domenica 4 ottobre 2026

Inter e NBA, una passeggiata a Milano

In occasione della laurea di Valentina, sorella di Chiara, siamo andati assieme ad Alessandro a fare una gita a Milano di un paio di giorni, hotel a Sesto, giusto un po' fuori dal centro, e tantissima voglia di passeggiare per le vie del centro.
Il tempo a nostra disposizione non era decisamente molto ma sufficiente per prendere la metro, linea rossa, per raggiungere San Babila e i tantissimi negozi che al sottoscritto interessano moltissimo, primo tra tutti, l’Inter Store!


Alla vigilia di Roma – Inter il negozio aveva esposto tutte le nuovissime maglie interiste per la stagione appena iniziata 2026/’27, personalmente credo che la terza divisa sia la migliore, tutta via anche le altre due sono davvero eccezionali.
Toccate con mano, abbiamo anche visitato il piano inferiore del negozio, dove ci son sempre molti gadget della squadra meneghina.
Qui Chiara mi ha regalato il portachiavi di un orsetto squish con la maglietta dell’Inter, decisamente molto simpatico e di una nuova collezione appena lanciata!


Non potevo che chiamarlo Sandrino, in onore di Sandro Mazzola, indimenticabile centrocampista-attaccante nerazzurro che ha fatto la storia di questo club.
A due passi dallo store dell’Inter c’è quello dell’NBA, un posto decisamente spettacolare, non troppo grande ma ricchissimo di materiale davvero interessante, come ad esempio la recentissima canotta di LeBron James, appena approdato ai Philadelphia 76ers.


Al piano superiore c’erano moltissime cose scontate, e scontate davvero molto! Tanto che non son riuscito a tenermi dal comprare anche ad Ale una canotta dei Memphis Grizzlies nera con bordi bianchi di Ja Morant con il numero 12.
Mi sono anche preso una t-shirt rossa in cotone di Mitchell and Ness dei Chicago Bulls con 3 trofei NBA vinti ad inizio anni ’90 e l’iconico logo del toro.


Felicissimo di questo bottino, assieme a Chiara e Ale siamo andati a mangiare da Hamerica’s al Bicocca Village una cena tutta a tema Stati Uniti!
Il giorno successivo siamo stati alla laurea, in ogni caso mi sono ascoltato in radio la pazza partita che ha giocato la squadra di Chivu all’Olimpico di Roma dove, in svantaggio di 2-0, è riuscita a strappare un pareggio fondamentale grazie alla doppietta del Capitano Lautaro Martinez.

domenica 27 settembre 2026

Autunno con British Football

L’avvicinarsi dell’autunno, dopo un’estate decisamente caldissima, è per me sinonimo di una sola cosa: l’inizio dei maggiori campionati europei e delle coppe!
Inutile dire che, più le temperature iniziano ad abbassarsi, più mi viene voglia di immergermi nell’atmosfera britannica della Premier League così, al termine delle vacanze, mi son proprio concentrato su questo campionato, seguendo con particolare interesse Manchester City e Arsenal, due compagini che negli ultimi anni hanno fatto davvero bene in terra d’Albione: così mi è anche venuto in mente di scrivere questo post un po' random su acquisti e regali legati al Regno Unito, di cui non avevo mai parlato tra le pagine del mio blog
Chiara mi ha regalato la card living set della Topps di Riccardo Calafiori, difensore dell’Arsenal e uno dei miei calciatori preferiti in assoluto: basti pensare al grandissimo goal segnato in occasione della Community Shield di quest’anno proprio contro i Cityzens allenati dal connazionale Maresca.


Era da un po' di tempo che desideravo avere in collezione una living set e, averla di Cala non può che farmi un sacco di piacere! Inoltre, risale alla stagione 2024/’25, la sua prima in maglia dei Gunners: proprio quell’anno ho visto a San Siro la squadra di Arteta giocare contro la mia Inter.
Ricordando il 2013, quando abitavamo a Manchester, mi è anche venuto in mente un regalo stupendo che mi aveva fatto mia sorella direttamente dallo store ufficiale della squadra all’Arndale Shopping Centre, un giorno in cui mi era venuta a trovare: si tratta della maglia celebrativa della FA Cup vinta dal Man City nel 2011, battendo in Finale lo Stoke City per 1-0 grazie alla rete di Yaya Touré.


La t-shirt è azzurra ed è della Umbro, sullo sfondo della FA Cup si vede la famigerata luna blu, blue moon, iconica per tutto il mondo dei tifosi Cityzens! Lo sempre tenuta con molta cura, è stato un regalo tanto bello che ricorda una giornata altrettanto bella.
Oltretutto questa maglietta è stata indossata tra gli altri anche da Balotelli e De Jong mentre alzavano questa importantissima coppa nel cielo di Wembley.
Qualche tempo fa, non ricordo esattamente in che occasione, Chiara mi ha regalato una giacca con il cappuccio di Lyle & Scott, uno dei miei parchi preferiti dello stile casual! È nera con il bellissimo logo del brand scozzese ricamato sul petto e lo uso ogni volta che ho occasione di andare in Inghilterra, davvero utile visto il tempo in continua evoluzione.


Assieme alla giacca ho pensato di mettere anche il pupazzo di Paddington, il famosissimo orsetto londinese di recente scoperto dal mio piccolo Ale: me lo aveva regalato mia mamma penso attorno al 2010, l’ho sempre avuto in camera e adesso è diventato un compagno di vita praticamente quotidiano in casa.
Sempre di Lyle & Scott sono le sneakers che ho acquistato l’ultimo giorno di ferie, semplici e nere, perfette per il prossimo giro in Regno Unito!


Ultimo regalo che ho ricevuto e che non è propriamente a tema britannico, è stata una pallina di Ballerz dei Mondiali di calcio 2026 da parte di Chiara, acquistata al centro commerciale Ipercity anche questa l’ultimo giorno delle scorse ferie: all’interno ho trovato la figure di Barella, il centrocampista dell’Inter con la divisa della nazionale di calcio italiana è davvero fatto benissimo, ci somiglia proprio tantissimo.


Di sicuro Nicolò ha affrontato molte volte l’Inghilterra nella sua lunga carriera, da ricordare soprattutto la finale degli Europei a Wembley nel 2021, dove ha vinto proprio contro i Tre Leoni!

domenica 20 settembre 2026

Inizia la nuova NFL 2026!

Mentre scrivo questo post è proprio appena appena iniziata la nuovissima stagione di NFL, il campionato di football americano più seguito al mondo che mancava dal Super Bowl dello scorso febbraio.
L’entusiasmo è decisamente molto per vedere le tante stelle del firmamento della palla ovale, così ho pensato sarebbe stato bello fare un veloce recap di alcuni regali che ho ricevuto in questi mesi di attesa, durante i quali ho comunque seguito le NFL combine, il Draft 2026 (con il QB Mendoza che è passato dagli universitari di Indiana ai Las Vegas Raiders) e tutta la pre-season.
Innanzitutto, per il mio scorso compleanno, Chiara mi ha regalato un libro decisamente fantastico, dal titolo “Generazione Joe Montana: Storie di football anni Ottanta”, scritto da Roberto Gotta, un giornalista italiano sensazionale che conosce questo sport come pochi e che ha una vera e propria passione per la storia e per gli aneddoti.


In questo libro si passa in rassegna la storia del football americano negli USA, vengono presentati tanti personaggi che hanno scritto pagine memorabili di questo sport, sia professionistico che universitario – insomma un must per qualsiasi appassionato che intenda conoscere un po' più a fondo quello che è successo nel corso degli anni.
I tanti aneddoti rendono il racconto ancora più interessante e avvincente, consigliatissimo come tutte le opere di Roberto Gotta.
Un altro regalo che ho ricevuto per il mio compleanno, questa volta da parte di mia sorella Titti, è il Sapo Concho dei New York Giants: per chi non lo sapesse, si tratta di un peluche della rana di Bad Bunny, il cantante dell’half time show del Super Bowl LX, ovvero quello dello scorso anno, che ha visto vittoriosi i Seattle Seahawks!


Arriva direttamente dagli Stati Uniti e fa parte della collezione ufficiale di Bad Bunny proprio del SB LX. I Giants sono una squadra che mi è sempre stata tanto simpatica, grazie al fatto che, ad oggi, è il team dell’unica città che ho visitato negli States, ovvero New York.
Un ultimo presente che ho ricevuto, questa volta più recentemente, è un orsetto dei Denver Broncos da parte di Chiara. Non è un orsetto qualunque, bensì è un Salvino’s Bammers, peluche da collezione della NFL, usciti a cavallo del 1999 e 2001!


Ogni orsetto, oltre a portare i colori di una squadra specifica, aveva ricamato il nome e il numero di uno dei grandi quarterback di quell’epoca, come Marino, Favre, Elway, Aikman e altri.
Il mio è quello di John Elway dei Denver Broncos appunto, interamente di colore arancio con il numero 7 e il cognome ELWAY ricamati sulla schiena in color dorato – si differenzia da quelli standard con i ricami blu perché è la versione Elway Hall of Fame!
Quando è arrivato non era messo benissimo, serviva assolutamente sistemarlo e, in questo, Chiara è stata davvero bravissima a rimetterlo a nuovo.
Ora è prontissimo a seguire con me, Chiara ed Ale la nuova stagione di National Football League!

domenica 13 settembre 2026

La Provincia del pallone

Hubner, Cozza, Corini, Protti, Maniero, Luiso, Ferrante e chi più ne ha più ne metta, raccontano tutti quanti una storia che è a dir poco romantica: vedo le loro cavalcate, i loro goal, tutti con sottofondo la colonna sonora "Con un deca" degli 883. Una cosa semplice, da provinciali, da Provincia.
La Provincia del calcio degli anni '90 e 2000 è stata qualcosa di epico, ha fatto appassionare anche i tifosi dei top team a queste squadre che hanno avuto degli exploit incredibili, in un'epoca dove i soldi non erano proprio tutto quanto.
E così squadre composte interamente da italiani raggiungevano salvezze miracolose come il Piacenza, squadre che avrebbero dovuto andare in serie A solo quando i "mussi" avrebbero iniziato a volare addirittura sono andate in Coppa UEFA come il Chievo e, ancora, il Parma che dalla B si aggiudica due Coppa UEFA, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa UEFA, con un allenatore iconico come Malesani.
Io, quando ho iniziato a seguire il calcio, ero al tramonto degli anni '90, ero decisamente innamorato dell'Udinese, forse perchè, proprio nel 1998, mio papà mi ha portato allo Stadio Friuli (ben diverso da come è oggi!) a vedere il Trofeo Birra Moretti: ah, che belli i triangolari estivi, quanto mi mancano. Assieme ai bianconeri di Udine, sono scese in campo anche Inter e Juventus.
A portare a casa la posta in palio è stata appunto l'Udinese che, rifilato nei tempi regolamentari un 1-0 ai nerazzurri e un 4-3 ai torinesi, ha potuto alzare al cielo la coppa.
Non ricordo se prima o dopo questo avvenimento, mia mamma mi aveva confezionato un bellissimo cuscinetto in panno della squadra friulana, da un lato con le strisce bianconere, dall'altro con la scritta UDINESE in obliquo.
Nel corso degli anni purtroppo è andato perso, tuttavia continuava a tornarmi in mente insistentemente: in occasione del mio 36esimo compleanno me ne ha realizzato un altro, così adesso ho recuperato quel fantastico cuscinetto che tanto mi aveva accompagnato durate la mia gioventù.


Parlando di calcio di provincia non posso non tirare in ballo anche il mio Calcio Padova, una squadra provinciale per eccellenza che, proprio negli anni '90 ha avuto un importante exploit: in occasione del compleanno biancoscudato, Second Hand, il negozio di magliette vintage presente in centro, ha realizzato una linea di t-shirt in cotone del brand americano Russell con una bellissima stampa dello Stadio Appiani di Padova, con tutta la tifoseria biancoscudata.


Mi son preso subito una maglietta di color blu, da utilizzare durante l'estate!
Durante gli anni scolastici, spesso mia mamma e i miei nonni mi prendevano tanti pacchetti di figurine di Calciatori Panini: nel 2002/'03 l'azienda modenese ha addirittura lanciato una collezione di calamite (Calciomagneti) dei più forti calciatori per ogni squadra.
Ne avevo davvero parecchi, io andavo letteralmente matto per questi fuori collezione: tra gli altri, ne conservo 3 in particolare che fanno parte di quel magico calcio di provincia che tanto mi manca. Parlo di Adriano ai tempi del Parma, Hubner ai tempi del Piacenza e Corini capitano di un grandissimo Chievo Verona.


Insomma, un calcio diverso da quello attuale, non per forza più bello, ma senza ombra di dubbio molto più romantico.

domenica 6 settembre 2026

Lo Sparta Praga al fotofinish!

In 3 giorni scarsi a Praga, devo dire che con Chiara e Ale abbiamo visitato davvero di tutto e di più, siamo passati dall'Orologio Astronomico al Ponte Carlo, dalla Torre delle Polveri fino al Castello!
Ho visitato gli stadi di Slavia Praga e Bohemians, tuttavia non ero proprio riuscito ad incastrare in nessun modo una rapida sortita allo Stadion Letná, casa dell'AC Sparta Praha, famosissimo club di cui, soprattutto negli anni 2000 seguivo le sorti europee, essendo un club habituè dei grandi palcoscenici di Champions League e Coppa UEFA.
Non che potessi definirmi rammaricato dalla cosa, vista la mole di cose che comunque son riuscito a fare, tuttavia non ero riuscito proprio ad avvicinarmi a niente di questo club, fino all'ultimissimo minuto: si perchè, fatto i controlli di rito in aeroporto di Praga e camminando verso il nostro gate al Terminal 2C, ci siamo imbattuti in un Megastore niente meno che dello Sparta!


Mega perchè decisamente c'era di tutto all'interno, era molto molto grande e la selezione di merch della squadra più titolata di Cechia era davvero sensazionale.
Eravamo davvero di fretta ma Ale era davvero molto preso come il sottoscritto da tutto questo materiale dai colori rosso scuro e bianco, tanto che, ad un certo punto mi ha portato una bellissima sciarpa con Rudy, la mascotte dello Sparta che gioca con un pallone da calcio, dicendo a suo modo di volermela regalare.


Chiara ha completato l'opera prendendomela, però questo gesto mi ha davvero riempito di gioia! Con l'occasione abbiamo anche preso ad Ale un braccialetto dello Sparta Praga che ha indossato per un pò, prima di montare in aereo per il suo primo viaggio di ritorno.
Va assolutamente approfondita la storia dello Sparta, mi piacerebbe molto ritornare da queste parti per andare proprio a vedere lo stadio in cui, oltretutto, durante la stagione 2024/'25, l'Inter ha vinto 1-0 grazie ad una prodezza di Lautaro Martinez.

domenica 30 agosto 2026

Shopping calcistico a Praga

A Praga non c'è assolutamente modo di annoiarsi, sono innumerevoli i negozi in cui ci si può imbattere nel centro storico e in cui si potrebbero trovare dei souvenir calcistici decisamente molto molto interessanti.
Innanzitutto, la mattina del secondo giorno durante il nostro soggiorno, siamo andati nella libreria Palác knih Luxor, dove ho avuto modo di familiarizzare parecchio con la sezione dei libri sportivi, ahimé tutti scritti in ceco! C'erano biografie e racconti di moltissimi campioni che hanno vestito la maglia della Nazionale di calcio della Repubblica Ceca, storie dei vari club boemi, tutto davvero molto interessante.
In questa sezione c'erano tantissimi Funko Pop e Minix sia di calcio che di hockey: qui Chiara mi ha regalato il Minix di Coufal con la divisa della Česká fotbalová reprezentace, ovvero della nazionale di calcio ceca, stagione 2022/'23 - quella in cui il difensore che abitualmente veste la divisa numero 5 era in forza al West Ham United: con gli Hammers ha giocato ben 180 partite, conquistando anche la UEFA Conference League, prima di trasferirsi in Bundesliga al TSG 1899 Hoffenheim.


Coufal è cresciuto nello Slavia Praga, altro elemento molto interessante di questo calciatore che di recente ho imparato ad apprezzare molto.
Tra un negozio e l'altro, assieme ad Ale e Chiara, eravamo soliti mangiare qualcosa di tipico come i kolache oppure bevendo la Kofola, una sorta di Cola tipicamente della Cechia.
Allo Sports Cards Museum abbiamo passato qualche minuto veramente molto interessante a vedere tantissime cards di calcio e di hockey, di fatto lo sport nazionale assieme al pallone: tantissimi giocatori della Cechia militano in NHL, il famosissimo campionato di Hockey sul ghiaccio americano.
Qui Chiara mi ha regalato una bustina di cards del campionato di calcio ceco, nella quale ho trovato anche Peter Kareem del Bohemians 1905 e la card Fenomén di Lukas Haraslin in maglia Sparta Praga.


Inoltre mi ha anche preso un favoloso portachiavi a forma di puck, ovvero il dischetto usato nell'hockey sul ghiaccio, celebrativo della vittoria del del mondiale 2024 per la Cechia!


Insomma, tra calcio e anche qualche interessantissimo ritrovamento di hockey, è stata davvero una gita molto bella.

domenica 23 agosto 2026

I canguri boemi

Certamente, quando si parla della Praga calcistica, questa non è la prima squadra a cui si pensa, tuttavia per storia e tradizione, la Bohemians 1905 non è seconda a nessuno nel campionato di Chance 1. Liga, ovvero la massima divisione ceca.
Nati appunto nel 1905 come riporta il nuovo nome che ha adottato il club a partire dal 2005, la cosa che salta subito all'occhio quando si guarda lo stemma è quel canguro di colore verde sullo sfondo bianco: il marsupiale australiano ha poco da condividere con la Boemia e l'Europa in generale ma è proprio qui che si snoda un aneddoto davvero interessante che riguarda la squadra che gioca nel sud est di Praga!
Nel lontano 1927, invitati dalla Australian Soccer Association, furono gli unici del vecchio continente a rispondere presente e a presentarsi in Oceania per giocare una tournee con le squadre locali. Al ritorno, il club venne omaggiato con due esemplari di canguro, Klokani in lingua ceca, prontamente dirottati allo zoo cittadino. Da quel momento ecco comparire il profilo del marsupiale su maglie da gioco e sullo stemma societario.
Una storia unica nel suo genere che mi ha fatto davvero molto incuriosire e desiderare di fermarmi a visitare lo stadio del Bohemians 1905, ovvero lo Stadio Ďolíček.


Letteralmente a due passi dall'Eden Arena dello Slavia, l'ho raggiunto assieme a Chiara ed Ale con il tram n. 19 dalla fermata Eden a Bohemians.
Dall'esterno non è decisamente uno degli stadi più spettacolari che abbia visto, era in ristrutturazione e onestamente non era tenuto affatto bene: sarà stato per tutti quei mezzi al lavoro, tuttavia spero che presto i Klokani riescano ad avere una struttura degna della loro storia.
Accanto al club shop c'era anche una porta che conduceva direttamente in tribuna: da dentro è decisamente tutta un'altra musica, il terreno di gioco è molto curato e dagli spalti si è molto vicini al campo, riuscendo a vedere la partita alla perfezione.


Prima di congedarci, siamo passati proprio per il negozio ufficiale della squadra: molto più piccolo rispetto a quello dello Slavia, ma allo stesso tempo davvero ricco di gadget.
C'erano anche numerosissimi match programme delle partite passate del Bohemians 1905, così Chiara mi ha preso quello del match giocato contro Football Club Hradec Králové, terminato sul punteggio di 0-0.


Sempre Chiara mi ha regalato un bellissimo magnete con l'iconico logo dei Bohemians con il canguro verde che tanto desideravo avere in collezione!


Dallo stadio Ďolíček siamo andati, sempre in tram, in centro città, prima di andare a visitare il bellissimo castello di Praga.
Riguardo i Bohemians, va detto che, sebbene negli ultimi anni abbiano vissuto più delusioni che successi, in passato hanno anche giocato le Coppe Europee negli anni '80, affrontando avversari del calibro di Ipswich Town, Ajax, Dundee United, Servette, Saint-Etienne e Anderlecht.
Il presidente, Antonin Panenka, è una leggenda del calcio cecoslovacco, dopo che ha regalato l'Europeo alla propria nazionale nel 1976, calciando il rigore decisivo a "cucchiaio" contro la Germania Ovest.

domenica 16 agosto 2026

Il cuore pulsante dello Slavia Praga

Era da un pò di tempo che desideravo far provare al mio piccolo Ale l'ebrezza del primo volo in aereo: tra le tante destinazioni, una città che avrei sempre desiderato visitare era proprio Praga e, si da il caso, che dal 10 al 12 agosto scorsi, ci fossero delle tariffe davvero interessanti.
Detto, fatto! Io, Ale e Chiara ci siamo ritrovati nella splendida capitale della Cechia, città natale tra gli altri anche di Zeman - allenatore, tra le altre, anche di Foggia, Roma, Brescia e Pescara.
Abbiamo soggiornato all''Hotel Prague Center Superior, decisamente in una posizione centrale rispetto alle tantissime attrazioni che sa offrire questa meravigliosa città.
Chiaramente, non potevo esimermi da fare qualche giro calcistico così, come prima tappa a tema, ho deciso di andare alla Fortuna Arena, stadio dove gioca le partite casalinghe l'SK Slavia Praga, detentrice del titolo di Chance 1. Liga, ovvero il massimo campionato ceco.
Nata nel 1892, lo Slavia è davvero un riferimento del calcio locale, nel proprio palmares può vantare ben 23 titoli nazionali (prima cecoslovacchi, ora cechi), 11 Coppe nazionali, 1 Mitropa Cup e ben 7 Intertoto.
Senza contare le recentissime apparizioni in UEFA Champions League; nel 2019 addirittura ero andato a vederli giocare a San Siro contro la mia Inter, match che allora era finito in parità per 1-1, mostrando il grande valore di questo club.
Per raggiungere quella che per tutti è Eden Arena, abbiamo preso un treno, l'S9, dalla stazione centrale di Praga e, in una decina di minuti, abbiamo raggiunto questo stadio decisamente molto all'avanguardia che riesce ad ospitare più di 20.000 spettatori, alla fermata Eden.


Da fuori è possibile scorgere qualche scorcio di campo e i tantissimi seggiolini rossi e bianchi, che riprendono i colori sociali della squadra.


Il megastore era aperto così siamo subito entrati per vedere se ci fosse qualche bel gadget da prendere come souvenir: c'era davvero un pò di tutto, dalle nuovissime divise dello Slavia targate 2026/'27 alle felpe, t-shirt, perfino degli stupendi orsacchiotti con la maglia away della squadra!


In bella mostra c'era il trofeo della Chance 1. Liga 2025/'26 di recente conquistato dalla squadra allenata da Jindřich Trpišovský, grazie alle moltissime reti del bomber Tomáš Chorý.


Tuttavia i prezzi, espressi in corone, erano tutt'altro che accessibili, Chiara mi ha comunque regalato un piccolo gagliardetto davvero bellissimo dell'SK Slavia Praha, rosso e bianco con la famosa stella rovesciata e le due stelline che la sovrastano.


Usciti da questo store, abbiamo deciso di andare a vedere anche quello degli ultras, ovvero quello della Tribuna Sever, il vero cuore pulsante del tifo boemo che popola l'Eden Arena!


Sono famosissimi, non di rado si trovano video in internet di questa curva molto affiatata, i fumogeni rossi e le coreografie mozzafiato sono praticamente all'ordine del giorno per questi tifosi.


All'interno c'erano davvero tantissimi gadget ed un'infinità di t-shirt: Chiara mi ha regalato quella di "Iron Eden", ovvero una maglietta tutta nera con la mascotte della band metal Iron Maiden Eddie con addosso la divisa dello Slavia. Mi è piaciuta da subito tantissimo e non vedo l'ora di indossarla.


Sempre Chiara mi ha preso anche una pin con il logo della Tribuna Sever, un piccolo ricordo davvero fantastico.


Con questi acquisti il ragazzo del negozio ci ha lasciato anche un fantastico adesivo della Tribuna Sever!


E' stato proprio un giro molto interessante, alla scoperta di una delle più importanti realtà calcistiche della Cechia - inoltre sono contentissimo di aver fatto questa visita assieme alla mia famiglia!

venerdì 14 agosto 2026

I preferiti dell'Estate 2026

Mondiali ormai archiviati, siamo super proiettati verso una nuova ed interessantissima stagione di calcio e tanto sport, sempre con grande attenzione alle tante novità che ci sono in termini di gadget e merch!
Questi sono i miei preferiti dei mesi estivi per questo 2026.

1) Sammy The Sounder. Questo bellissimo Funko Pop me lo ha regalato Chiara in occasione del nostro anniversario di matrimonio. Si tratta della mascotte dei Seattle Sounders, club che milita nella MLS e che personalmente mi piace moltissimo. È un’orca con addosso l’iconica divisa verde della squadra di soccer dello Stato di Washington, sotto il braccio ha anche un pallone da calcio e sulla schiena spunta la pinna al posto del numero di maglia. I Sounders hanno addirittura vinto una CONCACAF Champions League nel 2022, oltre a contare in bacheca ben 2 titoli MLS. Adoro ancora di più questo Funko da quando è diventato uno degli oggetti preferiti anche del piccolo Ale che, giocandoci, lo chiama Memmy.


2) Portachiavi Laurienté. La visita al Mapei Football Center dello scorso aprile è stata una cosa favolosa, una esperienza che difficilmente dimenticherò assieme a tutta la squadra dell’US Sassuolo. Laurienté che scende dalla macchina per salutare Ale è uno degli highlight di quella giornata, tanto che Chiara mi ha fatto fare un bellissimo portachiavi con la foto che abbiamo scattato insieme all’esterno francese dei neroverdi. Questo è decisamente uno dei miei preferiti!!


3) Alpine F1 Hot Wheels. La Formula 1 è sempre stata una mia grande passione, negli ultimi anni la seguo anche più assiduamente. Di recente mia mamma mi ha regalato questo modellino della Alpine F1 2024 della Hot Wheels, monoposto guidata in quella stagione da Ocon e Gasly, due piloti transalpini. Il brand americano Hot Wheels che sta spopolando in questi anni mi ha sempre molto affascinato, ora son felicissimo di avere in collezione questa bellissima Alpine.


domenica 9 agosto 2026

Il Citta prepara il campionato 2026/'27 a Lavarone!

Erano anni che non andavo a vedere un ritiro estivo di una squadra e, lo scorso 24 luglio sono finalmente tornato in montagna per vedere da vicino la preparazione dell'A.S. Cittadella, in vista del prossimo campionato di Serie C 2026/'27.
Assieme alla mia famiglia, quindi con Chiara ed Ale, siamo partiti di prima mattina alla volta di Lavarone, sede del ritiro granata da ben 22 anni che, come ci è stato spiegato al nostro arrivo, ad oggi non è mica facile qui in Trentino trovare ben due campi da calcio in erba vera e non sintetica.
Le strutture sulle quali vengono svolti gli allenamenti della squadra di Roberto Musso, successore in panchina di Manuel Iori, sono decisamente belle e all'avanguardia, con dei campi tenuti in maniera perfetta, spogliatoi e addirittura la palestra.
Quando siamo arrivati, circa a metà seduta, metà squadra era intenta a fare esercizi in palestra, mentre i rimanenti calciatori stavano svolgendo nel rettangolo verde delle situazioni di recupero palla e attacco.


Mi ha decisamente impressionato vedere la meticolosità del lavoro di Mister Musso per preparare al meglio la partita amichevole che il Citta avrebbe disputato il giorno seguente a Pinzolo niente meno che contro il Torino.
In difesa si vedeva subito la qualità di leadership di Toffanin, appena arrivato dalla Virtus Verona, e chiaramente alla forza fisica di Redolfi, già in provincia di Padova dalla scorsa stagione.
A centrocampo ottime le scorribande sulla fascia destra di D'Alessio che era proprio a due passi da noi e ha persino salutato Ale! In impostazione c'è poi Barberis che è assolutamente una garanzia li in mezzo.
Davanti invece c'erano niente meno che Diego Falcinelli, con un passato a dir poco prestigioso con più di 100 gettoni in serie A e il nuovo acquisto dal Renate, Ekuban.


Terminato l'allenamento, abbiamo aspettato tutti i giocatori perché ci firmassero un foglio che avevamo preparato per l'occasione: dal preparatore ex Inter Donazzan al mister dei portieri Pierobon, passando per Rabbi, Barberis, Ndrecka, Redolfi, Toffanin, D'alessio, Falcinelli e tutti gli altri, devo dire che abbiamo ricevuto un'accoglienza davvero strepitosa!


Con Mattia Sangalli ci siamo intrattenuti a parlare un pò di Inter, una squadra che abbiamo nel cuore entrambi e di cui ha confermato di essere sempre innamorato (come suo papà, capace lo scorso anno di esultare ed essere felice per lo scudetto nerazzurro, nonostante il figlio fosse stato eliminato lo stesso giorno ai playoff con il Trento e contro la Giana Erminio!!).
La mattinata si è conclusa con un ottimo pranzo all'Osteria Dell'Ancino proprio a Lavarone, con i piatti tipici di montagna, qualcosa che mancava decisamente molto a tutti.
Per la cronaca, il giorno seguente, il Cittadella è riuscita a vincere per 1-0 contro il Torino, grazie alla rete di Bunino su calcio di rigore.

domenica 2 agosto 2026

Mondiali 2026, quanti ricordi!

La Spagna è campione del mondo per la seconda volta nella sua storia, la coincidenza è che, sia per Sudafrica 2010 che per USA-Messico-Canada 2026, l’inno della FIFA World Cup fosse di Shakira – all’epoca “Waka Waka”, quest’anno “Dai Dai”, entrambe hit che sono entrate nel cuore e nella testa di tutti i tifosi calcistici.
Nonostante le numerosissime critiche mosse agli organizzatori, vero i costi dei biglietti erano decisamente inaccessibili ai più, io devo dire che questi mondiali me li son gustati eccome, li ho seguiti moltissimo (ovviamente in TV!), nonostante gli orari talvolta non praticissimi per vedere le partite.
Ma bisogna lasciarsi coinvolgere e, si sa, negli Stati Uniti niente viene lasciato al caso, così – onde evitare di dimenticarmi cosa mi ha davvero emozionato di questo mese e mezzo di partite internazionali – ho deciso di stilare una lista di quanto ha catturato la mia attenzione e passione.
Questo è stato il mondiale:

- Dei bicchieri. Sì perché a partire dal McMenù di McDonald’s in cui venivano dati in omaggio con i menù mondiali delle cups con serigrafati grandi leggende del calcio, anche negli stadi spopolavano i bicchieri, sempre customizzati con data e dettagli della partita.
- Del “Ro” e della Viking Row. Capitan Odegaard che a suon di tamburo dirige le vogate della selezione norvegese al termine delle partite è qualcosa di indimenticabile. Dopo la prestigiosa vittoria contro il Brasile le redini del tamburo le ha prese Erling Haaland.
- Del Dr. Simi e di tutti i gadget in Messico. Penso che tra tutti i paesi in cui si sono giocati i mondiali, il Messico sia stato senza dubbio quello con più presenza di gadget. La catena di farmacie Dr. Simi regalava pupazzi della loro mascotte da vestire con i colori del Messico, inoltre davano delle maglie da gioco verdi con dettagli rosso e bianchi ed il numero 9 sulla schiena. Ma in molti supermercati spopolavano figure dei calciatori de Los Aztecas.
- Della maglia away di Curacao. Che per giunta non ha mai visto il campo, tuttavia è stata definita da molti appassionati di maglie la più bella del torneo. Colore giallo sbiadito e dettagli blu, rimanda all’architettura dell’isola caraibica – si decisamente piaceva molto anche a me, l’ho vista per la prima volta durante l’amichevole pre-mondiale contro la Scozia.
- La favola Capo Verde e i pinguini verdi. Durante i Mondiali, il nome della nazione "Cabo Verde" è stato associato per assonanza al celebre personaggio di animazione "Cabo" (in italiano Soldato) del film I Pinguini di Madagascar, per cui hanno iniziato a circolare in internet numerosi pinguini peluche di colore verde con addosso la maglia di questa squadra africana con forti legami portoghesi. Oltretutto, grazie alle prestazioni super del portiere Vitinha, sono usciti solamente ai supplementari contro quelli che sarebbero stati i finalisti, ovvero gli argentini.
- L’anatra messicana. È stata definita “L’anatra più famosa dei mondiali” Merlìn, questo il nome del volatile che, nel corso della permanenza della selezione messicana al Fifa World Cup ha rapito l’attenzione di tutti vestendo la maglia del Tricolor.
- Haaland, la papera e l’orsetto lavatore. Grande protagonista a suon di goal e partite incredibili è stato il centravanti norvegese del Manchester City Erling Haaland. Hanno spopolato i video tutorial su Instagram per creare paperette amigurumi di Haaland con la splendida maglia che ha utilizzato la nazionale norvegese durante questi mondiali USA-Messico-Canada 2026, mia sorella Titti me ne ha fatta una, che super ricordo di questa rassegna iridata! E poi il racoon imbalsamato con una bottiglia di super alcolico portata sottobraccio dalla punta della Norvegia scendendo dalla scaletta dell’aereo a seguito dell’eliminazione avvenuta per mano degli inglesi.


- Cappellini norvegesi a crochet. Nel momento di maggior forma della nazionale di calcio norvegese sono usciti questi favolosi cappellini con i colori della squadra scandinava fatti ad uncinetto. Con un minimo di approfondimento è venuto fuori che a realizzarli era niente meno che Helene Spilling, moglie di Odegaard, capitano di Norvegia ed Arsenal. È stato troppo bello vedere indossati questi che diventeranno dei veri e propri pezzi da collezione unici di questo mondiale.
- Wonderwall. “Goosebumps” direbbero gli inglesi, pelle d’oca noi italiani. Dopo ogni vittoria della nazionale dei Three Lions partiva la fantastica canzone degli Oasis, facendo cantare tutto lo spicchio di tifo d’oltre Manica. Kane, Bellingham, Rice e Saka, sono stati i grandi protagonisti che hanno riportato a Londra una medaglia di bronzo, frutto di una pirotecnica “finalina” contro la Francia, culminata con il punteggio di 6-4 nei tempi regolamentari. E alle prime note di Wonderwall tutti abbracciati sotto la curva, spettacolo.
- Playmobil di ogni genere. La DFB tedesca, la OFB austriaca, la FMF messicana, hanno tutte messo in commercio figure dei propri calciatori in collaborazione con Playmobil. Io vado matto per i Playmobil e sinceramente ne avrei preso uno per squadra, visto il dettaglio che hanno.
- Squishmallow mondiali. Ho dedicato ampio spazio in un post ma questi pupazzetti calciatori distribuiti da McDonald’s mi hanno letteralmente esaltato, al punto che sono andato nella nota catena di fast food ben 2 volte nel corso di un mese per accaparrarmeli.
- Fan Village World Cup. In molti che ci son stati hanno parlato di grandi code, però vuoi mettere uscire con un braccialetto della Bank of America a tema mondiali 2026, con una bandiera della Coca Cola della tua nazionale o moltissimi altri gadget?
- Dazn, grande copertura. Non nascondo che seguire le sorti di questo mondiale con i ragazzi di Dazn è stato fantastico, con tutte le digressioni extra calcistiche del caso. Tommy Turci e Federica Zille sugli scudi, con il primo ho avuto anche modo di condividere una considerazione sulla nazionale olandese, eliminata anzitempo contro un grandissimo Marocco, sebbene per entrambi potesse essere una delle candidate alla vittoria finale.


- Le DCC. In tutte le partite di questi mondiali giocate all’AT&T Stadium di Dallas, dove giocano solitamente le partite di NFL i Cowboys, c’è stata la presenza costante delle famosissime Cheerleader della squadra, mixando questa atmosfera americana con quella prettamente calcistica! Iconica la foto che le DCC hanno fatto assieme a David Beckham e Victoria.
- American Sports e calcio. L’abbraccio di Jimmy Butler, fantastico cestista in forza ai Golden State, a Neymar prima di una partita della Selecao la dice lunga su quanto i grandi campioni degli sport americani si siano avvicinati al Soccer! Le nazionali hanno condiviso facilities e stadi della NFL e molti grandi giocatori del football a stelle e strisce si son mischiati ai fan per seguire questi mondiali di calcio, vedi Tom Brady, ex QB dei Patriots e George Kittle, TE dei 49ers. Fanatics ha anche messo in vendita maglie da football delle nazionali di Inghilterra e Francia, e maglie da calcio per tutte i franchise di NFL. Corposa rappresentanza anche per la National Hockey League al MetLife Stadium per assistere alla finale, con Alex Ovechkin, Henrik Lundqvist, Trevor Zegras e i 3 fratelli Hughes tutti sugli spalti a vedere le giocate di Messi e Lamine Yamal.
- La maglia della Colombia. Devo ammettere che in ogni mondiale per me è un must avere enorme simpatia per Los Cafeteros, come son chiamati i calciatori colombiani. Quest'anno ho amato dal primo momento la maglia della "Sele" Colombiana, tanto da acquistarne una modello stadium. Di recente però mio papà è stato a Cali, proprio nello stato sudamericano. Qui ha acquistato due maglie, una per Ale, gialla con inserti blu e rossi a riprendere la bandiera, e una per me. Si tratta della stessa divisa che avevo acquistato del Mondiale 2026 ma versione Authentic, ovvero quella che indossano i calciatori in campo. La si differenzia intanto per il tessuto traspirante e lavorato, inoltre i loghi di Adidas e della FCF sono termoapplicati e sembrano dei gommini, invece di essere ricamati. Un fantastico ricordo di questo suo recente viaggio!


- Una finale unica. Ospiti incredibili, un evento senza precedenti quello del MetLife Stadium nel New Jersey, a due passi da Manhattan. Robbie Williams, Laura Pausini, Madonna, Coldplay, Shakira, BTS e altri artisti si sono esibiti, Ted Lasso e Coach Beard hanno introdotto Justin Bieber con il segno “BELIEBE”, i Muppets e Sesame Street hanno fatto una simpaticissima comparsata. In modalità Super Bowl ma tutto a tema calcio, gli ultimi 120’ di questo torneo sono stati a dir poco indimenticabili.
- El Gato Cucurella. Dopo la vittoria spagnola, sui social è spopolato El Gato Cucurella, un felino con l'iconica capigliatura del terzino sinistro che era in forza alla Roja! Ebbene, tanto famoso che, persino Google, quando si cercava il nome del difensore spagnolo, faceva apparire niente meno che questo gatto dai folti e lunghi capelli ricci!


domenica 26 luglio 2026

Una vacanza a tutto gas.. e polli

Una vacanza a tutto gas quella che ho avuto il piacere di trascorrere assieme a Chiara e al mio piccolo Ale! Sì perché quest’ultimo, nonostante la giovanissima età, ha già una grande passione per i motori, inutile dire che moto e macchine attirano davvero la sua attenzione.
Tornando da Senigallia si passa per Pesaro, così abbiamo deciso di fare una veloce deviazione a Tavullia, paese natale di Valentino Rossi, ex pilota Moto GP e idolo di tutti i ragazzini come me nati negli anni ’90.
Qui c’è il VR46 store, un negozio ma anche un po' museo del pilota 9 volte campione del mondo! Tra tute, moto e caschi, il piccolo Alessandro era proprio nel suo mondo, tanto da far appassionare anche i commessi che gli hanno regalato un adesivo di Vale.


Chiara ha anche preso a me e Ale un peluche di un pollo con il numero 46 ricamato sul fronte e il 9 (numero dei mondiali vinti) sul retro – che poi in realtà non è un pollo ma la famosa gallina vecchia che fa buon brodo, slogan lanciato da Rossi quando ha vinto il suo ultimo campionato iridato a 30 anni. Ad Ale invece abbiamo preso un cappellino di VR46.


Il Pollo Osvaldo era invece presente proprio fuori dal negozio, in un parchetto giochi per bambini, tutto tematizzato Moto e Valentino! Questo personaggio è un'altra trovata del pilota marchigiano che, per sfottere un po' i “polli” che perdevano a calcetto, gli faceva indossare la maglietta “Polleria Osvaldo” – poi diventata celebre a seguito di un servizio della Rai, alla ricerca di questa attività locale completamente frutto di fantasia.
Riprendendo la marcia verso casa ci siamo fermati anche nella bellissima Pesaro, una cittadina di mare davvero speciale.
Qui c’è un negozio strepitoso di materiale americano delle principali leghe sportive, ovvero NFL, NBA, NHL e MLB, chiamato Booom Store, gestito da Marco, un grandissimo appassionato di tutto quello che riguarda sport a stelle e strisce.


Qui ho avuto occasione di prendermi il regalo che mi aveva fatto mia mamma, ovvero un nuovo telo mare con moltissime mascotte di alcune squadre americane, come gli Atlanta Hawks di basket, i Cleveland Indians di baseball, Hugo dei Charlotte Hornets sempre di basket e molti altri.


Il tempo non era molto, così non sono riuscito a dedicarci troppo tempo, certo è che non vedo l’ora di tornare in questo interessantissimo negozio e spulciare le numerosissime chicche che contiene!

domenica 19 luglio 2026

I ragazzi della Vigor Senigallia

Se c'è una cosa che assolutamente adoro fare ogni volta che prendo la macchina per andare a visitare qualche città oppure, come in questo caso, andare in vacanza, è approfondire l'aspetto calcistico di cui sono caratterizzate.
Quando assieme a Chiara ed Ale abbiamo deciso di andare a passare qualche giorno al mare a Senigallia, mi sono da subito immerso in questa splendida realtà dell'F.C. Vigor Senigallia.
Nata nel 1921 in un contesto calcistico, quello marchigiano, che vedeva già competere importantissime realtà quali Ancona, Maceratese ed Ascoli, da subito il club rossoblu (colori ripresi dallo stemma comunale) ha saputo ritagliarsi un importante ruolo, riuscendo sempre a competere in campionati di grande rilievo.
Negli anni '80 la Vigor è anche riuscita a raggiungere il professionismo con addirittura un 3o posto in serie C2 nel campionato 1981/'82.
Ai giorni nostri i Vigorini militano stabilmente in Serie D, stesso girone dell'Ancona: tuttavia il vero fiore all'occhiello della società rimane il settore giovanile, la capacità di lanciare tantissimi ragazzi e di mandarli anche in rappresentativa.
In centro storico è presente un Vigor Store, negozio ufficiale della squadra tuttavia chiuso per re-stocking durante tutto lo scorso mese di Giugno, proprio quando eravamo noi li in vacanza: siamo comunque passati a vederlo e devo dire che è bellissimo, degno di un club di categorie assolutamente superiori.


Mi ero messo in contatto con la Vigor Senigallia qualche settimana prima e, appurata la chiusura del negozio, ho chiesto loro se fosse possibile acquistare da qualche altra parte il materiale ufficiale. Con mia grande sorpresa mi è stato detto di andare al campo di sportivo "Le Saline" e di chiedere direttamente a Roberto Siena, il Responsabile Segreteria Generale del team.
Detto fatto, di ritorno da Ancona, assieme a Chiara e Ale, quest'ultimo attirato moltissimo dai tanti palloni in loco, ci siamo fermati in Viale dei Gerani, sede del centro di allenamento rossoblu.
Qui abbiamo immediatamente incontrato Roberto che ci stava letteralmente aspettando: mai mi sarei aspettato così tanta disponibilità: mi ha subito regalato il gagliardetto della FC Vigor Senigallia con il meraviglioso logo nel quale campeggia il pino marittimo sostenuto da due fiere ai lati. Lo sfondo è bianco, mentre il logo poggia su una banda trasversale rossoblu.


Abbiamo parlato un pò dell'organizzazione del settore giovanile vigorino, devo ammettere che qui niente è lasciato al caso e c'è molto orgoglio per l'attività di base che si svolge, partendo dai bambini davvero piccoli, addirittura di età pre-scolare!
Ringraziando per la disponibilità e per la generosità, ci siamo congedati e siamo tornati in hotel per cena.
Tuttavia, un paio di giorni dopo, abbiamo deciso di fare un giro in centro tutti e 3 proprio in bicicletta: l'occasione era ghiotta per andare a visitare lo Stadio Goffredo Bianchelli, casa proprio del Vigor Senigallia.


Una struttura molto datata ma ricca di fascino, si pensi che risale all'epoca fascista, pur essendo ristrutturato nei primi anni 2000. Può ospitare fino a 5000 tifosi e per la categoria è decisamente tantissima roba.
Sono rimasto piacevolmente sorpreso dal terreno di gioco, un manto erboso fantastico e tenuto proprio benissimo.
In attesa del prossimo campionato nel quale mi auguro che la Vigor possa fare benissimo, sono stato davvero felice di potermi immergere in questa piccola ma organizzatissima realtà del nostro calcio.