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sabato 22 febbraio 2025

I miei campioni: Dan Ndoye

Durante le ultime vacanze natalizie sono stato veramente fortunato a incontrare in un centro commerciale di Bologna Dan Ndoye, esterno offensivo della formazione felsinea e nazionale svizzero.
L'incontro è stato del tutto casuale e mi ha dato la possibilità di conoscere meglio il profilo di uno dei calciatori più promettenti della nostra Serie A e, quest'anno, pure della UEFA Champions League.
Classe 2000, Ndoye è spesso impiegato a centrocampo, sebbene il suo ruolo naturale sia quello di ala destra, capace di dribbling rapidi e di sfornare assist per i compagni.


Nato a Nyon e cresciuto calcisticamente nel Losanna, durante la sua giovane carriera ha vestito anche le maglie di Nizza e Basilea, prima dell'approdo al Bologna FC proprio durante la scorsa stagione 2023/'24.
Durante il suo primo anno italiano Ndoye ha segnato una rete in Coppa Italia contro l'Inter e una in campionato contro il Napoli: il suo apporto è stato in ogni caso decisivo alla conquista di un posto in Champions per la squadra allenata da Thiago Motta!
Ha giocato da protagonista con la Svizzera anche gli Europei 2024 in Germania, mettendo a segno una rete proprio contro i padroni di casa e raggiungendo i quarti di finale della competizione, venendo eliminato solamente dall'Inghilterra ai calci di rigore.
Per l'Epifania mia mamma mi ha regalato la maglia europea del Bologna FC 2024/'25 utilizzata in Champions League, proprio di Dan Ndoye con il suo numero 11 sulla schiena.


E' nera con dettagli oro e rossoblù, lo sponsor tecnico è Macron e lo sponsor ufficiale è Saputo, stampato sul petto.
La divisa è girocollo ed è veramente molto bella, con le stelle tramate nel tessuto tono su tono.
Questo sicuramente è un fantastico ricordo anche dell'incontro che ho avuto durante le scorse vacanze, con l'auspicio che il calciatore svizzero possa crescere ulteriormente e raggiungere nuovi traguardi, sia con la maglia del Bologna che con quella elvetica.

sabato 30 novembre 2024

I miei campioni: Alessandro Cattelan

Da quando sono ragazzino ho sempre seguito tutti i programmi di Ale Cattelan, sicuramente il mio conduttore e showman preferito! Nel corso degli anni ho però visto che condivido con lui parecchi interessi, a dire il vero quasi tutto..
Per questo motivo, negli ultimi anni, ho iniziato a seguire i suoi programmi televisivi e radiofonici ancora più assiduamente e ad apprezzarne la simpatia e la conoscenza di molte tematiche trattate.
Alessandro Cattelan nasce a Tortona nel 1980 e, proprio come me, ha una passione a dir poco sfrenata per l'Inter e per i suoi calciatori: nel 2010 era presente a Madrid allo Stadio Bernabeu durante la finale di Champions League con addosso la maglietta dell'amico, all'epoca terzo portiere nerazzurro, Paolo Orlandoni! Ma vederlo negli spalti del Meazza non è assolutamente raro, anzi!
Possiede anche una invidiabilissima collezione di maglie da calcio, proprio come il sottoscritto ha divise che provengono da ogni angolo del mondo: ricordo in particolare quando, in viaggio in Colombia con la famiglia, è andato in giro assieme all'ex difensore interista Ivan Cordoba con addosso la maglia dell'Atletico Nacional de Medellin e del Venezia FC e ancora con quella del Parma di Faustino Asprilla, attaccante sudamericano per il quale sono sempre andato matto.
In una foto in Brasile Ale Cattelan indossava anche un paio di pantaloncini da Futvolei, altra mia grandissima passione!
Una persona molto vicina a me, Monica, è riuscita di recente a procurarmi una foto autografata proprio dal conduttore e dedicata a me: inutile dire che sia rimasto veramente tanto felice da avere questo cimelio, anche perchè Cattelan mi ha scritto come dedica "Forza Inter", direi che non avrebbe potuto trovare parole migliori.


Per motivi di lavoro, negli ultimi anni, è molto spesso negli Stati Uniti così vedo che spesso indossa molto materiale di squadre americane come ad esempio la maglia dei Pittsburgh Steelers di NFL oppure il cappellino con il logo storico della squadra di baseball dei Cleveland Indians (logo che di recente si è visto in uno sticker attaccato al suo PC durante le puntate del podcast Supernova).
Dato che è da parecchio tempo che anche a me piace molto questo logo, ho acquistato una toppa con questa immagine giusto per averla anche io in collezione.


Per completezza è giusto ricordare che Ale Cattelan è anche stato un calciatore di ruolo difensore centrale, avendo militato anche in Serie D con il Derthona e avendo anche esordito in Champions League tra le fila della formazione sanmarinese de La Fiorita contro i Lincoln Red Imps.
Che dire, mi piacerebbe veramente molto sedermi ad un tavolo con Cattelan e parlare un pò di Inter e di calcio in generale!

domenica 14 aprile 2024

I miei campioni: Alessandro Bastoni

Sicuramente uno dei prospetti calcistici italiani di maggior spicco, Alessandro Bastoni, difensore classe '99 in forza all'Inter di Simone Inzaghi, è senza ombra di dubbio uno dei miei giocatori preferiti da parecchi anni.
Nato a Casalmaggiore, in provincia di Cremona, è cresciuto calcisticamente nell'Atalanta, prima della chiamata in nerazzurro, questa volta sponda milanese. L'Inter lo gira in prestito al Parma dove gioca, da giovanissimo, una stagione molto importante, prima di approdare definitivamente ad Appiano Gentile nel 2019, alla corte di Antonio Conte.
Dal suo esordio in campionato contro la Sampdoria, si capisce subito che è destinato a rimanere in pianta stabile nell'11 titolare interista, la sua interpretazione del ruolo di braccetto difensivo a sinistra è unica nel suo genere e, assist dopo assist, riesce a ricavarsi anche un notevole peso anche in zona offensiva.
Bastoni conquista con l'Inter lo scudetto 2020/'21, vince anche 3 Supercoppe Italiane e 2 Coppe Italia!
In tutto questo Mancini lo nota e lo fa diventare protagonista anche con la casacca azzurra della nostra Nazionale, con la quale, nell'estate 2021, conquista l'importantissimo Europeo 2020 a Wembley - seppur non da titolare.
Ha una figlia e l'ha chiamata Azzurra, in una battuta ha anche riferito scherzosamente che, dovesse averne un'altra, la chiamerebbe Nera - tanto è bastato a far capire a me e a tantissimi tifosi interisti, la grande passione che "Basto" ha per la maglia che indossa.
E dato che anche io, assieme a Chiara, stiamo aspettando un bambino che si chiamerà Alessandro, ultimamente mi son decisamente invasato con Bastoni che porta lo stesso nome, spero sempre che in campo possa dare quel contributo importante che spero culminerà con la vittoria della seconda stella per la mia Inter!
Nel frattempo, per il mio compleanno, Chiara mi ha regalato la maglia away dell'Inter 2023/'24 proprio di Alessandro Bastoni con il N. 95 iconico sulle spalle.


Questa è senz'altro la mia divisa preferita per la stagione in corso, con la banda trasversale nerazzurra ed il logo IM ricamato sul petto. Gli sponsor sono sempre Paramount+ e Nike, oltre ad ebay sulla manica.


Lo scorso 23 aprile, in occasione del 25esimo compleanno di Bastoni, la Gazzetta dello Sport gli ha dedicato la copertina e un'intera intervista, anche questo un grosso riconoscimento per quanto di buono sta facendo il difensore in questa super stagione!


Per restare in tema nerazzurro, anche quest'anno a Pasqua ho ricevuto da parte di mia sorella l'uovo ufficiale dell'Inter prodotto da Balocco!
All'interno ho trovato un portamonete di latta nerazzurro con ovviamente il logo dell'Inter serigrafato.


Vedremo se queste ultime giornate confermeranno l'ottimo campionato che sia l'Inter che Alessandro Bastoni hanno portato avanti: sicuramente l'ambiente interista è molto caldo, l'entusiasmo è giustamente alle stelle, anche e soprattutto per un gioco veramente sviluppato in maniera eccezionale.

domenica 4 febbraio 2024

Rombo per Sempre

Rombo d'Italia, così intitolava la Gazzetta dello Sport martedì 23 gennaio, un'edizione della rosea dedicata al campionissimo Gigi Riva, il giorno seguente la sua scomparsa.


Non è necessario essere tifosi cagliaritani per innamorarsi di questo campione immenso, un calciatore che a distanza di decenni rimane ancora il più prolifico bomber della nazionale italiana.
Uno che ha perfino portato lo Scudetto in Sardegna, nel 1970 - cose che al giorno d'oggi sarebbero difficilmente simulabili anche giocando con una console.
Numero 11 di pannolenci cucito sulle spalle, la maglia bianca con dettagli rossoblu che sfreccia sulla fascia sinistra dello Stadio Amsicora di Cagliari, gli spalti pieni in ogni settore: questa è la cartolina che, dopo aver visto una serie innumerevole di documentari e video d'epoca su quel Cagliari allenato da Scopigno, mi porto dentro.
Non ho mai avuto l'occasione di vedere Rombo di Tuono giocare dal vivo, eppure mio papà deve avermi trasmesso geneticamente l'amore per Gigi Riva, un attaccante che ho sempre considerato il top che la nostra Serie A potesse offrire.
Un sogno che ho sempre avuto era quello di poter incontrare Gigi da Leggiuno, magari ad un evento nel quale raccontasse tanti aneddoti della sua carriera a cavallo tra gli anni '60 e '70: un sogno che non si realizzerà mai ma che, tutto sommato, se vai a Cagliari, riesci ad esaudire grazie a tutta quell'eredità che Riva ha lasciato nel cuore del popolo sardo e non solo.
Proprio ad inizio di questo 2024, mia sorella ha realizzato per il mio orsacchiotto storico e tifoso cagliaritano, la maglia di Gigi Riva, bianca appunto, con il distintivo colletto rossoblu abbellito del laccetto d'ordinanza. Quattro mori sul petto e immancabile 11 di colore nero.


Con mia sorella avremmo tanto voluto inviare la foto del mio orsetto vestito della sua divisa, per il momento affidiamo alla pagina del mio blog questo compito - in ogni caso il pensiero di questo super campione, mitico per me, resterà sempre vivo. Perchè, a mio avviso, Rombo è solo diventato leggenda, c'è e sempre ci sarà!

sabato 13 gennaio 2024

I miei campioni: Lautaro Martinez

Record di reti nell'anno solare 2023 - ben 29, meglio di Vieri, meglio di Milito, quello che, per capirci, nel 2015 sostituisce dal campo con la maglia del Racing Club de Avellaneda in quello che, più che esordio, è un vero passaggio di testimone: dal "Principe" al "Toro".
Lautaro Javier Martinez, nato a Bahia Blanca in Argentina nel 1997, cresce calcisticamente prima nel Liniers, poi nel Racing - nella stagione dell'approdo in prima squadra è proprio Milito, l'ex bomber interista, il capitano della rosa! E sarà da lui che Lauti imparerà tante mosse che faranno innamorare i tifosi nerazzurri in Italia.
Sponsorizzato dall'eroe del Triplete, Lautaro viene comprato proprio dall'Inter nell'estate 2018, corteggiato a lungo dall'Atletico Madrid, alla fine la società meneghina riesce ad avere la meglio grazie ad un blitz dell'ultimo minuto.
Arriva sicuramente in sordina, come riserva di Icardi, ma già dalle prime amichevoli si capisce di che pasta sia fatto "El Toro", la prima rete italiana arriva contro il Cagliari lo stesso Settembre.
Con il popolo interista è ben presto amore, perchè l'impegno e la grinta dell'attaccante argentino sono encomiabili, sia nei match con squadre piccole ma, soprattutto, con quelle grosse - ne sanno qualcosa in particolare Napoli e Milan!
Si accorge ben presto di lui anche la Seleccion Argentina che lo vede sempre tra i convocati per le competizioni più importanti: con la albiceleste Lautaro conquisterà nel giro di un paio di anni la Copa America, la Finalissima e il Mondiale di Qatar 2022.
Nel frattempo nel 2023/'24 diventa anche capitano dell'Inter, essendo a tutti gli effetti leader dello spogliatoio nerazzurro.
Questa stagione è appunto quella dei record, addirittura contro la Salernitana subentra dalla panchina nel secondo tempo e spacca la partita segnando 4 reti, mai nessuno c'era riuscito prima entrando nella ripresa!
Con l'Inter ha fino ad ora conquistato 1 scudetto, 2 Coppe Italia e 2 Supercoppe Italiane, oltre ad una fantastica finale di Champions, purtroppo culminata con una sconfitta.
Questo Natale ho ricevuto un paio di fantastici regali legati al mio campione interista preferito: innanzitutto da parte di mia mamma la terza maglia arancione dell'Inter 2023/'24 con patch della Champions League (come quella utilizzata dal club contro la Real Sociedad) e con la personalizzazione LAUTARO 10.


Poi Chiara mi ha regalato il Minix, una sorta di pupazzetto da collezione, sempre di Lautaro Martinez, con la maglia nerazzurra classica dell'Inter e le inconfondibili scarpe argentate.


Ho apprezzato moltissimo questi regali, io stravedo per il Toro, non mi perdo una partita a confido sempre che possa seguire le orme di un altro grandissimo capitano interista argentino, un altro che mi ha fatto veramente appassionare come pochi: il Pupi Javier Zanetti!
Durante le vacanze di Natale, nel negozio OD Store, Chiara mi ha anche regalato un pacchetto di patatine della Salati Prezioni dell'Inter! Io sono veramente un grandissimo appassionato di questo genere di cose fin da quando ero ragazzino, trovare le patatine della mia squadra del cuore è veramente fantastico.


All'interno ho trovato un bellissimo portachiavi nerazzurro con il logo dell'Inter e la scritta IM Black and Blue!

domenica 19 novembre 2023

I miei campioni: Aldo Serena

Mica è semplice trovare un calciatore che, nell'arco della sua carriera, è riuscito a vestire le maglie di tutti e 4 i club che si giocano rispettivamente il Derby della Madonnina ed il Derby della Mole!
Inter, Milan, Juventus e Torino sono 4 squadre che hanno scritto letteralmente la storia del nostro calcio e, dalla loro fondazione, sono sempre state tra le protagoniste: a questo aggiungiamoci 4 scudetti, 2 Supercoppe Italiane e 1 Coppa Italia e questo cocktail di Serie A darà come risultato il nome di Aldo Serena.
Attaccante nato a Montebelluna, Serena ai miei occhi è inevitabilmente legato indissolubilmente alla maglia nerazzurra dell'Inter, avendo vinto con il club meneghino lo scudetto dei record targato 1988/'89, laureandosi proprio in quella stagione capocannoniere della massima serie con la bellezza di 22 reti.
Indimenticabile per me anche la sua prestazione al Meazza contro l'Aston Villa in quel grandissimo 3-0 con cui gli interisti si sono spianati la strada verso la conquista della Coppa Uefa 1990/'91.
E poi vabbè, una lunga carriera da telecronista, quante volte mi capitava di ascoltarlo durante le tantissime partite che da ragazzino vedevo in TV! La cadenza veneta, per me che ci vivo, è inconfondibile, e inevitabilmente non può che farmi piacere sentirla.
Di recente Serena è stato invitato ad un incontro in centro a Padova a cui personalmente non ho partecipato ma a cui è riuscito ad andare Giovanni, mio collega e altro grande tifoso dell'Inter.
Prima che iniziasse il talk è riuscito a farmi fare un autografo con dedica da Aldo, decisamente un pensiero molto importante per me che colleziono le firme delle leggende nerazzurre.


Sono anche riuscito a vedere dei video di questo incontro, devo ammettere che sentir parlare di tanti aneddoti della Serie A di un tempo fa capire quanto il calcio sia cambiato da quei mitici campionati anni '90.
Serena in carriera conta anche 24 presenze con la maglia della nazionale italiana di calcio, condite da 5 goal e ben 161 reti segnate con tutte le divise che ha indossato dal 1977: un grande campione italiano che ha saputo farsi ben volere da tutti i suoi tifosi.

sabato 7 ottobre 2023

I miei campioni: Julio Cruz

Julio Ricardo Cruz, detto "El Jardinero", è stato una vera bandiera dell'Inter durante gli anni 2000, è stato anche uno dei miei calciatori preferiti di sempre.
Arrivato in nerazzurro in sordina dal Bologna, dopo essere cresciuto in argentina tra Banfield e River Plate, l'attaccante classe '74 è immediatamente entrato nei cuori dei suoi sostenitori a novembre del 2003 quando, allo Stadio delle Alpi di Torino, ha affondato la Juventus con una doppietta: in curva bianconera c'ero anche io, come dimenticare l'esultanza del numero 9 dopo che ha infilato la porta di Buffon con una punizione perfetta?
Mai scalpori, mai malumori, solo tanto impegno e pazienza, dato che alla fine raramente Cruz partiva tra i titolari: nonostante questo, ogni singola volta che entrava in campo, riusciva sempre a lasciare il segno segnando a ripetizione, molto spesso reti importantissime che hanno portato all'Inter molti punti, utili per le coppe o gli scudetti degli anni Manciniani.
Il suo bottino in maglia interista è di ben 197 partite e 75 goal, oltre a 9 trofei!
Il mio obiettivo di quest'anno, in termini di maglie da collezione, era la maglia del centenario di FC Internazionale, la famosissima divisa bianca con la croce rossa nel petto che riprende i colori dell'Ambrosiana negli anni '20. 


Realizzata da Nike nella stagione dei 100 anni dell'Inter, è da sempre stata una delle chicche che avrei desiderato aggiungere in collezione. 
Finalmente, grazie ai ragazzi di Footballworld GS è stato possibile acquistarla e inserirla nel mio armadio di maglie da calcio. Dato che era anonima e desideravo personalizzarla, ho acquistato su eBay il set originale con nome e numero di Cruz 9! 


Il set è realizzato da Stilscreen, una serigrafia a Bellusco (MB) che negli anni 2000 li produceva sia per l'Inter che per il Milan. Con la collaborazione dello staff de La Campionessa di Altavilla Vicentina abbiamo applicato il set rendendo di fatto la maglia un vero pezzo da collezione.
Di quegli anni, parliamo del 2006, ho anche recuperato un bellissimo pupazzetto fatto a cagnolino con la maglia nerazzurra dell'Inter.


Si chiama Abdoulaye perchè quell'anno stravedevo per l'attaccante della Primavera interista Diarra, mi è stato regalato a Pasqua da mia mamma e mia sorella per cui ha un valore affettivo importante.
Quegli anni era davvero magico seguire la mia Inter, consapevole che dietro c'era Capitan Zanetti e, davanti, un grandissimo come Julio Cruz!

venerdì 30 dicembre 2022

Obrigado O Rei

Se hai segnato 1281 goal in carriera ma la gente ti ama così tanto da avere nel cuore anche il tuo NON goal più bello della storia del calcio - contro l'Uruguay nel 1970 - allora significa che hai portato al calcio qualcosa di davvero unico.


Il 30 dicembre 2022 è il primo giorno nel quale O Rei, per tutti Pelé, è ritornato tra le stelle da dove, in realtà, è partito per arrivare qui da noi nel 1940.
Brasiliano di Minas Gerais, Edson Arantes do Nascimento è stato senza ombra di dubbio uno dei più grandi calciatori della storia, parlano per lui i goal e i 3 (dico 3!!!) mondiali sui 4 giocati in carriera - numeri decisamente strepitosi.
Pelé è stato un rivoluzionario del calcio e lo ha evoluto a quello che oggi definiamo "moderno" attraverso quello stile di gioco tipicamente brasiliano e divertente - la ginga - che tanto ci fa emozionare.
Io per motivi anagrafici l'ho visto solamente calciare palloni in filmati d'epoca quando, sia con il Santos FC che con la nazionale verdeoro, continuava a battere record su record e a vincere partite, incantando.
Chissà come doveva essere seguire il Brasile ai mondiali con la Perla Nera a comandarne l'attacco: perfino Venditti, nella canzone "Giulio Cesare", lo citava, dimostrando come anche i ragazzini italiani impazzissero alle giocate del campione brasiliano.
"Era l'anno dei mondiali quelli del sessantasei
La regina d'Inghilterra era Pelé"
La Gazzetta dello Sport questa mattina intitolava "C'era una volta O Rei", a richiamare l'inizio di una favola: credo non potessero dare un titolo migliore, questa è stata la storia di uno dei tanti bambini del Brasile che sognavano e sognano di vincere qualcosa con la Selecao.. e lui ce l'ha fatta sul serio! 


Ma questa favola resterà per sempre, già era leggenda prima che era con noi, figuriamoci ora che è tornato da Diego e Johan!
Obrigado por tudo, Rei.

domenica 23 ottobre 2022

I miei campioni: Luca Moro

Se sei di Padova e ami il calcio, di sicuro non ti è passato inosservato il profilo di Luca Moro, attaccante classe 2001 con un grande futuro davanti a sè!
Nativo di Monselice, nel panorama calcistico patavino si è messo in luce molto giovane nella squadra della sua città, il Calcio Padova, dove esordisce in Serie B nella stagione 2018/'19.
Da qui parte una serie di prestiti a diverse società tra cui Torino, Genoa e Spal, sempre a livello di settore giovanile.
Nel 2021 il grande salto con i grandi al Calcio Catania, in Serie C e in una piazza sicuramente molto calda come attaccamento alla squadra rossoblu: il boom è immediato, nel corso della stagione mette in rete 20 reti in sole 19 presenze con il club siciliano.
I goal segnati a Catania attirano l'attenzione di moltissimi big club nel nostro Paese e, a comprare il cartellino dal Calcio Padova è l'U.S. Sassuolo, società di Serie A che da sempre crede nei giovani.
Nel 2022/'23 non indossa il neroverde degli emiliani ma va in prestito in ciociaria, al Frosinone, squadra allenata dal Campione del Mondo Fabio Grosso dove da subito trova grande feeling con compagni e tifoseria.
In occasione di Cittadella - Frosinone sono anche riuscito a vedergli giocare una ventina di minuti nel finale, maglia numero 24 sulle spalle e fisico di chi può sobbarcarsi da solo il peso di un attacco, per ora in cadetteria.


Di recente è arrivato anche il debutto con la Nazionale Under 21 contro la selezione calcistica del Giappone, sfida terminata con il punteggio di 1 a 1.
Chiara è riuscita a farmi avere una bellissima foto autografata di Luca Moro con la nuova maglia del Frosinone Calcio (grazie a Gioia, sorella del calciatore), veramente un bellissimo cimelio da conservare, anche perchè se il buongiorno si vede dal mattino..


Un grosso in bocca al lupo a Luca per la corrente stagione e per quelle future, con l'augurio che possa ripetersi in zona goal come ha sempre fatto in carriera!

domenica 12 giugno 2022

I miei campioni: Adriano

Correva l'estate 2005 e il mio cuore di 15enne impazziva all'idea di passare, per il secondo anno consecutivo, qualche giorno a Riscone di Brunico a vedere la mia Inter in ritiro.
Il sogno di poter incontrare qualche calciatore che vedevo solitamente nei muri della mia cameretta grazie ai tanti poster era troppo grande, Mr Mancini, Zanetti, Cordoba, erano tutti miei grandi pupilli; tuttavia io impazzivo per Adriano Leite Riberiro, all'epoca l'attaccante principale di una rosa davvero unica.
L'idea di poter finalmente avere un suo autografo nella mia pur folta collezione di firme nerazzurre non mi faceva dormire la notte, fin quando un giorno, finito l'allenamento della prima squadra, proprio Adriano si è concesso un "bagno di folla" tra i tifosi interisti.
Non so come ma son riuscito ad intrufolarmi in mezzo alla bolgia, ho allungato il mio braccio e l'Imperatore di Milano mi ha firmato il foglietto!


Che soddisfazione! Poco importa che la "A" fosse fatta al volo, avevo il mio cimelio in tasca e tanto bastava!
Nel frattempo, mentre io e mio amico Francesco passavamo i pomeriggi appesi alle transenne del campo di allenamento di Brunico, mia sorella e sua sorella avevano conosciuto dei ragazzi della primavera dell'Inter e, uno di loro, Abdoulaye Diarra, era in camera proprio con il campione brasiliano.
L'intervento delle sorelle è stato provvidenziale, la mattina dopo proprio Diarra si è presentato con una serie di autografi con dediche di Adriano.


Appena tornato a casa ho provveduto ad "imbustare" entrambi i miei atografi dell'Imperatore, per me troppo importanti!
La stagione precedente, quella del 2004/'05, ero stato a San Siro a vedere con mio papà Inter - Basilea, preliminare di Champions League vinto dai nerazzurri di Mancini per 4 a 1. In quell'occasione Adriano aveva messo in rete ben 2 palloni, facendomi gasare a tal punto da supplicare mia mamma di prendermi la maglia (all'epoca si prendevano dalle bancarelle) del mio idolo calcistico.


Che felicità aver tra le mani la divisa con il numero 10 del brasiliano, un campione che ho sempre amato anche nei momenti più difficili, uno che ha contribuito a rendere grande la mia Inter!

sabato 12 febbraio 2022

I miei campioni: Rodrigo De Paul

Rodrigo Javier De Paul è un centrocampista, nato mezzala ma spesso e volentieri usato come trequartista, di origine argentina: viene infatti da Sarandì e, con la Seleccion del suo Paese, è riuscito lo scorso luglio a vincere la Copa America 2021 da protagonista.
Classe '94 è da sempre uno dei miei calciatori preferito, l'ho infatti iniziato a seguire già dai tempi del Valencia CF, figuriamoci poi quando Rodri ha giocato in Serie A con la casacca dell'Udinese!
L'ho sempre reputato geniale in tutte le sue sue giocate - giocate da vero e proprio numero 10 - che gli son valse, nell'estate 2021, la chiamata dell'Atletico de Madrid del Cholo Simeone, suo connazionale ed estimatore (di seguito la figurina Panini di De Paul della raccolta Li Liga Este 2021/'22 che viene direttamente dalla Spagna).


Manco a dirlo ho iniziato a godermi qualche partita dei Colchoneros su Dazn per vedere le gesta di De Paul, anche se va detto che i primi match ne La Liga non sono stati una vera e propria passeggiata per l'argentino.
Fatto sta che, lo scorso ottobre, assieme a Chiara sono stato a "La Campionessa", uno dei miei negozi preferiti di maglie da calcio, ed ho avuto la possibilità di vedere diverse maglie, tra cui quelle dell'Atletico.
Appena abbiamo visto la terza è stato amore a prima vista: a dire il vero è stata proprio Chiara a farmela notare per prima!
La terza divisa dell'Atletico Madrid 2021/'22 è una maglia-tributo al vecchio stadio Vicente Calderon, i colori richiamano quelli dei seggiolini del primo anello per ciò che concerne il celeste (colore predominante nella maglia), mentre il biancorosso di colletto e maniche, oltre ad essere i colori sociali veri e propri del club, erano anche quelli del secondo anello del Calderon.
Il logo dell'Atletico de Madrid è ricamato sul petto, mentre gli sponsor sono stampati.


Questo è stato il mio regalo di Natale da parte di Chiara, tra l'altro abbiamo prima deciso di personalizzare questa fantastica maglia con nome e numero di Rodri, quindi R. DE PAUL 5 sulla schiena, oltre che a mettere le patch della Champions League.


Si perchè questa camiseta è stata utilizzata molto nella più importante competizione europea per club, in particolare con questa maglia l'Atleti è riuscito ad imporsi in extremis sul Milan a San Siro!
Per me è stato decisamente un regalo grandissimo e stupendo, un presente che, tra l'altro, mi ha fatto appassionare ancora di più sia a De Paul che alla squadra che ora gioca nel nuovissimo Wanda Metropolitano.

domenica 12 dicembre 2021

I miei campioni: Joaquin Correa

Joaquin Correa, per tutti "El Tucu", nomignolo che prendono tanti calciatori che vengono da Tucuman in Argentina, nasce in questa provincia nel 1994.
La sua è la storia di tanti ragazzini argentini con il sogno di sfondare in Europa, i suoi piedi e la sua testa gli hanno permesso, dopo un'importante gavetta tra River Plate ed Estudiantes, di realizzare questo ideale e di affermarsi proprio nel vecchio continente.
Parliamo di un calciatore che mi è sempre piaciuto sin dai tempi della Lazio, squadra nella quale El Tucu ha messo assieme in tutte le competizioni 117 presenze e 30 goal, bottino non male se si pensa che è quasi sempre stato schierato ala o trequartista, al più seconda punta!
Le buone prestazioni in biancoceleste gli valgono la chiamata della sua Seleccion Argentina de Futbol, con cui riesce nel luglio 2021 ad aggiudicarsi niente meno che la Copa America contro il fortissimo Brasile, assieme a Lautaro Martinez, compagno che ritroverà qualche settimana dopo all'Inter: si perchè, nel frattempo, il Mister laziale Simone Inzaghi si è trasferito a Milano, sponda nerazzurra, e intende portar con se il pupillo Correa per farlo duettare assieme a "El Toro".
Detto, fatto, dopo un'estenuante trattativa, El Tucu approda ad Appiano Gentile, in qualche ora si trova addirittura in campo nella difficile trasferta veronese che vede l'Inter contrapporsi all'Hellas Verona: "Ice in the veins" significa l'esultanza di Correa, e il ghiaccio nelle vene ce l'ha sul serio, mettendo in rete ben 2 palloni e assicurando ai nerazzurri i 3 punti di ritorno dal Bentegodi.
Esordio col botto dunque, doppietta e tifosi che possono iniziare a sognare! I molti impegni ravvicinati tra campionato, coppe e, soprattutto, Nazionale, lo costringono a qualche stop di troppo per problemi fisici, tuttavia ad ottobre, un'altra sua doppietta, questa volta all'Udinese, regala un'altra vittoria alla squadra di Inzaghi.
Giocatore che reputo decisamente fantastico, un genio con la palla al piede, mi piacciono quei lampi che ha volte riesce ad avere e la possibilità di infiammare la partita di punto in bianco.
Chiara per il mio onomastico mi ha regalato la maglia away dell'Inter 2021/'22, bianca con il biscione interista, e con la personalizzazione J. CORREA 19: di questa divisa adoro anche lo scudetto stampato sul petto.


Questa maglia è molto importante in quanto El Tucu ha esordito in nerazzurro proprio con una divisa away ed è riuscito da subito ad entrare nel cuore di tutti i supporter del club meneghino.
Ho pure acquistato la card Adrenalyn XL Plus 2021/'22 della Panini di Correa, ancora una volta con la maglia Inter away!


Auguro a Joaquin una fantastica permanenza di nerazzurro e di poter contribuire ancora in tante partite alle gioie e soddisfazioni di questo storico club.

domenica 3 ottobre 2021

I miei campioni: Marco Materazzi

"Tutti pazzi per Materazzi", così recitava il coro della Nord quando da ragazzino frequentavo San Siro dopo ore di pullman assieme a mia mamma o ai miei amici! E noi di Materazzi eravamo proprio pazzi: dove lo trovi uno spilungone di 1,95 metri che difende a spada tratta i tuoi colori, la tua squadra e che, inoltre, segna i goal decisivi alla conquista di uno scudetto?!
Matrix, come tutti noi interisti lo abbiamo sempre chiamato, è un difensore classe 1973 che ha vestito la maglia nerazzurra dell'Inter per 10 stagioni, vincendo praticamente tutto quello che c'era da vincere (incluso il Mondiale 2006 con la Nazionale Italiana di Calcio!).
Spesso criticato e preso di mira dalle altre tifoserie per lo stile di gioco un pò ruvido ed irruento, se giocava con addosso i tuoi colori lo amavi per forza, e io stravedevo per questo enorme campione, sentivo che il Biscione era protetto e custodito da quel numero 23 posizionato dietro, sul centro sinistra!
Negli anni ho avuto modo di incontrarlo un paio di volte e di fare foto assieme a lui, una soddisfazione immensa per me!
Di recente, grazie ad un mio amico e collega, ho saputo che sarebbe stato a Padova per un torneo di Padel, così non ho esitato un attimo e mi son fiondato a vederlo!


Appena uscito dagli spogliatoi l'ho incontrato e, dopo aver fatto una foto di rito, mi ha firmato una foto che avevo preparato con la speranza di riuscire a vederlo. Così è stato e così son riuscito ad avere il mio cimelio da tenere con estrema cura.


Inutile dire che questo incontro mi ha fatto riaffiorare alla mente altre situazioni in cui per me Matrix è stato un eroe: come durante la stagione 2006/'07, culminata con lo scudetto dei record sotto la guida di Mister Mancini, quando sono stato a San Siro e ho acquistato il polsino interista che il difensore di Lecce ha indossato per tutto quel campionato: ben 10 saranno le reti messe a segno in quel torneo post vittoria mondiale, compresi 2 contro il Siena, nel match che ci ha regalato il 15esimo tricolore.


Poi l'importanza che Marco ha avuto nella conquista del Triplete assieme a Mourinho, pur giocando solo pochi spezzoni di partita ma risultato decisivo come uomo spogliatoio.. insomma un campione a tutto tondo che mi ha sempre fatto emozionare, ogni volta che ès sceso in campo con la maglia dell'Inter. Sarò sempre pazzo di Materazzi!

sabato 10 luglio 2021

SENTI QUA.. che giornalista!

Luglio 2020, la pandemia sembra dare un po' di respiro così, con la mia ragazza Chiara, decido di farmi un giretto a Trieste in relax, a scoprire un po' di angoli interessanti della città e della squadra locale.
Pochi giorni prima del weekend fuori porta si era giocata un' Inter-Brescia terminata con il tennistico punteggio di 6-0 per i nerazzurri così, tranquillo nella mia stanza di albergo, vado alla ricerca di highlights su Instagram e su internet: mi imbatto in un riassunto del match stranissimo e alquanto intrigante, si chiamava SENTI QUA e il giornalista in qualche modo interagiva con le voci dal campo di allenatori e calciatori.
Troppo forte, approfondisco ed entro nell'account di Tommaso Turci, la persona che ha pubblicato quel breve estratto di servizio: in poco tempo capisco che è lui l'autore di quel SENTI QUA, non perdo un attimo e gli scrivo facendo i complimenti per quella trovata geniale! Non per niente, ma i goal di quei 6 marcatori interisti me li ero davvero goduti alla grande.
Risponde Tommaso linkandomi il servizio completo sul sito goal.com, da quel momento mi si è aperto un mondo! Si, perchè ho passato ore ad andare alla ricerca di tutti i suoi servizi che nel tempo mi ero perso..
Scopro che Tommaso è un giornalista di Dazn, nota piattaforma che trasmette partite di calcio (3 a "giornata di campionato" fino alla scorsa stagione 2020/'21), così decido di provare ad abbonarmici, nella speranza di recuperare un pò tutti questi servizi che tanto mi gasano e mi gasavano: durante i 3 match a turno è spesso a bordocampo a cogliere spunti ed impressioni dalle panchine e dai 22 protagonisti nel terreno di gioco, mai banale!


A mio avviso il commentatore fa molto nel racconto di una partita, così, stanchissimo, il venerdì sera riesco comunque a godermi da sveglio l'anticipo dell'Eredivisie olandese, descritto abilmente dalle parole e dagli interessantissimi aneddoti di Tommaso, classe '90 e con una enorme passione calcistica a supporto della sua professione.


Essere così giovane in una delle piattaforme calcistiche più conosciute al mondo non è da tutti, la carriera del giornalista nato a Modena difatti inizia da molto lontano, descrivendo partite emiliane tra Carpi, Sassuolo e Modena e passa, tra l'altro, anche per Milan TV e Fox Sports.
Così, dopo l'utile gavetta, Tommaso è a raccontare con grandissima cura e dovizia di particolari il calcio che chiunque conosce, quello de La Liga, dell'Eredivisie (dove spesso descrive le partite dei lancieri dell'Ajax) e, soprattutto, della nostra Serie A!


Probabilmente non sarebbe lo stesso lavorare nel mondo del calcio ed amare questo sport così tanto se in prima persona non si fosse corso dietro ad un pallone: ecco perchè a mio avviso conta molto il passato di Tommaso Turci nelle giovanili neroverdi del Sassuolo. 
Di ruolo attaccante, ha giocato anche di recente nei tornei calcistici aziendali di Fox Sports (di cui ho ricevuto la sua maglia firmata) e di Dazn!!


Si sarà capito che, ormai da un anno a questa parte, nella cerchia di miei giornalisti e telecronisti preferiti, è entrato ufficialmente anche Tommaso Turci, soprattutto per l'originalità con la quale riesce a descrivere il calcio, una cosa che ce la devi avere dentro e che nessuno può insegnarti.
Grazie anche per l'estrema gentilezza e generosità che ha sempre dimostrato nei miei confronti, essendo un semplice tifoso di calcio mi ha trasmesso davvero ciò che significa lavorare con passione per il calcio.

sabato 29 maggio 2021

I miei campioni: Sergio Aguero

Questa stagione 2020/'21 che si sta concludendo sarà ricordata dai tifosi del Manchester City non solo per le vittorie di Premier League e League Cup e per la finale di Champions League, ma anche perchè è stata l'ultima di Sergio Kun Aguero con la maglia dei Cityzens.
Miglior marcatore della storia del City con all'attivo ben 260 reti, il classe '88 nativo di Buenos Aires è stato per lunghissimo tempo considerato degno erede di Maradona.


La carriera inizia nell'Independiente, poi approda nel calcio europeo vestendo la maglia dell'Atletico Madrid e diventando una vera e propria star di fama internazionale: i goal segnati con i colchoneros gli valgono una UEFA Europa League ed una Supercoppa Europea conquistata proprio ai danni dell'Inter.
Nel 2011 l'approdo al Manchester City, la squadra che lo farà sentire a casa e per la quale conquisterà tantissimi trofei sotto la guida di Mancini, Pellegrini e Pep Guardiola.
Nel 2013/'14 sono riuscito a vederlo giocare dal vivo all'Etihad Stadium contro il Viktoria Plzen in Champions League, match nel quale ha segnato un calcio di rigore!
Con la maglia della selezione Argentina il Kun (soprannome derivante dalla somiglianza ad un protagonista di un cartone animato giapponese) vanta ben 97 presenze e 42 reti, riuscendo ad arrivare in finale ai mondiali di Brasile 2014.
Insomma, per me Aguero è sempre stato un grandissimo calciatore, forse a tratti oscurato dalla grandezza di un suo quasi coetaneo come Messi, ma in grado comunque di far brillare le squadre per le quali è sceso in campo.
Il giorno del mio compleanno, lo scorso marzo, Chiara mi ha fatto un regalo veramente unico nel suo genere: un paio di scarpe da calcio della Puma (Puma Future Suede 50 nere) - sponsor tecnico del calciatore argentino, entrambe autografate da Sergio Aguero!


Inutile dire che per me hanno un valore inestimabile, inoltre sempre Chiara mi ha fatto avere una fantastica teca in cui metterle, oltre ad una targhetta dove viene riportata la descrizione delle scarpe e a chi sono appartenute.


Avere un cimelio del genere e di un calciatore simile nella mia collezione non può che riempirmi di felicità.
Sono certo che il nome di Aguero resterà impresso tra i grandi della storia del calcio.

domenica 14 febbraio 2021

I miei campioni: Filippo Maniero

Correva la stagione 1998/'99, era esattamente il secondo anno che mi interessavo al gioco del calcio e alle sue squadre, avevo l'album Calcio Merlin '99 sempre nello zaino di scuola e le giornate trascorrevano tranquillamente.
Facevo la terza elementare ed ero molto occupato dagli allenamenti di ballo, all'epoca purtroppo non giocavo in un prato verde a correre dietro ad un pallone: ricordo che le domeniche, terminate in serata le gare di ballo appunto, mi fiondavo al televideo per vedere cosa avessero fatto Inter e Venezia!
Aspettavo infiniti secondo perchè si girassero le pagine delle varie partite, vedevo chi aveva giocato e segnato.
Quell'anno ero fissato con il Venezia, era una squadra che sentivo mia, vuoi per la vicinanza, vuoi per una sorpresa che mi aveva fatto mio papà!
Si perchè un giovedì pomeriggio come tanti, durante uno dei 2 rientri settimanali, mio papà è venuto a prendermi anzitempo, dicendomi che doveva portarmi in un posto: il posto era il campo sportivo di Legnaro, un paese non distante da dove abito e dove, anni e anni dopo, avrei giocato per la squadra locale.
Il Venezia Calcio, all'epoca in Serie A, avrebbe giocato, contro la Legnarese appunto, l'amichevole canonica del giovedì pomeriggio per valutare la squadra che sarebbe scesa in campo la domenica seguente in campionato.
Taibi, estremo difensore arancioneroverde avrebbe difeso i pali dei dilettanti, e viceversa. Ricordo chiaramente di aver chiesto il perchè a mio papà, sentendomi rispondere che altrimenti Taibi sarebbe rimasto inoperoso per i successivi 90 minuti.
Effettivamente il risultato finale di 9-0 per il Venezia rendeva ancora più plausibile la spiegazione!
Al fine del match ricordo un vero e proprio marasma, ero piccolo e ricordo un sacco di persone ovunque. Mio papà mi aveva portato dove uscivano i calciatori, ricordo che mi erano sfilati davanti Bastos Tuta, El Chino Recoba e tantissimi altri campioni che io avevo visto solo nelle figu.
Ma la stella di quella squadra era Pippo Maniero, centravanti del Venezia Calcio nativo proprio di Legnaro.
Al suo passaggio mio papà ha tirato fuori un foglietto di carta giallo e me lo ha fatto firmare. Ero felicissimo, avevo appena ottenuto il mio primo autografo e non vedevo l'ora di raccontarlo ai miei compagni a scuola.
Tornato a casa mia mamma ha preso una figu di Maniero che avevo doppia, ci ha attaccato dietro la firma e mi ha plastificato il tutto perchè non andasse rovinato.


Oggi ho ancora quell'autografo e lo custodisco gelosamente.
Maniero, attaccante simbolo degli anni '90 in Italia, è cresciuto nel Calcio Padova, ha giocato con la prestigiosa maglia del Milan e ha trovato il culmine nella sua carriera proprio in laguna durante gli anni del Venezia in massima serie.
Ricordo che mia mamma mi ha regalato in occasione di un'esibizione di ballo particolarmente importante, la maglia arancioneroverde con il n. 20 sulle spalle, quella che il classe '72 ha utilizzato durante la prima stagione allo stadio Penzo.


Nella stagione 2005/'06 Pippo giocava in Scozia nei Rangers Glasgow: non trovando spazio nella squadra è tornato in Italia a giocare con la Piovese Calcio, proprio la squadra nella quale militavo - all'epoca ero tra gli Allievi. La domenica andavo sempre allo stadio Vallini a vedere i biancorossi giocare in Eccellenza, alla fine dell'anno e grazie alle numerose reti dell'ex Milan, la squadra è stata promossa in Serie D.
Nel campionato successivo io sono stato ceduto alla Legnarese e Maniero lo stesso! Ricordo che quando facevamo le sedute dal massaggiatore spesso ci trovavamo nello stesso spogliatoio e lui immancabilmente mi chiamava "Bocia", ragazzino in veneto.
L'anno seguente ho partecipato alla sua partita di addio al calcio allo Stadio Euganeo assieme ad un altro grandissimo campione di Padova, Ivone De Franceschi.


Per me è stato incredibile vivere così da vicino un campione del calibro di Pippo Maniero, mi rendo conto che è stato un grande proprio perchè nel corso degli anni è sempre rimasto umile e molto attaccato al suo paese di origine.

domenica 6 dicembre 2020

Barrilete cósmico... ¿de qué planeta viniste?

"...la va a tocar para Diego, ahí la tiene Maradona, lo marcan dos, pisa la pelota Maradona, arranca por la derecha el genio del fútbol mundial, y deja el tendal y va a tocar para Burruchaga... ¡Siempre Maradona! ¡Genio! ¡Genio! ¡Genio! ta-ta-ta-ta-ta-ta... Goooooool... Gooooool... ¡Quiero llorar! ¡Dios Santo, viva el fútbol! ¡Golaaaaaaazooooooo! ¡Diegooooooool! ¡Maradona! Es para llorar, perdónenme ... Maradona, en una corrida memorable, en la jugada de todos los tiempos... barrilete cósmico... ¿de qué planeta viniste? ¡Para dejar en el camino a tanto inglés! ¡Para que el país sea un puño apretado, gritando por Argentina!... Argentina 2 - Inglaterra 0... Diegol, Diegol, Diego Armando Maradona... Gracias Dios, por el fútbol, por Maradona, por estas lágrimas, por este Argentina 2 - Inglaterra 0."

Così Victor Hugo Morales descriveva il goal del secolo, autore Diego Armando Maradona, l'aquilone cosmico.
Diego, oggi che scrivo questo articolo non è più sulla terra, chissà a dirla tutta se è mai appartenuto a questo nostro mondo di comuni mortali.


Si, perchè a pensarci bene, quello che faceva coi piedi, mai nessuno è riuscito a farlo - quel goal, anzi, quei due goal all'Inghilterra sono la sintesi perfetta del genio dell'argentino.
Maradona a 60 anni se n'è andato e comunque se tu ami il calcio come gioco non puoi non amare el Pibe de oro.
Inutile rimarcare come nella sua vita i momenti controversi abbiano gettato buio sulla figura di questo grande campione, quello che sempre resterà nella memoria di chiunque sono le giocate uniche di Diego.
Genialate come il riscaldamento danzante a Stoccarda, finale di Coppa Uefa, 1989, Maradona palleggia a ritmo di "Live is Life" degli Opus, oppure come il goal alla Juventus su punizione da dentro l'area, realizzato con la casacca numero 10 del Napoli.
Non basta sicuramente un post a rendere omaggio a questo campione, penso che però la gioia che ha portato ai moltissimi appassionati di calcio di tutto il pianeta sia qualcosa di unico nel suo genere!
A Napoli, quando ci sono stato ormai più di 3 anni fa, tutto parlava ancora di lui, sebbene l'ultimo tricolore portato agli azzurri sia datato 1990 - all'epoca ero tornato con 2 regali di Chiara legati a Maradona, la statuina del presepe e una maglia degli azzurri con il numero 10.


Ero riuscito a vedere l'altare con il capello del Pibe ma purtroppo non il murale nei quartieri spagnoli.. cosa che mi son ripromesso di fare assolutamente la prossima volta che potrò essere in Campania.
Di recente ho pure vinto un piatto di pizza con Maradona raffigurato come "Peebe de Pizza", di Tacchettee: adoro quell'immagine, rappresenta secondo me l'essenza di Diego, non certo quello degli ultimi periodi.


Maradona io non l'ho mai visto giocare dal vivo, rimane in ogni caso un'icona del calcio mondiale, probabilmente il più forte calciatore che abbia mai calcato un prato verde.. e il simbolo della squadra che ha vinto lo scudetto nell'anno in cui sono nato io.. Grande Diego!

sabato 4 luglio 2020

I miei campioni: Kevin De Bruyne

Kevin De Bruyne nasce a Gand in Belgio nel 1991, gioca sulla tre quarti campo e molto spesso nell'arco dei 90 minuti è il giocatore che accende le partite, le infiamma: a suo di assist, giocate e goal.
Il suo ruolo non è propriamente quello più semplice da interpretare, tanto meno se hai come allenatore uno come Pep Guardiola che di bel gioco e tiki-taka se ne intende! Al Manchester City, squadra nella quale milita De Bruyne dal 2015, è il vero faro, da lui passano gran parte delle azioni vincenti dei Cityzens.
Destro naturale, inizia la carriera nel Genk sempre in Belgio, prima di approdare in Bundesliga al Werder Bremen nel 2012/'13: la buona stagione gli vale la chiamata del Chelsea che, non credendo molto nel ragazzo, dopo una manciata di partite rispedisce Kevin in Germania, questa volta al VfL Wolfsburg.
Con i lupi inizia la magia, oltre a diventarne la star indiscussa della compagine, riesce a vincere DFB Pokal e Supercoppa tedesca!
Il passo ad una big è imminente, così nel settembre del 2015 approda all'ombra dell'Etihad Stadium, a Manchester.
Qui riesce a vincere tutto quello che c'è da conquistare in terra d'Albione, dalla Premier League alla FA Cup, dalla League Cup alla Community Shield!
Anche con la nazionale dei diavoli rossi diventa un punto chiave, tanto che la selezione belga negli ultimi anni è stata etichettata come la più forte di sempre.
Di recente mia sorella mi ha regalato il Funko Pop di Kevin De Bruyne, chiaramente con la divisa del Manchester City FC, un regalo assolutamente pensato dato che da sempre stimo moltissimo il centrocampista belga!!


Sicuramente manca la ribalta internazionale, ma la carriera può essere ancora lunga per questo campione, senza contare che la squadra in cui gioca è senza dubbio una delle top a livello mondiale, sicuramente le occasioni non mancheranno.
Nel frattempo ci godiamo le sue giocate all'Etihad Stadium!!

martedì 12 maggio 2020

I miei campioni: Neymar Jr

Fin da quando era ragazzino e giocava nel campionato brasiliano aveva attirato la mia attenzione: merito o colpa di alcuni documentari trasmessi dalle varie TV in Italia che descrivevano e documentavano con immagine l'enorme talento di Neymar Jr.
Nato nel 1992 nello stato di San Paolo, in Brasile appunto, Neymar è stato un vero e proprio bimbo prodigio, lo dimostra l'esordio tra le file del Santos FC ad appena 17 anni e la rete siglata con quella che era la squadra di Pelé alla seconda presenza.
Con il Peixe O'Ney riesce addirittura a vincere una Copa Libertadores nel 2011, prima dell'inevitabile approdo in Europa, tra le fila del FC Barcelona.
All'ombra del Camp Nou va a formare il tridente più prolifico della storia dei blaugrana assieme a gente come Messi e Suarez. I tre formeranno il cosiddetto MSN che sbaraglierà molte compagini spagnole ed europee, culminando con la conquista della Champions League nel 2015!
Nel 2017 arriva il trasferimento, non poco discusso, al Paris St. Germain, per la cifra record di 222 milioni di euro, di fatto il trasferimento più oneroso della storia del calcio fino a quel momento.
Verrebbe da dire soldi ben spesi viste le numerose vittorie domestiche conquistate dai parigini grazie ai goal di Neymar Jr, nonostante numerosi infortuni abbiano in parte compromesso alcuni tratti delle stagioni del brasiliano. 
Con la nazionale verdeoro O'Ney è diventato un vero e proprio simbolo e uomo squadra! Purtroppo il mondiale giocato in casa (Brasile 2014) non è andato come previsto, tuttavia ha portato nella bacheca della Selecao niente meno che una Confederations Cup nel 2013 e l'Olimpiade nel 2016!
Nella mia collezione di maglie ne ho ben 2 di Neymar e mi piacerebbe aggiungerne altre! A Pasqua mia sorella Titti mi ha regalato il Funko Pop di Neymar con la divisa del PSG.


Lo trovo veramente molto ben fatto, i dettagli come gli orecchini e la capigliatura sono sicuramente eccezionali!
Ad oggi non sono mai riuscito a vederlo giocare dal vivo allo stadio, senza dubbio uno dei miei sogni sarà quello di ammirarlo magari in una notte di Champions League o, perché no, in una partita tra nazionali! 

sabato 11 aprile 2020

I miei campioni: Gigi Riva

Potrà sembrare strano che un ragazzo come me, nato nel 1990 possa avere come mito Gigi Riva, calciatore classe '44 che ha fatto le fortune del Cagliari Calcio negli anni 60' e '70.. eh già, io in quegli anni mica esistevo ma, dentro di me, è come se avessi sempre vissuto quegli anni.
Attraverso gli occhi di mio papà che mi ha raccontato le vicende di questo grandissimo campione, ho potuto capire la grandezza ed il mito dell'ala sinistra di Leggiuno: lui ha avuto la fortuna di vederlo giocare al Menti di Vicenza e mi ha fatto capire come non si trattasse di un calciatore qualunque.
A questo aggiungiamoci che ho sempre avuto un orsacchiotto, chiamato Puzzo, che è sempre stato tifoso del Cagliari, fin da piccolo i miei me lo hanno fatto credere e quindi mi sono sempre appassionato alle vicende della squadra rossoblu! Il suo idolo non poteva che essere Gigi Riva.
Un paio di anni fa, quando sono stato nel capoluogo sardo in vacanza ho capito ancora meglio quando Riva rappresentasse per quel popolo: riuscire a portare all'Amsicora lo scudetto del 1970 non è esattamente impresa che può riuscire a tutti!
Rombo di Tuono, così come è stato soprannominato il numero 11 di Leggiuno dal grande Gianni Brera, è stato un grandissimo anche della nostra Nazionale italiana, saranno ben 35 le reti messe a segno in azzurro a fine carriera, reti che tutt'oggi gli valgono il primato nella classifica cannonieri di tutti i tempi con la casacca dell'Italia!
Recentemente Federico Buffa, giornalista che stimo molto, gli ha dedicato 2 puntate raccontandone la storia incredibile su Sky, il titolo è "Gigi Riva: L'uomo che nacque due volte": tantissimi gli aneddoti interessantissimi che circondano la figura di questo campione!


Così mi son deciso di acquistare la figurina Panini originale di Gigi Riva in maglia cagliaritana del 1970/'71, è un cimelio che terrò con grande cura!


La particolarità è ovviamente il tricolore sul petto di quella divisa bianca bordata rossoblù coi laccetti al collo.
Non so se qualcuno nella storia del Cagliari riuscirà mai ad emulare le gesta di Riva, ci sarà sempre però il ricordo di certe gesta che non tutte le squadre hanno potuto vedere nel proprio campo da gioco!