir poco sensazionali, entrambi provenienti dagli anni '70!! Neanche a dirlo entrambi riguardano il mio amato mondo del calcio.
Il primo è un libro intitolato "Manuale del Gol", edizione del 1974 di Mondadori e scritto/illustrato da Vezio Melegari, grandissimo fumettista con un super talento nel riportare su carta le azioni dei goal più belli della storia del calcio.


Il libro appunto è incentrato su questo, nell'illustrazione dei goal più belli e particolari fino ad inizio anni '70, le vignette nelle quali Riva, Mazzola, Altafini e tutti gli altri segnano attraverso le pagine del volume sono disegnate a mano e mostrano un dinamismo incredibile.


Sarà che da piccolo ero solito collezionare le pagine de "Il Giornalino" della rubrica "La Nostra Moviola" di un altro grande disegnatore (Giovetti) ma questo libro per me è veramente qualcosa di speciale da tenere in collezione.
Una chicca che ho davvero apprezzato è stata la vignetta sul Maracanà di Rio de Janeiro!!


Il secondo regalo che mi ha fatto mia sorella Titti è invece il numero 1092 di Topolino del 31 ottobre 1976 che ha in copertina paperino con addosso il completo da calcio dell'Inter ed è accompagnato dal "biscione" che, per l'occasione, è interpretato da Sir Biss, il serpente del cartone di Robin Hood!!


Si tratta del secondo Topolino della mia collezione dedicata all'FC Internazionale, sono sicuramente delle edizioni molto importanti da collezionare se si è grandissimi tifosi della Beneamata.
E sempre in tema Inter, la scorsa settimana, al Cam Nou, il club allenato da Simone Inzaghi ha ottenuto un grandissimo pareggio per 3-3 contro il Barcelona mettendo sotto i blaugrana grazie alla prestazione monstre di Lautaro Martinez.


Per l'occasione Chiara mi ha regalato la Gazzetta dello Sport, quotidiano che è finito diretto assieme alle "Gazzette" che contano!!

lunedì 3 ottobre 2022

L'estate bollente del calciomercato 2021

A distanza di un anno circa dalla pubblicazione di "Grand Hotel Calciomercato", Gianluca Di Marzio, uno dei giornalisti che più apprezzo e ammiro in ambito calcistico, ha fatto uscire il nuovissimo "Almanacco 2021/2022 del Grand Hotel Calciomercato".


La casa editrice è sempre Cairo Editore, ciò che differisce sostanzialmente dal primo libro è che tutte le trattative riportate sono quelle della caldissima estate di calciomercato 2021, mentre nel primo volume si parlava dei colpi più particolari o grossi del passato.
A regalarmi il nuovo libro di Di Marzio è stato mio papà lo scorso Natale e pure questa volta me lo son letto veramente in una manciata di giorni durante le ferie a cavallo del nuovo anno!
Di cose da scrivere ce ne sono davvero molte riguardo l'ultimo calciomercato, a partire dalle panchine: tra Allegri alla Juventus, Inzaghi all'Inter, Mourinho alla Roma e Ancelotti al Real Madrid (senza nemmeno addentrarsi in realtà più piccole..) c'è stata una vera e propria rivoluzione di guide tecniche.
E poi il caso Messi che, vista l'impossibilità del FC Barcelona di trattenerlo, ha dovuto lasciarlo andare al ricchissimo PSG.
I mal di pancia di Lukaku e CR7 che lasciando l'Italia e le società in cui erano dei simboli, si sono accasati rispettivamente al Chelsea e al Manchester United.
In tutte queste trattative ai limiti del fantascientifico Di Marzio riesce sempre a cogliere aneddoti e particolari davvero interessanti e talvolta anche sconvolgenti - rendendo di fatto questo libro molto ma molto intrigante!
Buona a mio avviso quindi anche la seconda pubblicazione del giornalista nativo di Castellammare di Stabia, libro consigliato a chi, come me, non riesce proprio a prendersi una pausa nemmeno dal calciomercato.

domenica 21 novembre 2021

Maradona così da vicino

Lo scorso Natale Valentina, sorella di Chiara, mi ha regalato un libro che, a mio avviso, sarebbe stato davvero molto molto interessante.
Complice il poco tempo a disposizione, sono riuscito a finire questo volume solo di recente, sto parlando di "Ho visto Maradona e dico o' vero" di Ciro Ferrara.


Pubblicato da Cairo Editore, si tratta di una raccolta di racconti, o meglio, il racconto completo e lineare dell'amicizia fraterna che si è instaurata tra "El Pibe de Oro" e il difensore napoletano.
Raccontato in prima persona è secondo me uno dei più belli ed interessanti libri di calcio che io abbia mai avuto il piacere di leggere: è scorrevole e gli aneddoti si susseguono senza sosta così che si è portati a continuare la lettura per capire come va a finire un determinato evento.
Maradona è arrivato a Napoli da Barcellona già da calciatore affermato, mentre Ciro era solo un ragazzino proveniente dalle giovanili della squadra partenopea: ma grazie all'umiltà dell'argentino, questo fattore non è mai stato d'intralcio alla nascita di una delle amicizie più solide nell'ambito del rettangolo verde!
Ecco quindi che le vicende private si alternano, tra le pagine di questo libro, alle clamorose vittorie del Napoli a fine anni '80 ed inizio anni '90, facendoci scoprire lati del carattere del campione di Villa Fiorito che mai sarebbero usciti allo scoperto senza questa pubblicazione.
Un libro che è assolutamente consigliato ai tifosi di calcio, agli appassionati di Maradona e agli innamorati della storia del futbol.

domenica 31 ottobre 2021

Mezzo secolo in Granata - Che libro per l'Union!

Lo scorso lunedì 25 ottobre ho avuto il grandissimo piacere di partecipare alla presentazione del libro “MEZZO SECOLO IN GRANATA, LA SECONDA VITA DEL CALCIO CHIOGGIOTTO”, un volume nato grazie al lavoro incredibile di ricerca e ricostruzione di Carlo Cruccu, Nicoletta Perini, Davide Bovolenta, Daniele Zennaro, Gabriele Crocco e Raffaele Varagnolo “Brasile”.


E' stato proprio Davide ad informarmi, durante la visita al Museo Ballarin qualche settimana fa, di questo interessantissimo progetto: sono anni che seguo la squadra dell'Union Clodiense Chioggia Sottomarina e sapere che finalmente ci sarebbe stato un libro dedicato a chi ne ha fatto la storia non poteva che farmi un immenso piacere.
Detto fatto quindi, assieme al mio amico Niccolò e a Chiara, sono stato all'Auditorium San Nicolò di Chioggia a godermi una serata a tinte granata.
Appena entrato ho avuto occasione di incontrare Corrado Penzo, ex centrocampista del Venezia Calcio in Serie A classe '47, che nella sua carriera ha giocato una prestigiosissima amichevole contro il Santos di Pelé: proprio li è stata incanalata la mia attenzione. "Faceva una finta a destra, poi andava a sinistra, faceva una finta a sinistra ed andava a destra", così l'ex calciatore ha raccontato il modo di giocare del brasiliano. "Al fischio finale avevo pensato di chiedergli la maglia, ma era troppo distante, e dall'altra parte del campo il nostro capitano poi se l'era già accaparrata. A fianco a me avevo però Toninho, così sono riuscito ad avere la sua che ho sempre tenuto con cura. Ora l'ho prestata al Museo del Calcio, con l'accordo che, in ogni momento abbia voglia di riaverla, me la ritorneranno immediatamente". Poi un aneddoto interessantissimo: "In quell'amichevole tutti si chiedevano chi avrebbe avuto l'onere di marcare O Rey, poi l'allenatore mi ha detto in modo scherzoso che non sarebbe toccato a me, ma ad un ragazzo in prova li a Venezia, un riminese che era seduto a fianco a me. Ho cercato di farlo sentire integrato, era molto forte e nella partita dimostrò il suo valore contro il campione brasiliano. In tribuna c'erano anche gli osservatori dell'Inter, abili a rilanciare e raddoppiare l'offerta del Venezia per il difensore romagnolo, acquistandolo di fatto. Sapete chi era quel calciatore? Sergio Santarini, uno che farà oltre 350 presenze con la Roma!".
Felicissimo di questo incontro e fatta autografare la foto di Penzo con Pelé, ho preso posto in sala per godermi l'introduzione di questo fantastico progetto.


"Non sarebbe stato corretto ne rispettoso mettere il nome della società chioggiotta nel titolo, dato che nel corso della sua storia ne ha cambiate diverse di denominazioni!" ha aperto il discorso Carlo Cruccu, "molto meglio puntare sul granata, il colore che ci unisce e che fa da conduttore con il Grande Torino, la squadra dei fratelli chioggiotti Aldo e Dino Ballarin".
Mentre sullo sfondo dell'auditorium scorrevano foto di ogni epoca che ritraevano tanti protagonisti della storia dell'Union, sul palco sono saliti tanti ex campioni come Emanuel Rizzi, recordman di goal, e Alberto Ballarin, recordman di presenze con il club!
Il Presidente Boscolo Bielo ha spiegato la difficoltà di gestire una società che ha molte velleità di salire di categoria ma deve scontrarsi con le molte spese che per forza di cose caratterizzano il nostro calcio - pur ribadendo che è la passione per i suoi ragazzi e per la città il vero motore della sua attività.


Presente anche Marco Scarpa, ex attaccante del Cittadella in Serie B che oggi è Match Analyst per la Nazionale Italiana di Calcio, neo campione d'Europa proprio con gli azzurri: ho apprezzato moltissimo i suoi racconti che descrivevano una Chioggia diversa da quella attuale, ma pur sempre innamorata del calcio.
Tante anche le autorità intervenute a questa presentazione, segno che il progetto è stato decisamente apprezzato!
Sfogliando il libro, a mio modo di vedere, è impossibile non perdersi curiosando tra la miriade di statistiche, tabellini, partite, classifiche che ci sono all'interno. Le foto, quasi tutte a colori, non fanno altro che aiutare a tornare indietro nel tempo.
Le ultime pagine del volume sono dedicate a memorabilia dell'Union e soprattutto alle maglie che la squadra chioggiotta ha indossato nei suoi 50 anni di vita. Granata, bianca con banda verticale, a scacchi, ognuna che racchiude in se aneddoti e partite che hanno segnato indelebilmente questi campionati sempre alla ricerca di migliorarsi.
Un ultimo punto sicuramente da menzionare riguardo questo libro, e che sicuramente ho molto apprezzato, è che il ricavato delle vendite sarà devoluto a ben 5 associazioni del territorio, ovvero: Prometeo Sociale Onlus, Rifugio APA Chioggia, Ass. Pippo Zaccaria Progetto Kenya, Istituto Salesiano Chioggia e Uildm Chioggia.
La serata, come dicevo, è stata brillante ed interessantissima, complimenti agli autori e a coloro che si sono impegnati ed hanno dedicato tempo a realizzare “MEZZO SECOLO IN GRANATA, LA SECONDA VITA DEL CALCIO CHIOGGIOTTO”, un vero almanacco completo, una gioia per ogni appassionato di calcio!

sabato 17 luglio 2021

La Leggenda del Diez della gente

Il Futbol con la "F" maiuscola, come ama dire Lele Adani, è un gioco che decisamente fa appassionare e innamorare le persone a questo gioco. 
Inutile dire però che ci sono dei campioni che sanno far apprezzare il calcio più di altri, uno su tutti Diego Armando Maradona, El Diez, forse il più grande della storia di questo sport.
Ammetto di esserne diventato tifoso tardi, quando i miei occhi di ragazzino, nutriti da migliaia di minuti di partite, hanno imparato ad apprezzare ciò che El Pibe de Oro ha fatto negli anni '80 e '90 con tutte le maglie che ha indossato: Argentinos J., Boca Juniors, Barcelona, Napoli, Sevilla e Newell's Old Boys.
Di recente ho ampliato la mia collezione di materiale legato a Maradona con 2 stupendi pezzi ricchi di importanza per me!
Il primo è un regalo di mia sorella Titti ed è il dvd "Maradonapoli". Si tratta di un docufilm del 2017 nel quale viene narrata tutta la storia di Maradona nel SSC Napoli, dall'arrivo nel 1984, passando per i due scudetti, la partita Italia - Argentina al San Paolo di Napoli, per terminare con il controverso addio ai partenopei, il tutto attraverso le parole dei tifosi napoletani stessi.


All'ombra del Vesuvio lo hanno amato davvero tutti questo campione e chi meglio di queste persone può ricordare quello che è stato in quegli intensi anni?! Ci sono così tanti aneddoti interessanti che le interviste intrecciate diventano particolarmente coinvolgenti!
Il secondo pezzo da collezione è invece la maglia di Maradona che ho acquistato di recente nel negozio "La Campionessa" di Altavilla Vicentina.


In pratica si tratta della maglia del SSC Napoli home della stagione 1990/'91, con sponsor tecnico NR, sponsor ufficiale Mars, scudetto nel petto e logo del Napoli sulla manica sinistra.
La NR ha di recente riprodotto fedelmente queste maglie azzurre dei partenopei e, nel negozio vicentino, ho avuto la possibilità anche di personalizzarla con il numero 10, quello indossato da Maradona nella stagione successiva alla conquista del campionato da parte dei napoletani.
Non ho avuto il minimo dubbio quando si è trattato di acquistare questa bellissima divisa di un Campione così grande!
Que viva el futbol..

domenica 21 febbraio 2021

Il Derby di Milano

Oggi 21 febbraio 2021 va in scena il Derby di Milano, della Madonnina, Milan-Inter, prima contro seconda: insomma, oggi ci si gioca tanto di questo campionato di Serie A 2020/'21, probabilmente il più anomalo di sempre per l'assenza di pubblico e per la situazione che il nostro paese sta vivendo ormai da un anno.


San Siro è pronto ad ospitare le gesta di due compagini che ad oggi hanno fatto davvero bene, il Milan guidato da Pioli è stato in vetta fino alla scorsa giornata, giocando con un mix di interpreti giovani come Tonali, Leao e Theo Hernandez coadiuvato dal talento e dalla grandissima esperienza di Zlatan Ibrahimovic (transitato una decina di anni fa anche in nerazzurro).
L'Inter allenata da Conte è invece una squadra solida e bilanciata, con una propria identità e con interpreti che conoscono alla perfezione ciò che il tecnico richiede loro. Barella, Bastoni, Skriniar sono solo alcuni di questi punti cardine, senza tralasciare la coppia d'attacco ultra collaudata Lukaku-Lautaro, davvero micidiale quando si tratta di ripartire.
In questa stagione si son già disputate due stracittadine, quella nel girone di andata è stata aggiudicata dal Milan con il punteggio di 2 a 1, mentre quella di Coppa Italia, terminata con uguale risultato, è stata vinta dall'Inter.
I nerazzurri in quell'occasione hanno avuto la meglio grazie ad una pennellata su calcio di punizione di Eriksen, proprio sotto l'incrocio dei pali: ma a segnare questa gara è stato lo scontro titanico faccia a faccia tra Lukaku e Ibra, i due trascinatori delle compagini in campo!
Il Derby nel corso degli anni ha rappresentato sempre un match ad altissima tensione, la rivalità tra nerazzurri e rossoneri, tra il biscione e il diavolo si è sempre fatta sentire perchè vincerlo significa essere "padroni di Milano" fino allo scontro successivo.
Ieri, con la Gazzetta dello Sport e Sportweek, in collaborazione con Dazn che per inciso sta preparando questa sfida in maniera esemplare con servizi e speciali a non finire, Chiara mi ha regalato un libretto "Il Derby in 100 flash" di Luigi Garlando: in sostanza si ripercorrono 100 stracittadine milanesi nel corso della storia con brevi commenti ad ognuna. Decisamente un inserto molto interessante!


Parlando di Inter-Milan, la scorsa estate, passeggiando in centro a Padova, mi sono imbattuto nella libreria "Il libraccio", dove ho trovato ad un prezzo decisamente abbordabile il libro "Derby!" di Gianni Brera.
Si tratta di una raccolta di articoli e resoconti legati al Derby della Madonnina tutti scritti dal giornalista: il bello è che lo stile di questi testi è decisamente diverso rispetto a quelli che siamo soliti leggere al giorno d'oggi nei quotidiani sportivi! Rivivere queste partite negli anni '60 attraverso le parole di Brera è qualcosa che conferisce ancora più valore a questa che, sicuramente, non può essere definita una semplice partita!


Per me il Derby ha sempre significato molto, già dalla settimana precedente ci penso a quei 90 minuti che, come sempre, risultano infiniti!
Non ho mai assistito dal vivo ad un Inter Milan di campionato, tuttavia ne ho visti ben 2 durante il Trofeo Tim: la prima volta nel 2001 è finito 3-5 per i rossoneri ai calci di rigore dopo che i tempi regolamentari erano terminati sul punteggio di 0 a 0, mentre il secondo ha visto trionfare i nerazzurri per 2 a 0 grazie ad una doppietta di Bobo Vieri (un goal su rigore).
Non esiste un Derby meno sentito, nemmeno in amichevole, nemmeno a livello giovanile: certo è che quello che stiamo per vivere sarà un Derby speciale, dopo anni e anni in cui le due squadre non si affrontavano da prime della classe!

domenica 27 dicembre 2020

Uno scudetto incredibile quello del 1970!

Certe imprese devono per forza di cose essere celebrate, soprattutto se l'evento che si concretizza è qualcosa di più unico che raro!
L'evento in questione è niente meno che lo scudetto del Cagliari nella stagione 1969/'70, conquistato al termine di una cavalcata entusiasmante durata un anno intero grazie alle reti di Gigi Riva e alle strategie in panchina del Mister Manlio Scopigno.
In occasione del 100° anniversario della nascita del Cagliari Calcio 1920, mia mamma mi ha regalato il libro di Luca Telese "Cuori Rossoblù", un fantastico libro edito da Solferino che analizza nel dettaglio la squadra sarda che ha fatto l'impresa - portare la prima vittoria di un campionato italiano al Sud!


Partendo dalla copertina, non si può rimanere incantati dalla maglia bianca che ha accompagnato il Cagliari nelle partita di quella stagione sia allo Stadio Amsicora (impianto nel quale si disputavano le gare casalinghe rossoblù prima del Sant'Elia), sia in trasferta: si perchè quell'anno, più per scaramanzia che altro, Riva e compagni avrebbero quasi sempre utilizzato il bianco come maglia principale.
Nel libro vengono passati in rassegna tutti quei campioni, da Riva appunto a Nené, da Niccolai a Greatti!
Sono nomi che sono restati nella storia della società sarda e che tutt'ora per i tifosi rossoblù rimangono il riferimento di un qualcosa di troppo bello e grande.
Questo 2020 mi ha fatto molto riavvicinare al Cagliari, squadra che mi è sempre stata tanto simpatica, così Chiara per Natale mi ha regalato un orsacchiotto piccolissimo fatto di lana cardata (la riproduzione del mio Orso dal collare Puzzo che mi accompagna da quando ero bambino), con il logo del Cagliari Calcio sulla pancia!


E chissà che questo nuovo Casteddu, con un Godin in più, non possa togliersi qualche bella soddisfazione, 50 anni dopo quello storico scudetto e 100 dopo la nascita del club.

domenica 13 dicembre 2020

Nel cuore del Calciomercato

Esordisco dicendo che "Grand Hotel Calciomercato", di Gianluca Di Marzio e pubblicato da Cairo Editore è di gran lunga uno dei libri di calcio più belli e intriganti che abbia mai letto: lo dimostra il fatto che me lo sia finito nel giro di un paio di weekend!
Non riuscivo a staccarmi, troppi gli aneddoti legati a quel calcio che fin da quando ero ragazzino prendevano quasi la totalità del mio tempo passato in vacanza. Si perchè se tu ami una squadra, il periodo del calciomercato deve essere per forza di cose un periodo di "passione", in tutti i sensi!


In questo periodo si costruiscono le aspettative per il campionato che verrà, è durante questi giorni che si spera che un giocatore venga acquistato oppure si incrociano le dita affinchè non arrivino offerte che possano portar via il campione preferito dal proprio club!
Ebbene, dentro questo libro di Di Marzio, giornalista che attualmente lavora a Sky e che seguo assiduamente (inutile dirlo, soprattutto nel periodo caldo di calciomercato), ci sono centinaia di curiosità e testimonianze legate alle trattative più incredibili della compravendita di calciatori.
Da Maradona a Ronaldo (il fenomeno ma anche Cristiano), da Igli Tare ad Ahn, poi i giri di Pastorello, di Ausilio, di Marotta e di Paratici, le trovate di Gaucci e le fisse di Cellino! Questi e moltissimi altri sono i racconti che mi hanno intrattenuto nei pomeriggi a casa ultimamente.
Essendo dentro l'ambiente Di Marzio vive tutti quei retroscena a cui, noi comuni tifosi, non è consentito avere accesso: ecco che con Grand Hotel Calciomercato finalmente abbiamo il pass per andare a scoprire cosa c'è in realtà dietro le tante trattative estive ed invernali.
Non posso che consigliare questo libro, davvero scorrevole e scritto bene! Chiaramente in attesa di una seconda edizione, dato che, fortunatamente, il calciomercato non dorme mai.
Siccome di recente Gianluca Di Marzio ha chiesto ai lettori di dire quali fossero le trattative a cui si era più legati, io ho pensato di riportarne una qui sotto, ovvero quella di Ronaldo dall'Inter al Real Madrid.
Non è stata così felice come esperienza da tifoso nerazzurro quale sono, tuttavia ho passato l'estate 2002 a seguire la vicenda che avrebbe portato il fenomeno alla corte di Florentino Perez a Madrid: ogni giorno ricordo che leggevo la Gazzetta e il televideo, a volte sembrava che Ronnie potesse restare, altre era scontato avrebbe vestito la camiseta blanca: mi attaccavo a tutto, al mare vendevano le maglie da calcio e vedevo sempre il suo nome stampato su quella nerazzurra.. come avrebbe mai potuto cambiare?
Avevo comprato il calendario della Serie A ed era riportato il suo nome sotto la rosa dell'Inter!
Ma un brutto giorno eccolo li, al Bernabeu con la maglia bianca n. 11 in mano, era fatta..
Poi mi sono comunque affezionato a molti altri campioni nerazzurri, soprattutto a Zanetti e Cordoba, due dei più estranei alle trattative di calciomercato, per evitare evidentemente un'altra cocente delusione.

sabato 21 novembre 2020

"Mi chiamo Francesco Totti", che film!

In un'epoca dove i film al cinema non si possono andare a vedere, è uscito quello dedicato all'ex capitano dell'AS Roma Francesco Totti, intitolato appunto "Mi chiamo Francesco Totti".
Fin qui niente di strano, ne sono usciti di film in questo anomalo 2020, pochi per la verità, e ancor ameno hanno lasciato traccia.
Quello del Pupone però, distribuito su Amazon Prime Video e su Sky Cinema il lunedì 16 Novembre, ha però lasciato un'importate scia di commenti soprattutto nel mondo del calcio: in questa settimana tutti ne hanno parlato decisamente con toni positivissimi.


Il film parte dalla sera prima dell'ultima partita in carriera, tante domande per Totti, e la certezza comunque di aver incantato il popolo di Roma come nessuno prima di lui.
Quella giornata è stata lo spunto per parlare della sua vita personale e soprattutto della sua carriera calcistica, dalle giovanili con la Lodigiani (allora 3a squadra di Roma.. o 2a se si è romanisti..), passando per l'esordio in serie A ed il bellissimo rapporto con l'allora capitano giallorosso Giannini, quindi la gestione Zeman, la fascia di capitano, la maglietta "6 unica" per Ilary, lo scudetto 2000/'01, il mondiale 2006 e molto molto altro.
Non è stata di certo una carriera anonima quella dell'VIII re di Roma, come spesso è stato definito Totti dai suoi tifosi che sempre lo hanno sostenuto all'Olimpico e distante dalle mura amiche.
E' decisamente un racconto attraverso immagini che fa molto emozionare, anche se la "Maggica" non è mai stata la mia squadra, Totti è però sempre stato uno dei miei calciatori preferiti di sempre!
Da piccolo desideravo visitare la Capitale solo per lui, e quando a 16 anni son stato diverse volte nella "Città Eterna" è stata anche l'occasione per acquistare più cose possibili riguardanti Francesco Totti.
Ricordo che in un negozio in centro chiamato Calcioitalia, avevo preso la fascia da capitano della Diadora con il gladiatore disegnato - Totti l'ha usata negli anni d'oro della sua carriera e ora rimane un gran bel cimelio: come lo è il Soccerstarz che, sempre da ragazzino avevo trovato in una bustina.


E poi libri su libri, amavo le foto con Totti mentre indossava la maglia giallorossa, quindi in libreria ne ho diversi!
Continuo a dire che in questo film c'è qualcosa di speciale, forse anche perchè non si cade mai nelle banalità, anzi è tutto così vero che vengono analizzati aspetti meno belli o piacevoli della carriera del Capitano, sicuramente l'ultima gestione Spalletti ne è la prova.
Ma ciò che rimane alla fine è l'emozione che si vive ripercorrendo 25 anni di una carriera che è riassumibile in una sola parola: maggica!

sabato 19 settembre 2020

La storia dello Zio Bergomi

Parecchi mesi fa ormai, parliamo dello scorso Natale, mia sorella mi ha regalato un libro che desideravo leggere da molto tempo: "Bella Zio", la storia di Giuseppe Bergomi scritta da Andrea Vitali ed edita da Pickwick.


Da sempre ho una grandissima ammirazione per Bergomi, ex capitano dell'Inter con cui ha vinto ben 3 Coppe UEFA, 1 Scudetto e 1 Supercoppa Italiana.
Il Mondiale 1982 conquistato in Spagna è stato senza ombra di dubbio il più grande traguardo del difensore originario di Settala.
La curiosità di conoscere i retroscena e gli aneddoti dello "Zio", così come è stato soprannominato il protagonista di questo post da Marini quando ancora era giovanissimo ma i baffi gli conferivano un aspetto serioso e severo, forse troppo maturo per la sua età!
Il libro è davvero interessante quando si parla di Settala e della Settalese Calcio, degli aspetti introspettivi di questo grandissimo campione, della famiglia, dei consigli, delle aspettative di un giovane calciatore.
Devo confessare però che l'utilizzo di parole troppo ricercate rendeva un pò complicata la fluidità di lettura, e un pò mi è dispiaciuta questa scelta dell'autore.
Comunque i contenuti sono assolutamente validi e il libro merita
In particolare ci si sofferma molto sul percorso di Bergomi con la Nazionale, qualcosa che accomuna tutti i tifosi italiani!

domenica 28 giugno 2020

La rivoluzione di Cruyff

La scorsa estate, durante le vacanze di ferragosto, per passare un pò il tempo sono andato alla ricerca di un buon libro, che parlasse di calcio e che, possibilmente, raccontasse qualcosa che non conoscevo.
Quasi per caso ho trovato tra gli scaffali della libreria vicino a casa mia ho avvistato un libro completamente arancio, si intitolava "La mia rivoluzione - Johan Cruyff" e sostanzialmente è l'autobiografia del calciatore olandese più forte di tutti i tempi.


Ho deciso di acquistarlo immediatamente anche perchè la storia di questo grandissimo campione non mi è mai stata chiara fino in fondo!
Accattivante è anche il fatto che la presentazione dell'autobiografia fosse stata curata niente meno che da Federico Buffa, uno che i campioni li sa raccontare, eccome.
Il volume non tralascia veramente niente della storia di Cruyff, si parte infatti dall'infanzia vissuta ad Amsterdam e sempre all'ombra del De Meer Stadion, dove all'epoca giocava l'Ajax FC, per poi passare alla carriera vera e propria di Johan tra le file dei lancieri, all'esperienza al FC Barcelona dove è riuscito a riportare il club blaugrana a vincere trofei dopo anni di egemonia del Real Madrid.
Di estrema rilevanza anche la carriera in KNVB, nazionale di calcio olandese, che ha visto i migliori risultati della storia proprio quando con la maglia numero 14 giocava Cruyff.
Ogni ruolo e ogni situazione della vita di questo campione sono descritti con grandissima introspezione, il che rende il narrato davvero unico: come quando un Cruyff allenatore si trovava a gestire i rapporti con i calciatori ma anche con i dirigenti, scontrandosi molte volte con le diverse visioni che ci sono all'interno di una società calcistica.
Un libro altamente consigliato che, per forza di cose invoglia a visitare quei luoghi resi magici dal mito di Cruyff, quali possono essere Amsterdam e Barcellona.

sabato 2 maggio 2020

Ossessione per il Futbol Sudamericano

Il calcio lo hanno inventato gli inglesi ma il Futbol, quello con la "F" maiuscola, come direbbe Daniele Adani, lo hanno inventato in Sud America.
Il calcio di cui stiamo parlando è un qualcosa di speciale, pur rispettando le medesime regole che si utilizzano nel vecchio continente, in Sud America sono riusciti a rivestire questo sport di un misto di passione smodata e leggenda che hanno mitizzato non poche imprese, non pochi giocatori.
E io di questi miti ho sempre cercato di studiarli, da Maradona a Pelè, da Zico a Varela, da Valderrama a Zamorano, chi più ne ha più ne metta.
Di recente mia mamma mi ha regalato un bellissimo libro chiamato "Obsesion por la Copa Libertadores", uscito nel marzo del 2019 e scritto da Vincenzo Paliotto.


In sostanza si tratta di un libro che ripercorre tutte le edizioni della Copa Libertadores (la coppa campioni sudamericana per eccellenza), dalle origini, ovvero dal 1960, fino ai giorni nostri, al 2018.
Ogni annata è caratterizzata da una squadra che è diventata leggenda a seguito della conquista del trofeo, ogni edizione ha avuto il proprio goleador principe, ogni stagione ha visto polemiche, passione, e molto altro.
Così si son succedute sul trono le varie squadre come il Penarol, il Gremio, il Santos, il Flamengo, il Boca Juniors, il River Plate e molte altre!
Il libro è scritto molto bene e, pur essendo scritto in maniera sintetica, non tralascia le vicende chiave di ogni edizione della Copa Libertadores.
Questa passione per il Futbol mi ha portato qualche settimana fa ad acquistare su Classic Football Shirts, la maglia da portiere del Ferro Carril Oeste de General Pico, con il numero 1 sulle spalle.


Il Ferro Carril è una squadra che milita nel campionato di terza divisione in Argentina: il portiere, Nicolas Caprio, è diventato famoso per aver indossato maglie a tema "The Simpsons", una interamente verde con la figura di Homer che indietreggia in un cespuglio, l'altra (quella che ho acquistato), nera con Grattachecca e Fichetto (Rasca y Pica in spagnolo).
Credo che solo in Argentina, o comunque in Sud America, si possano vedere queste divise così speciali ed irriverenti!
Per il mio compleanno invece mia mamma mi ha regalato la felpa, realizzata da Toffs, del Santos FC.
Interamente nera con profili bianchi, riporta nel petto il logo del vecchio Santos nel quale giocava niente meno che la leggenda brasiliana Pelè.


Riguardando un pò di scatole piene di ogni memorabilia, ho ritrovato due Soccerstarz che mi aveva regalato Chiara ai tempi dell'università, in particolare Paulo Roberto Falcao e Leite Ribeiro Adriano, entrambi con la divisa della Roma.


Restando in tema sudamericano, entrambi sono stati grandi protagonisti in Brasile: Falcao è stato una stella dell'Internacional de Porto Alegre, mentre Adriano lo è stato del Flamengo, la squadra di Rio de Janeiro.
Tutto questo ha incrementato la mia già enorme voglia di andare in Sud America a visitare i più grandi stadi che hanno fatto la storia del mio sport preferito!

sabato 25 aprile 2020

Il primo professionista del calcio

Si chiama Fergus Suter e altri non era che un operaio scozzese. Un operaio però con due piedi niente male, tanto è vero che Fergie, come veniva chiamato, è ricordato prettamente per essere stato il primo calciatore pagato nella storia del calcio: e si parla della fine del 1800!
Di recente Netflix ha lanciato una serie chiamata "The English Game" che ripercorre la strana vicenda di Suter che, per approdare dal Partick, compagine scozzese, alla squadra del Lancashire chiamata Darwin e per trasferirsi nell'omonima città, ha ricevuto denaro.
Stessa dinamica accadrà per il suo trasferimento al Blackburn Rovers.


Ai tempi dei pionieri in Inghilterra e nel resto del mondo mai si era verificato un fatto simile. Dimentichiamoci i faraonici ingaggi moderni, un tempo il football era giocato esclusivamente dalle classi aristocratiche che vedevano il pallone come un vero e proprio passatempo: diversa la situazione di chi era dotato atleticamente e tecnicamente ma che doveva passare le giornate in fabbrica e non aveva tempo per sostenere gli allenamenti necessari.
La storia trasmessa da Netflix nel corso di 6 episodi vede la figura di Suter contrapporsi a quella del gentiluomo inglese Arthur Kinnaird, imprenditore e giocatore di punta dell'Old Etonians per la conquista della FA Cup.


Sebbene la storia non ricalchi fedelmente i veri fatti accaduti, va dato atto che ci sono numerosissimi interessanti spunti e aneddoti per il calcio dell'epoca, primo tra tutti, a mio avviso, l'esultanza a testa in giù di Lord Kinnaird, marchio di fabbrica del calciatore.
Le ambientazioni nell'Inghilterra dell'800 sono davvero suggestive, così come lo sono le divise da calcio dell'epoca e i palloni.
Tutto questo mi ha rimandato con la mente al National Football Museum di Manchester che ho avuto il piacere di visitare numerose volte: li c'era una statua di Arthur Kinnaird e li Chiara mi ha regalato il libro "The Rules of Association Football 1863" con le regole agli albori del calcio, oltre che una medaglietta del NFM stesso.


L'idea di realizzare una serie sul football pionieristico la trovo un'idea assolutamente interessante, la realizzazione senza dubbio non è da meno!

sabato 7 settembre 2019

L'impresa dei Leeds

Devo ammettere che i documentari di Amazon Prime legati al calcio sono un qualcosa di stupendo: a distanza di qualche mese dalla serie legata al Manchester City di Guardiola, proprio lo scorso agosto è uscita quella inerente al Leeds United di Marcelo Bielsa.
Il docu-film si intitola "Take Us Home: Leeds United" e, in sostanza, racconta la stagione in Championship 2018/'19 della compagine dello Yorkshire.


Tutto inizia con la presentazione di Andrea Radrizzani, imprenditore italiano che ha deciso di accettare la sfida dei Whites. Una sfida per la verità non semplice dal momento che la squadra è passata dai fasti della Champions League di inizio anni 2000, per non parlare dei gloriosi anni '70 con Don Revie e Capitan Billy Bremner dove sono stati vinti campionati, al tracollo delle recenti stagioni fino al punto più basso, la retrocessione in League One.
Nella campagna 2018/'19, il neo presidente italiano ha deciso di investire su uomini di grande conoscenza calcistica per cercare l'immediato approdo in Premier League: ecco che, dall'Argentina, viene chiamato niente meno che "El Loco" Marcelo Bielsa, uno degli allenatori più stimati nel panorama calcistico mondiale.


Viene anche ingaggiato Bamford dai rivali del FC Middlesborough, oltre che al portiere Kiko Casilla dal Real Madrid. Gli innesti assieme agli uomini di fiducia come il Capitano Liam Cooper sono riusciti a creare un grande gruppo!
La stagione è senza dubbio positiva, finirà purtroppo con una semifinale persa ai playoff contro il Derby County - ciò non toglie però il gran lavoro che Radrizzani e il suo staff hanno svolto magistralmente.


Il ritmo del documentario è incalzante e molto accattivante, impossibile annoiarsi in queste 6 puntate-
La figura di Andrea Radrizzani devo dire che mi ha molto colpito, ecco perchè, trovatolo su Twitter, ho deciso di chiedergli cosa lo avesse spinto a puntare ed investire sul Leeds United. La risposta non si è fatta attendere, "La sfida di riportarlo in alto", assieme all'Hashtag #mot che, tra i tifosi dello United sta a significare "Marching On Together", andiamo avanti assieme! E', tra l'altro, la canzone che viene cantata da tutto il pubblico in occasione dei match casalinghi ad Elland Road.


Vedremo se questo nuovo campionato saprà regalare la tanto ambita Premier League al mighty Leeds!

sabato 15 giugno 2019

Raccontare i tifosi italiani

Era ancora inverno quando, sulla vetrina di un bar a Chioggia, ho visto pubblicizzata la presentazione di un libro legato al fenomeno del tifo in Italia.
Purtroppo, visto che nella maggior parte dei casi si è soliti organizzare questo genere di attività, che personalmente mi coinvolgono molto, ad orari che non permettono ad un lavoratore di partecipare, ho dovuto rinunciare.
Non mi son dato per vinto però ed ho iniziato a informarmi riguardo questo libro: già il titolo, "I ribelli degli stadi" la diceva lunga!


Fatto sta che Chiara, per il mio compleanno, mi ha regalato il volume e son riuscito a leggerlo e a scoprire le tante cose riportate (molte delle quali proprio non le conoscevo).
Scritto da Pierluigi Spagnolo con prefazione di Enrico Brizzi, è un libro edito da Odoya e, fondamentalmente parla del tifo calcistico in Italia.
In passato ho letto molti libri legati a questo argomento ma sempre inerente al tifo d'oltremanica, quello britannico degli Hooligans, decisamente una realtà diversa da quella nostrana, con una società molto distante da quella inglese!
Questo saggio,  ripercorre in senso cronologico gli albori del tifo in Italia a partire proprio dalle prime forme di congregazione tra persone che andavano a vedere una partita di calcio, fino alla recente e attuale opposizione degli ultras alla "Tessera del Tifoso", alle "Pay per view", ecc.
Non tralasciando a mio avviso la parte più interessante, ovvero quella della formazione dei diversi gruppi ultras sparsi per tutta la Penisola!
Ho trovato molto azzeccata anche la scelta di ripercorrere, tra le varie sezioni del libro, gli avvenimenti più scabrosi che hanno interessato le curve nel nostro paese, molto dei quali erano a me sconosciuti: tra i più noti ci sono il motorino lanciato dal secondo anello di San Siro, il caso Raciti, il caso Gabriele Sandri e molti altri
La lettura è senza dubbio molto godibile, a me è piaciuta sul serio e la consiglierei ad ogni appassionato di calcio che magari ha avuto l'opportunità di seguire qualche partita tra "I ribelli degli stadi"!!