domenica 15 settembre 2019

Si, ancora Triplete!

Inutile girarci tanto attorno, sono passati 10 anni da quel magico 22 maggio 2010, ma per noi interisti rimarrà sempre una data indelebile, troppo bella per essere vera: finalmente l'Inter era tornata sul tetto d'Europa dopo ben 45 anni.
Le recenti difficili stagioni hanno contribuito a mitizzare ancora di più quell'impresa e, personalmente, sono sempre alla ricerca di oggetti/informazioni che mi aiutino a ricostruire quel percorso fantastico che ha portato Capitan Javier Zanetti a sollevare la coppa dalle grandi orecchie.
In quel travagliato percorso abbiamo fatto fuori il grande Barcelona di Pep Guardiola in semifinale, ai quarti un mai domo CSKA e agli ottavi ce la siamo giocata in un doppio confronto al cardiopalma contro un grande Chelsea FC, epico il match di ritorno a Stamford Bridge dove abbiamo avuto la meglio sui londinesi grazie ad un goal stupendo di Samuel Eto'o proprio sotto lo spicchio di tifosi interisti.
Di recente ho visitato l'Allianz Arena ed il suo museo e mai e poi mai avrei pensato di trovare materiale inerente a quella finale di Madrid 2010 disputata contro i campioni della Germania del FC Bayern Muenchen.
In primis ho trovato il pallone della finale, griffato Adidas e con le famose stelle della Champions a comporlo.


Quindi ho trovato un bellissimo foglio con spiegata la procedura di "stretta di mano" di quella notte di maggio.


Fantastico a mio avviso anche il gagliardetto UEFA di quel match che riportava in lettere dorate, su sfondo blu scuro, tutti i dettagli della partita e i nomi delle due squadre, FC BAYERN MUENCHEN e FC INTERNAZIONALE MILANO.


Chiara mi ha fatto una sorpresa e un regalo incredibile che mai e poi mai avrei immaginato: tornato a casa da lavoro mi ha fatto trovare niente meno che la maglia dell'Inter della finale di Madrid 2010, bellissima, nerazzurra con lo scudetto nel petto, col il logo FCIM e il tondo tricolore attorno ricamato, con le patch della Champions League (Starball + Respect) sulle maniche e con ricamata la data e la partita della fatidica finale che l'Inter ha vinto proprio ai danni del Bayern München.. non ci potevo veramente credere!


Tutto questo ha contribuito in maniera importante a fare riaffiorare nella mia memoria tutti o ricordi di quella notte in cui Milito ha annientato i bavaresi e ci ha fatto vivere un sogno che tutt'ora viviamo.
In attesa che la nuova stagione di Champions League possa riniziare: quest'anno l'Inter se la vedrà niente meno che con Slavia Praga, Borussia Dortmund e Barcelona.
Inutile porsi dei limiti, la Champions è bella perché è imprevedibile e l'atmosfera che si respira non è paragonabile ad altre competizioni in ambito calcistico.
Amala!

sabato 7 settembre 2019

L'impresa dei Leeds

Devo ammettere che i documentari di Amazon Prime legati al calcio sono un qualcosa di stupendo: a distanza di qualche mese dalla serie legata al Manchester City di Guardiola, proprio lo scorso agosto è uscita quella inerente al Leeds United di Marcelo Bielsa.
Il docu-film si intitola "Take Us Home: Leeds United" e, in sostanza, racconta la stagione in Championship 2018/'19 della compagine dello Yorkshire.


Tutto inizia con la presentazione di Andrea Radrizzani, imprenditore italiano che ha deciso di accettare la sfida dei Whites. Una sfida per la verità non semplice dal momento che la squadra è passata dai fasti della Champions League di inizio anni 2000, per non parlare dei gloriosi anni '70 con Don Revie e Capitan Billy Bremner dove sono stati vinti campionati, al tracollo delle recenti stagioni fino al punto più basso, la retrocessione in League One.
Nella campagna 2018/'19, il neo presidente italiano ha deciso di investire su uomini di grande conoscenza calcistica per cercare l'immediato approdo in Premier League: ecco che, dall'Argentina, viene chiamato niente meno che "El Loco" Marcelo Bielsa, uno degli allenatori più stimati nel panorama calcistico mondiale.


Viene anche ingaggiato Bamford dai rivali del FC Middlesborough, oltre che al portiere Kiko Casilla dal Real Madrid. Gli innesti assieme agli uomini di fiducia come il Capitano Liam Cooper sono riusciti a creare un grande gruppo!
La stagione è senza dubbio positiva, finirà purtroppo con una semifinale persa ai playoff contro il Derby County - ciò non toglie però il gran lavoro che Radrizzani e il suo staff hanno svolto magistralmente.


Il ritmo del documentario è incalzante e molto accattivante, impossibile annoiarsi in queste 6 puntate-
La figura di Andrea Radrizzani devo dire che mi ha molto colpito, ecco perchè, trovatolo su Twitter, ho deciso di chiedergli cosa lo avesse spinto a puntare ed investire sul Leeds United. La risposta non si è fatta attendere, "La sfida di riportarlo in alto", assieme all'Hashtag #mot che, tra i tifosi dello United sta a significare "Marching On Together", andiamo avanti assieme! E', tra l'altro, la canzone che viene cantata da tutto il pubblico in occasione dei match casalinghi ad Elland Road.


Vedremo se questo nuovo campionato saprà regalare la tanto ambita Premier League al mighty Leeds!

sabato 31 agosto 2019

Mia San Mia: la storia dell' FC Bayern Muenchen

Senza ombra di dubbio la squadra tedesca più conosciuta e titolata a livello mondiale è l'FC Bayern München, forte di ben 29 titoli nazionali e 5 Coppe dei Campioni, la formazione originaria della Baviera è di fatto una delle società più influenti del panorama calcistico.
Durante il mio viaggio a Monaco sono finalmente riuscito a visitare l'Allianz Arena da cima a fondo, partendo dal museo, passando per il Megastore e finendo con il tour di questo meraviglioso stadio.
Appena arrivato sono andato con Chiara a prendere i biglietti per il Combi tour - abbinata per visitare sia il museo che fare il tour dello stadio.


Con l'occasione abbiamo anche preso il libretto con la guida del museo, veramente ben fatto e incredibilmente in italiano! Abbiamo anche scoperto che tutti i biglietti riportano una foto diversa, sempre legata alla storia dell'FC Bayern.


Dato che il tour sarebbe iniziato non prima di due ore dal nostro arrivo, abbiamo deciso di fiondarci nel museo e capire di più sulla storia della squadra bavarese.
Innanzitutto abbiamo visto la lettera con le firme di tutti i soci fondatori della squadra di calcio di Monaco: inizialmente era una polisportiva, nel 1900 è arrivato il grande salto nello sport che seguo.


Fondazione avvenuta al Café Gisela, abilmente ricostruito all'interno del museo.


Inizialmente i colori non erano quelli attuali, bensì erano il bianco e l'azzurro, i classici colori della Baviera. In seguito alla fusione con la squadra Münchner SC vengono adottati gli attuali colori, il bianco e il rosso.
Il museo racchiude veramente un sacco di cimeli e coppe varie conquistate dai "Die Roten", ogni stanza ne è praticamente piena!


Inutile dire che tra le varie teche cercavo di scorgere quante più cose legate ai campioni che hanno vestito anche la maglia dell'Inter, ecco quindi un'intera parete dedicata a Lothar Matthäus (bandiera e capitano dei bavaresi) e la scarpa di Karl Heinz Rumenigge verniciata d'oro dopo che la stessa ha colpito il pallone del rigore decisivo per la vittoria in DFB Pokal 1983/'84 contro il Borussia M'Gladbach.


Altro ex nerazzurro transitato da queste parti è un certo Jürgen Klinsmann, di professione attaccante. Adirato per una sostituzione nel suo trascorso in Baviera, ha rifilato un calcione ad una mega batteria messa a bordo campo per pubblicità: la ditta è finita con il ricevere ancora più notorietà del previsto grazie a questo scatto e grazie al centravanti! Esposta c'era niente meno che la batteria con ancora il segno indelebile del calcio!


Il 2013 è stato senza dubbio l'anno più importante e vittorioso per l'FC Bayern München, l'annata si è conclusa con il tanto agognato triplete! Un'intera parete celebra la squadra che ha portato a casa la Champions, il Meisterschale e la DFB Pokal. La maglia esposta non poteva che essere di Lahm, storico capitano che di recente ha vinto molto con la maglia rossa.


Sempre sulla stessa teca c'è il pallone Torfabrik che è scoppiato quando Van Buyten, allora difensore del FC Bayern, è andato a calciare una punizione nel 2011 contro il Köln.


Personalmente sono stato molto attirato dalla sala con le maglie più significative della storia del club, era bello riconoscerne molte: d'alta parte il Bayern ha sempre rappresentato una realtà importantissima nel panorama calcistico mondiale.


Una sezione del museo è dedicata alle stelle che hanno militato per lunghi periodi nel Bayern, tra questi vanno menzionati, oltre a quelli di cui si è parlato precedentemente, anche Gerd Müller, Oliver Kahn, Roy Makaay, Bixente Lizarazu, Bastian Schweinsteiger e molti altri.


Oltre ad essere esposti alcuni oggetti appartenuti a questi campioni, nel pavimento del museo sono incastonate anche le relative stelle con apposto l'autografo: deve essere una bella soddisfazione ritrovarsi li!


Due leggende che hanno lasciato il club bavarese da pochissimo, dal termine della stagione 2018/'19, sono Frank Ribery e Arien Robben, protagonisti dei successi delle ultime 10 stagioni e a cui il museo ha organizzato un'esposizione dedicata, denominata ROBBERY.


Il museo si chiude con dei cartonati dei calciatori attualmente in rosa e dello staff tecnico, incluso il mister Niko Kovac con cui è possibile scattarsi una foto, e con una sezione dedicata al tifo per i colori del Bayern, davvero una delle più belle esposizioni che abbia mai visitato.
A quel punto è stata ora di iniziare il tour dell'Allianz Arena, il momento che da tanto tempo stavo aspettando: i tour partono molto spesso, chiaramente ci son varie tipologie e noi abbiamo scelto quello in lingua inglese.
Il giro parte dall'area Bistrò Paulaner dello stadio, subito si viene portati nel settore ospiti dove le tifoserie avversarie del FC Bayern vengono a supportare i propri beniamini.


La vista è importante, dalla parte opposta è possibile vedere la "Standing Section", il settore caldo del tifo casalingo dove i supporters sono soliti stare in piedi e sorreggersi sulle balaustre. Se in Bundesliga questo modo di seguire il fussball è ancora concepito, nelle competizioni UEFA è del tutto bandito: in Champions la capienza dell'Allianz Arena va ridotta in questo settore!
Seconda tappa è la tribuna d'onore, completamente a disposizione dei main sponsor del club tra i quali Adidas ed Audi.
Il bello è che da questa posizione è possibile ammirare il logo del FCB posto nella curva antistante la stand, e realizzato accostando seggiolini di colori diversi: questo è stato possibile solamente dopo che la società ha rilevato l'intero valore dell'Arena, essendo inizialmente stata costruita anche per i cugini del TSV 1860.


Il passo successivo è la Press Room, ovvero dove attualmente mister Kovac tiene i discorsi post-partita e dove, a detta della guida, è costretto a rispondere sempre alle stesse banalissime domande!


Un luogo decisamente più interessante è lo spogliatoio dove ogni giocatore ha il proprio armadietto e dove è possibile concentrarsi prima dei match casalinghi.


Non tralasciando la stanza per i massaggi e quella per le docce chiaramente..


Questo di fatto è stato l'ultimo step della visita allo stadio purtroppo non riamo riusciti a vedere le panchine in quanto c'erano lavori in corso.
Tuttavia c'è stato ampio spazio di tempo per visitare il Megastore dove, veramente, si poteva trovare di tutto.


Assieme a Chiara ho preso la pallina dell' FC Bayern München, interamente argentata e con il logo del club messo in risalto da dettagli rossi.



Sicuramente la visita non è stata inferiore alle aspettative, soprattutto per ciò che riguarda il museo, un luogo magico che racchiude ogni particolare della storia del FCB.
In attesa di vedere gli sviluppi di questa nuova stagione 2019/'20 che è appena iniziata..

giovedì 22 agosto 2019

In macchina tra calcio bavarese e tirolese

Per queste vacanze estive ho previsto un viaggio nuovo e diverso dagli altri anni: complici le spese e i lavori per sistemare la casa, ho preferito fare qualcosa di meno dispendioso ma altrettanto interessante.
Ecco quindi materializzarsi un giro itinerante con la mia Polo assieme a Chiara, mia sorella Titti e il suo fidanzato Enrico tra Baviera e Tirolo, a visitare il Castello di Neuschwanstein, München e Innsbruck!
Manco a dirlo la componente calcistica non poteva mancare, ecco quindi un breve resoconto del viaggio con i relativi acquisti calcistici!
Innanzitutto a Monaco, città dove giocano la blasonata FC Bayern München e il meno conosciuto TSV München 1860, ho avuto la possibilità di visitare entrambi gli store dalle squadre!
Il negozio del Bayern è molto simile ai negozi delle squadre più conosciute che ho visitato, è però disposto in più piani ed è proprio in centro alla città, a due passi da Marienplatz.
Vendono davvero molte cose anche se non può essere paragonato al Megastore dell'Allianz Arena, tuttavia ha una bellissima peculiarità: in ogni parte delle scale sono appese le maglie storiche della squadra bavarese, dagli anni più lontani a quelli più recenti: un assaggio del museo che è possibile visitare presso lo stadio!



Non ho acquistato nulla anche se le maglie (soprattutto quella della Champions League blu scuro con dettagli arancio) erano probabilmente la cosa che valesse di più la pena.
Più modesto e piccolo lo store adiacente all'Hofbrauhaus del TSV München 1860, di fatto la prima squadra di calcio a giocare a Monaco di Baviera!
I colori della Baviera, ovvero bianco e azzurro chiaro, sono ben esposti nella vetrina e le maglie chiaramente lo riprendono.



La squadra che attualmente milita in 3.Bundesliga, dopo essere scesa nel baratro a seguito di un fallimento e dopo avere abbandonato l'Allianz Arena in favore del più piccolo Grünwalder Stadion, ha saputo comunque mantenere il proprio status e il proprio orgoglio, lo dimostrano i molti tifosi che, nonostante tutto, rifiutano di seguire i cugini Rekordmeister!
Anche qui però vengono venduti articoli di ogni genere, stupende le felpe e le maglie da gioco!
Chiara mi ha regalato un mini gagliardetto del TSV München 1860, davvero un regalo speciale in quanto è molto più piccolo delle dimensioni standard dei gagliardetti!


Altro regalo di Chiara è stato un orsetto di nome Ludwigbarhof che, manco a dirlo, simpatizza per il TSV e viaggia con il gagliardetto sempre appresso. Di recente Chiara gli ha anche fatto una collana bianca e azzurra del 1860 TSV München!


Gli orsetti sono molto ricorrenti a Monaco, non va dimenticato che la Steiff, noto brand che tra i primi ha intrapreso il business della creazione dei pupazzi, è nata da queste parti!
A Innsbruck la situazione calcistica è decisamente più "complicata", il calcio non è molto sentito e, a parte le poco note FC Wacker e WSG Wattens, non ci sono altre squadre da seguire.
Nonostante tutto assieme a Chiara ho preso un giornale con la presentazione di tutte le squadre della Bundesliga Austriaca, inoltre sono riuscito ad intravedere dall'autostrada il Tivoli Stadion Tirol, struttura in cui gioca il FC Wacker Innsbruck.


Aguzzando bene la vista sono anche riuscito a scorgere una riproduzione di un vecchio cartellone che pubblicizzava la partita tra FC Bayern München e Innsbrucker Turnvereins.


Senza dimenticare l'adesivo degli Ultras del FC Wacker proprio nel centro storico della città tirolese..


Alla fine ci siamo goduti il bel fresco di queste regioni vicine all'Italia e i bellissimi paesaggi che sanno offrire: non male godersi piccoli particolari calcistici in questo modo!

sabato 3 agosto 2019

Il nuovo Padova si veste di storia

Lo scorso mercoledì è stata una giornata speciale per tutti i tifosi del Padova in quanto, presso lo stadio Appiani, tanto amato e venerato da ogni biancoscudato, si è tenuta la cerimonia di presentazione della prima e della seconda maglia da gioco targate 2019/'20.
L'allenatore del Padova Salvatore Sullo, come spiegherà poi nel suo discorso ai sostenitori patavini, ha aperto al pubblico l'allenamento sul suolo dell'Appiani, proprio per fare sì che i nuovi giocatori potessero respirare la storia dell'impianto e perché i tifosi potessero fare sentire il proprio supporto alla squadra.


Quindi, dopo un allenamento di circa un'ora, è arrivato il fatidico momento di svelare le divise che accompagneranno la squadra in questo tortuoso campionato di Serie C1 Girone B, a detta di tutti "una succursale della serie cadetta".
A presentare la serata la storica giornalista che segue le vicende del Padova Martina Moscato, coadiuvata, almeno all'inizio, dal Presidente Boscolo Meneguolo, sempre presente in queste circostanze.


A proposito, durante il suo discorso ha spiegato come, avendo vissuto per molti anni a Padova, si senta enormemente legato a questi colori e a questa città, nonostante l'origine chioggiotta.
Finalmente è poi arrivato il fatidico momento di svelare le divise da gioco per la nuova stagione, anche questa volta griffate Robe di Kappa.
A presentare la divisa Kombat biancoscudata, 6 modelli d'eccezione: il Capitano Cherubin, l'attaccante Mokulu, i due neoacquisti Germano e Soleri, oltre ai due portieri Minelli e Merelli.
La nuova maglia home è molto semplice, interamente bianca con il biancoscudo sul petto, ha dei dettagli rossi nel colletto e sui bordi, sicuramente una divisa classica che esalta la storia del club.


La seconda invece rompe con la tradizione, è rossa con la croce bianca e il Gattamelata sul fianco, quasi a riprendere il logo patavino degli anni '90.


Le maglie dei portieri sono invece una verde e una nera, entrambe molto semplici e prive di caratteristiche particolari: essenziali e con il biancoscudo nel petto, tutto ciò che serve!


La serata si è conclusa con un ricco buffet offerto dalla società a tutti i tifosi, veramente un bel gesto a dimostrare l'intenzione del Padova di legarsi il più possibile alla città.


Inoltre ho avuto l'occasione di fare una foto assieme a Nicolò Cherubin, capitano biancoscudato con importanti trascorsi in Serie A!
L'augurio è che queste maglie potranno venire un giorno ricordate per i risultati ottenuti, in ogni caso forza Padova!

domenica 28 luglio 2019

Modalità Ultras ON

La mentalità Ultras per certi aspetti mi ha sempre molto affascinato, vivere il tifo difendendo i colori della squadra del cuore incondizionatamente è sicuramente uno dei valori a cui mi sento più legato nel mondo del calcio.
Lasciando da parte i fenomeni di violenza che, nella stragrande maggioranza dei casi, nulla hanno a che fare con il rettangolo verde e con l'amore per una squadra, cori, striscioni, sfottò e stile sono le cose che più mi interessano nel modo di vedere il calcio Ultras!
Mi piace molto frequentare quando riesco la Curva del Padova, lì ad ogni partita si ritrovano le stesse persone ed è una vera e propria comunità!
Lo stile casual che caratterizza molti degli elementi delle curve italiane e straniere sto cercando di farlo mio quanto possibile così, notando la moda delle bermuda cargo militari, sono andato alla ricerca di questo capo da indossare principalmente per andare a vedere le partite d'estate!
Li ho trovati a Sottomarina, il marchio è "Leone" e penso si intonino perfettamente a quello stile ultras in Italia.


Di recente ho anche visitato l'Intercity Firm di Padova, un negozio di capi casual che prende il nome dagli Hooligans del West Ham United in Inghilterra! Qui si vendono tutti i marchi più un voga come Lyle & Scott, Umbro, Pivert, Weekend Offender e molti altri.
Un mio collega mi ha anche portato a casa dallo stesso negozio degli adesivi di Educazione Padovana (gruppo che frequenta lo Stadio Euganeo) e dell'Intercity Firm stessa, con i martelli del West Ham United incrociati!



Il tutto ovviamente in attesa che il campionato torni presto..

sabato 20 luglio 2019

Il Lalas Day

Credo che molti degli appassionati di calcio che hanno avuto modo di seguire i campionati degli anni '90, pensando al Padova, immagineranno quello spilungone statunitense con il capello rosso lungo alle spalle e la barbetta caprina: Alexi Lalas era ed è rimasto un'icona del calcio italiano anni '90 e della squadra della mia città, il calcio Padova.
Difensore messosi in mostra durante i Mondiali di USA '94, è sbarcato all'ombra del Santo proprio ad inizio del campionato 1994/'95 quando i veneti erano in Serie A.
Da subito a Padova è scoppiata la Lalas mania, un personaggio particolare che ha saputo fare innamorare tutti i supporter biancoscudati grazie alla sua stravaganza e simpatia!
Lo scorso giovedì 11 luglio Alexi è tornato, a distanza di 23 anni, nella città che lo ha visto protagonista per due stagioni e che di fatto lo ha adottato.
Con mia sorpresa il Calcio Padova ha organizzato un bellissimo evento per raccogliere tra le sue braccia questo grande calciatore e per far sì che i tanti tifosi potessero rivedere lo statunitense.
Appuntamento ore 18 allo Stadio Appiani, storico stadio patavino a cui i tifosi sono ancora molto legati, la risposta di pubblico è stata importante!


Puntuale è arrivato Lalas assieme alla sua famiglia e, appena sceso dal pullmino, è iniziato ufficialmente il Lalas Day: sono subito riuscito a farmi una foto con Alexi e mi son goduto poi il bagno di folla attorno a lui, tra gente che indossava la sua maglia numero 22 con il Gattamelata sul petto, altri che si facevano firmare cartoline anni '90, chi aveva il vinile con l'inno del Padova pronto a farselo autografare! 


Incredibile l'affetto nei confronti di un giocatore che evidentemente ha lasciato più di qualcosa da queste parti.
È stato allestito un piccolo palco nel campo dell'Appiani dove erano presenti, tra gli altri, Lalas appunto, Pippo Maniero (bomber del Padova anni '90), Damiano Longhi (Capitano del Padova), Franco Gabrielli (terzino biancoscudato), Giordano (attuale sindaco della città ma ai tempi di Alexi era presidente della squadra) e l'attuale presidente biancoscudato Daniele Boscolo Meneguolo.


Uno per volta hanno parlato i protagonisti, raccontando aneddoti uno più interessante dell'altro, come quando Maniero ha insegnato ad Alexi a salutare in dialetto veneto "Come xea?", perché dalle parti del Santo mica si parla italiano, tanto meno inglese!
Oppure quando, ad un rimprovero del mister, Lalas ha preso e, da Bresseo dove si allenavano i biancoscudati, se ne è tornato a casa a piedi e ancora vestito da allenamento.
Si sono susseguiti altri racconti ma il momento forse più bello è stato quando ad Alexi è stata fornita una chitarra e lui ha fatto sentire ai presenti il suo talento in ambito musicale.


Prima della conclusione è stata consegnata la maglia blu numero 22 con il Gattamelata dello scorso anno al campione dagli USA, in onore a quella che lui stesso aveva indossato nel suo periodo padovano.


La serata si è conclusa con un aperitivo offerto dal Calcio Padova e con tante foto assieme a Lalas.