sabato 14 dicembre 2019

Il rigore che non c'era di Federico Buffa

Federico Buffa è senza dubbio uno dei miei giornalisti preferiti di sempre. Vero che solitamente non tratta temi d'attualità, tuttavia come storyteller a mio avviso non è secondo proprio a nessuno, come lui ha raccontato le vicende dei grandi dello sport e soprattutto del calcio, nessuno lo ha fatto mai.
Le sue conoscenze non rimangono in superficie ma sfociano in aneddoti che definire unici e interessantissimi potrebbe risultare riduttivo. 
Era da qualche anno ormai che cercavo un'occasione per conoscerlo e la scorsa domenica si è presentata. Buffa sarebbe stato a Montebelluna, al Pala Mazzalovo, per mettere in scena "Il rigore che non c'era" il suo ultimo spettacolo teatrale.


Tutto parte da una stanza in cui sono presenti, oltre che a Buffa, un narratore ed un pianista, coadiuvati di tanto in tanto dalla cantante Jvonne Giò: tutti i protagonisti sono bloccati nel tempo e nello spazio e si inizia la digressione con il fantastico racconto di Buffa su quel rigore inesistente fischiato ai danni dell'Estrella Polar nel lontano 1958 dall'arbitro Herminio Silva, assoggettato ai rivali, il Deportivo Belgrano.
Un pugno dritto nel naso del direttore di gara ha fatto sì che quel rigore sarebbe dovuto essere battuto ad una settimana di distanza a seguito dell'immediata sospensione della gara, settimana nella quale il portiere "El gato" Diaz dell'Estrella è divenuto una vera e propria celebrità.


Ma gli aneddoti di certo non finiscono qui, ecco infatti la storia de "El loco" Houseman, grande campione del mondo con l'Argentina che ha militato per anni nell'Huracan, portandolo ai vertici del calcio albiceleste, salvo poi passare una vecchiaia segnata dall'alcolismo e dalla povertà, sotto il nomignolo di "Chupe": strepitoso il coro a lui dedicato, “Y Chupe Chupe Chupe. No deje de chupar. El Loco es lo mas grande, del futbol nacional”.
L'attenzione si sposta poi su Garrincha, uno degli esterni che ha fatto la storia del calcio brasiliano e mondiale: le sue finte hanno mandato fuori campioni incredibili, difensori di fama mondiale.


E poi via, un susseguirsi di aneddoti particolarissimi, da Cristiano Ronaldo a Mandela, da Alì alla conquista del Perù, l'avvocato ne ha raccontate di ogni. 
Prima dello spettacolo ho anche avuto modo di farmi firmare il libro che più mi è piaciuto, ovvero Storie Mondiali, da Buffa stesso, una grande emozione stringere la mano a questo grande giornalista, per altro molto disponibile.


Inutile dire che sia rimasto molto contento di aver assistito a questo spettacolo, ora tornerò a seguire l'avvocato su Sky a vederlo e sentirlo raccontare le più strabilianti storie sul mio sport preferito e sui suoi campioni. 

sabato 7 dicembre 2019

Massimo Paganin, una passione chiamata calcio!

Massimo Paganin è uno dei difensori che più ho ammirato in gioventù, il classico giocatore pulito che ce l'ha fatta grazie alle proprie doti tecniche e professionali.
Nativo di Vicenza, grazie alle 107 presenze in maglia interista, l'ho sempre accostato ai colori nerazzurri, sebbene Massimo abbia vestito con successo molte altre maglie tra cui quella del Bologna, dell'Atalanta e del Vicenza.
Ma è proprio con l'Inter che raggiunge la più importante vittoria della carriera, la Coppa UEFA 1993/'94, battendo nel doppio confronto il Salisburgo e giocando anche nell'anno gara di ritorno.


Il successo gli ha conferito la consacrazione di essere nell'olimpo dei vincenti in maglia interista: con i nerazzurri il numero 19 ha avuto anche l'opportunità di vestire la fascia da capitano e di segnare un epico goal di ginocchio in occasione del derby 1995/'96 con seguente abbraccio con Paul Ince.
Ma giocare a San Siro non è certamente impresa che riesce a tutti, per farlo ci vuole passione per il calcio e dedizione, qualità che a Massimo certo non sono mai mancate.
Quando ho trovato il suo profilo su Instagram non ho resistito e subito ho chiesto se potessi rivolgergli una brevissima intervista e con grande disponibilità Paganin ha risposto alla mia domanda.

AM: Come è nata la passione per il calcio e come sei entrato nell'ambiente interista?

MP: La passione per il calcio c'è sempre stata. Vengo da una famiglia di appassionati quindi è stata una conseguenza. Per giocare a calcio da professionista devi amare con passione lo sport che pratichi, altrimenti la fatica , le pressioni e le difficoltà da affrontare sarebbero ostacoli troppo grandi da superare ( il compenso in denaro da solo non basta).
Nel mondo interista ci sono entrato quando Ernesto Pellegrini decise di comprare il mio cartellino dalla Reggiana.
Da allora sono rimasto sempre legato ad un club che mi ha dato il privilegio di giocare per vincere.

Poter interagire con le leggende dell'Inter per me è qualcosa di veramente speciale, è bello anche potersi interfacciare con la grande disponibilità di quelli che son stati grandi campioni come Massimo Paganin!

domenica 1 dicembre 2019

I miei campioni: Lele Adani

Correva la stagione 2003/'04 ed io ero più che mai dentro la mia carriera calcistica da difensore nella categoria giovanissimi: della mia squadra del cuore, l'Inter, ammiravo molto Ivan Cordoba e Oba Martins, anche se la stagione non andava poi così bene.
La squadra ad un certo punto della stagione era falcidiata di infortuni, soprattutto al reparto arretrato. 
Tra le riserve c'era Daniele Adani, difensore centrale con buoni trascorsi tra Brescia e Fiorentina, di Correggio e con il numero 15 sulle spalle.
Chiamato in causa dopo le prime defezioni in difesa si è subito reso protagonista di grandi prestazioni, tra Campionato, Champions League (in cui si annovera una gran rete di testa alla Dinamo Kiev) e Coppa Italia (anche qui un goal in tap in contro la Juventus in semifinale).
In pochissimo tempo Lele è diventato uno dei miei preferiti in assoluto dell'Inter ed evidentemente una pedina importante anche per Mister Zaccheroni. 
Di Adani era nota anche l'amicizia con l'argentino Almeyda, centrocampista di quella compagine nerazzurra, da cui evidentemente ha preso la grande passione per il futbol argentino e per la squadra del River Plate.
Ho riniziato a seguire la figura di Adani da qualche anno, da quando, appesi gli scarpini al chiodo, ha iniziato fare il telecronista e commentatore a Sky.


Spesso in coppia con Riccardo Trevisani, altro giornalista che ammiro molto, ha dato vita a telecronache mozzafiato, come quella di Inter Tottenham di Champions League della scorsa stagione, quando al goal di Vecino è esploso San Siro e l'amore por El futbol di Lele
La Garra Charrua, quell'urlo o ode al calcio uruguagio me lo son scaricato per tenermelo in macchina, da sempre la carica.
Credo sia proprio la passione per il calcio in generale a contribuire alla mia ammirazione per questo personaggio, del resto in un mondo posato come quello moderno non è così facile scoprire un amore così genuino per qualcosa.
Amico anche di Carlo Pizzigoni, scrittore e giornalista specializzato nel calcio sudamericano, ha da sempre sostenuto la sua opera "Locos por El futbol", tanto da regalarla ad un contest su Instagram!


Sul contest Adani regalava anche una penna 4 colori della Bic, usata per appunti e schemi tattici e rigorosamente calcistici: Chiara me ne ha presa una, troppa la voglia di usarla per gli stessi scopi!!
Di Adani ricordo anche uno speciale su Sky, assieme allo storyteller Federico Buffa e al giornalista Cattaneo, a Rio de Janeiro alla scoperta dei luoghi mistici del futbol Brasileiro nella città carioca in occasione dei mondiali 2014.
Credo di aver rivisto quel servizio almeno una decina di volte, troppo affascinante sentire parlare del calcio con così tanta passione!
Adesso, quando so che Lele farà la telecronaca dell'Inter, per me la partita assume un altro sapore, complimenti a questo grande difensore che si è ritagliato un ruolo davvero importante in TV! 

domenica 24 novembre 2019

Weekend Offender, Hooligans moderni!

Per il mio onomastico ho ricevuto da parte di mia mamma un regalo davvero speciale, una t-shirt blu di Weekend Offender.


La maglia ha una stampa che riporta i biglietti di alcune delle band rock, indi e punk inglesi più in voga negli anni '70, '80 e '90 e che erano più seguiti dai gruppi Hooligans di quell'epoca!
Sto parlando di "The Stone Roses", "Oasis", "Sex Pistola", "Joy Division", "Happy Mondays" e "The Smiths", molti dei quali venivano da Salford e Manchester, zone che io davvero adoro e che fanno convivere musica e calcio alla grande.
Nel ticket degli Happy Mondays si legge chiaramente che il concerto era stato tenuto presso Elland Road, casa del Leeds United Football Club, gli Oasis sono da sempre grandi tifosi del Manchester City, acerrimi rivali del Manchester United seguiti e supportati dai "The Stone Roses".


Weekend Offender è un brand britannico che è chiaramente ispirato allo stile casual delle terraces inglesi, in seguito adottato dalle tifoserie di tutto il mondo, Italia inclusa: a Milano c'è anche uno store monomarca di Weekend Offender, mentre alcuni shop di stile casual vendono diversi capi di questa marca.
Riallacciandomi al football inglese degli anni passati, un mio collega appassionato come me di questo fantastico sport e di tutto ciò che è vintage, mi ha di recente regalato diversi libri di calcio britannico anni '70 e '80, tra cui il "The Sun Scrapbook Encyclopaedia of football 1971", una guida vera e propria del campionato inglese 1970/'71.


Le foto di questi volumi sono eccezionali, incredibile vedere George Best, Peter Shilton e molti altri immortalati tra queste pagine che profumano di storia! 

domenica 17 novembre 2019

Incontri fortuiti con l'Olympiakos in aeroporto!

Altra fiera e altro viaggio di lavoro! Ormai Duesseldorf sta diventando la mia città vista la mole di tempo che ci sto trascorrendo!
Viaggiare decisamente mi piace, in questa maniera ho sempre la possibilità di fare nuove esperienze e di vedere quante più cose calcistiche il mondo abbia da offrire.
Questa volta, da Venezia, ho fatto scalo a Monaco di Baviera: l'aeroporto è decisamente grande e, appena arrivato al Terminal G, ho iniziato a vedere molto movimento.
Lufthansa aveva infatti soppresso per sciopero molti voli tra cui la mia connessione per Duesseldorf, così mi è toccato convertire il biglietto aereo con uno di treno.
Nel frattempo sono passati accanto a me alcuni ragazzi attorno ai 18-20 anni con la tuta dell'Olympiakos Pireo e subito mi son ricordato che il giorno precedente, mercoledì, si era disputato il match di Uefa Youth League Bayern Monaco - Olympiakos, terminata per i padroni di casa con il sonoro risultato di 6-0!
Erano proprio i ragazzi U19 della formazione calcistica greca, così ne ho approfittato per fare una foto assieme a loro.
Ma proprio mentre con il mio collega stavo per dirigermi un stazione dei treni, ho incontrato anche la prima squadra dell'Olympiakos, e son riuscito a farmi la foto assieme a Ruben Semedo e a Bruno Gaspar.
Chiara mi ha anche realizzato il futhead di Semedo proprio della Champions League!


A Monaco, come ho avuto modo di vedere questa estate, è piena di store del Bayern, nel breve scalo in Baviera ne ho visti diversi.
A Duesseldorf, al di la della fiera, sono riuscito finalmente a visitare il centro, veramente caratteristico e particolarmente bello grazie alle luci di Natale.
Il Reno stesso è qualcosa che conferisce a questa città un'atmosfera davvero particolare.
In Galeria Kaufhof ho acquistato la maglia da allenamento del Fortuna Duesseldorf 95, interamente rossa con dettagli bianchi e con il logo F95 sul petto.


Era un pò che desideravo avere una maglia di questa squadra visto che in questa città ci son già stato 2 volte in altrettante settimane.
Prima di ripartire sono anche riuscito a visitare lo store ufficiale del club nella città vecchia e qui ho preso il gagliardetto in raso del Fortuna Duesseldorf 95, davvero molto ben fatto.


Nella birreria Zum Schlüssel, mi è stato regalato un libretto/guida del F95 a tutti gli stadi della Bundesliga, la particolarità è che per ognuno c'è anche indicato il costo della birra!!


Prima di prendere il volo di ritorno ho avuto modo di vedere il materiale del Borussia Moenchengladbach, ho trovato molto simpatica la mascotte, un puledro nero chiamato Junter.


domenica 10 novembre 2019

Il calcio al Lucca Comics & Games 2019

Dopo anni in cui mia sorella ha visitato il famosissimo evento Lucca Comics & Games e di cui mi ha raccontato meraviglie, questo ottobre mi son fatto convincere a visitare uno dei festival del fumetto e dei videogiochi più importante al mondo.
Così, tirato su il minimo indispensabile per trascorrere una notte a Montecatini Terme e la giornata seguente a Lucca, con mia sorella Titti, il suo fidanzato Enrico e Chiara, sono partito alla volta della Toscana.
Chiaramente il mio obiettivo non poteva che essere la ricerca di quante più cose calcistiche potessero esserci tra i vari banchetti che esponevano all'evento!
Subito al primo baracchino, quello dell'editore "Becco Giallo", ho trovato un bellissimo libro su Maradona chiamato "Diego. Una biografia di Diego Armando Maradona".


Illustrato da Paolo Castaldi, si tratta del romanzo del Pibe de Oro a fumetti. Da subito mi sono innamorato delle immagini in quelle pagine del libro, quando ho visto che l'autore era proprio li di fronte a me non ci ho pensato un attimo e ho deciso di acquistarlo.
Paolo mi ha disegnato Maradona di profilo con la maglia della Seleccion de Futbol Argentina, in questo modo ha reso veramente unico questo volume!


Sarà davvero interessantissimo leggere di tutto il trascorso di un campione vero come è stato Diego, dall'infanzia fino alla "Mano de Dios" e agli scudetti con la casacca azzurra del Napoli.
Felicissimo di questo primo ritrovamento, sono andato a visitare lo stand della Panini


Qui mi è stato regalato il nuovo album di figurine FIFA 365 2020, all'interno del quale ho trovato anche la mia Inter e le figurine di Handanovic e Biraghi.


Ma a questo evento in cui i protagonisti sono i Manga giapponesi, a mio avviso non poteva mancare qualcosa di legato a Capitan Tsubasa o Holly e Benji che dir si voglia.
Di recente ho letto alcuni dei primi numeri del manga che riguarda i due calciatori fuoriclasse, così ho iniziato ad affezionarmi ad alcuni protagonisti.
In uno stand nei pressi delle mura di Lucca, Chiara mi ha regalato l'action figure di Mark Lenders con la divisa del JFA


Mark Lenders è sempre stato uno dei miei personaggi preferiti della serie, con quella grinta e quelle maniche tirate su l'ho sempre trovato un vero combattente nel campo verde.
Con l'occasione ho anche acquistato delle bustine in cui proteggere i miei manga di Capitan Tsubasa..


Ma a Lucca sono anche riuscito a scorgere lo stadio Porta Elisa, struttura inaugurata addirittura nel 1935 e che tuttora ospita le gare casalinghe dei rossoneri della Lucchese.


In centro città invece non è raro trovare qualche adesivo degli ultras della "Youth Lucca"!


Non mi aspettavo avrei trovato così tanti spunti legati al calcio in questo giretto toscano, tuttavia mi son dovuto piacevolmente ricredere, è stata un'esperienza veramente bellissima!

domenica 3 novembre 2019

Inter a tutta birra!

L'Inter di Antonio Conte ha avuto un avvio di campionato a dir poco entusiasmante, a cui vanno annoverate le importanti vittorie contro il Milan nella stracittadina di andata e quella contro il temibile Borussia Dortmund.
Con queste premesse ho seguito davvero molto il recente cammino dei nerazzurri, riuscendo anche a vedere un match a San Siro, quello contro lo Slavia Praha.
Proprio in quell'occasione la Beneamata è scesa in campo con una maglia particolare: quest'anno difatti la terza divisa è nera con bordi gialli ed è una chiara dedica allo sponsor Pirelli e al mondo delle corse.
Vista in campo è davvero fantastica, con quel tessuto anni '90 e quel colletto che fa molto Inter del Triplete ho pensato di acquistarla in modo da aggiungere alla collezione anche questa maglia interista.


Dopo una story su Instagram di Alessandro Cattelan che mostrava una lattina di Birra Peroni con i colori nerazzurri ed il logo dell'Inter, mi sono messo alla ricerca di queste lattine edizione limitata per il Derby un pò in tutti i supermercati. Alla fine a trovarle è stata proprio Chiara che me ne ha regalate 2: quella del Derby 1997/'98 finito 3-0 per l'Inter e quello del 2009/'10 aggiudicato sempre dai nerazzurri con il punteggio di 2-0.
Inutile nascondere la felicità di avere tra le mani queste lattine celebrative e interiste!!



Di recente sono stato impegnato con la ristrutturazione della casa e, con l'occasione, sto creando un salottino da dedicare esclusivamente alla visione delle partite di calcio: in quello che ho sempre definito Skyroom non può mancare un divano e un bel plaid per le serate particolarmente fredde: ecco che Chiara mi ha regalato un bellissimo plaid ufficiale dell'Inter da sfoggiare in questo salottino monotematico! E' veramente stupendo in quanto riporta il logo interista su sfondo blu, il top per ogni tifoso della squadra di Milano.