giovedì 6 giugno 2013

Collecting Football Shirts

Who has never dreamed since childhood of owning something that belonged to your favourite player? Usually a fan tends to idealize his heroes and sometimes seems impossible that players are normal people.
Even me when I was a child, when matches ended and players swapped their football tshirts I dreamed that maybe one day one of those shirts would become mine. With much effort I managed to get some matchworn or issued material but the passion has remained as the perennial search for material belonged to my idols.
In twitter I discovered quite a lot of shirts, boots, shorts etc.. collectors, many collect worn items to sell, while others would not private themselves of a reserve player shirt even if you give them all they want!
I like very much snooping trough these twitter collectors’ pictures and seeing loads of memorabilia that they own.
Among the many I was impressed by the collection of a Fulham fan.
I’m sure that a lot of MyFootballand readers may be interested in what he has to say about his collection so I asked him if I could make him an interview for my blog.
Lee Adams has been a Cottager since he was a child, he regularly follows the team matches and he flew all over Europe during the prestigious season 2009/’10 when the Londoners defeated among the other, Juventus and Hamburger SV before losing only in Final against Atletico Madrid.
Recently he is creating a website that is going to show all his Fulham shirts. The site is www.fulhamfcmatchwornshirts.co.uk.

1) When and how did you start collecting football shirts?

Well I was 9 years old and went to a Chelsea game (my dad is a Chelsea fan). We were watching the game (behind the fence, ha ha).
After the game my dad gave me one of the match worn shirts. I was amazed and thought ' thousands have seen this shirt and I have it'.
Being 9 I couldn't pay for my shirts so every birthday I would ask mum and dad but nothing came of it.
I got a signed Fulham shirt back in 1998 (I meet the team).
Then in 2002 I had kids so I stopped collecting. I still picked up a few shirts.
But after 2 kids (boys) I'm back collecting for them and their future.

2) Do you have any anecdote regarding a shirt?

I do but I can't say at all... Sorry! But it was the Kelly shirt.

3) Is there a particular shirt you'd love to have?

Ah it has to be Simon Davies Europa league final shirt.
I was there at the final (I was always away).

4) How did you get the idea to create a website? Can you tell me something about it?

There are a few of us collectors on twitter. Most have websites.
I just thought having all my shirts I would love people to take tour and have a look at my collection.
Spread the word. Ha ha

Following there are some Lee’s collection football shirts. Among the others there is the one of Dickson Etuhu when he scored in Turin against Juventus.






martedì 4 giugno 2013

Consigli per gli acquisti 2

Volevo attraverso questo post consigliare gli italiani appassionati del calcio inglese, dare delle dritte a tutti quelli che hanno intenzione di fare qualche acquisto calcistico oltremanica.
Verso marzo/aprile gran parte delle squadre inglesi, sia negli store online che nei megastore degli stadi, ribassano notevolmente i prezzi del materiale tecnico della stagione in corso così che si riesce a trovare ad esempio la maglia della stagione ancora in corso ad un prezzo realmente basso. 
Inoltre per chi non volesse addebitarsi tutto l'ammontare delle spese di spedizione, consiglio di scorrere la vostra rubrica e cercare un amico o parente che è in Inghilterra e che ha intenzione di tornare in Italia.
In questo, modo circa un paio di mesi fa, visitando il sito del Derby County ho trovato la maglia ufficiale con cui la squadra del Derbyshire gioca le partite casalinghe a sole £12, prezzo veramente basso se si considera che non sono ancora state presentate le nuove divise per la prossima stagione.


Inoltre per evitare spese di spedizione eccessive ho fatto inviare il pacco a Londra dove un mio amico era li per lavoro e appena è tornato mi ha fatto recapitare il tutto.
Il Derby County da inoltre la possibilità di stampare gratuitamente lo sponsor sotto il colletto nel retro della maglia che ultimamente utilizza per le partite. 


Non potevo infine non farmi mettere le patches della nPower Football League, lega di cui fanno parte le arieti.


mercoledì 29 maggio 2013

La mia Non-League italiana

Ho giocato nel Patavina Polverara 2 anni prima che per guai fisici rimanessi fermo per un anno.
Ho giocato in stagioni un po difficili, lontane dai riflettori dei playoff e più che altro sempre con il rischio che qualche sconfitta a fine campionato potesse portare ai playout di Seconda Categoria o alla retrocessione diretta.
Questa squadra di Padova nata nel 1962 ha ospitato diversi ragazzi del paese, non ha mai raggiunto grossi risultati almeno negli ultimi anni dove è riuscita soltanto in un'occasione a giocare in Prima Categoria prima di ritornare al campionato di attuale competenza.
Un giorno mi è stata regalata una maglia storica della società, non l'ho mai usata ma la tengo con cura perchè la reputo un cimelio del calcio dilettantistico italiano. Bianca con risvolti neri, risale presumibilmente agli anni '90. Considerato che il Patavina indossa solitamente i colori giallo rosso e blu doveva trattarsi di una divisa da trasferta.



Qualche anno prima ho giocato 3 stagioni nella Legnarese, altra squadra dilettantistica che ha fatto un pò la storia del calcio dilettantistico padovano, sfornando un campione come Pippo Maniero, ex tra le altre di Milan e Venezia.
Proprio grazie al prezioso aiuto di Maniero i giallorossi hanno conseguito una storica promozione appunto in Promozione, 7o scalino della piramide calcistica italiana.
Per l'occasione sono state prodotte delle maglie celebrative che sono state distribuite alla squadra compreso qualche giocatore della Juniores tra cui il sottoscritto.



lunedì 27 maggio 2013

Chris in libreria

Immaginate la sera a Londra, la gente nei pub, qualcuno fuori a passeggiare, tutti rilassati perchè la giornata lavorativa è appena finita. Io e la mia ragazza avevamo appena finito di mangiare da Pizza Hut, un must per gli italiani negli UK, e avevamo deciso come ogni sera di passeggiare per Piccadilly, questa volta però spingendoci verso le parti di Bond Street. Ad un certo punto, tra i tanti negozi chiusi è apparso l'unico ancora aperto a quell'ora: la libreria Waterstones.
Da appassionati di libri siamo entrati e abbiamo iniziato a guardare qualche volume: incredibile, era uno store da 5/6 piani, pieno zeppo di libri di ogni genere. Abbiamo preso l'ascensore e abbiamo raggiunto il reparto del calcio, effettivamente ero curioso di vedere cosa c'era tra gli scaffali del mio sport preferito.
Guardando e sfogliando le pagine di racconti di hooligans mi era venuta voglia di prenderne uno, quando mi è capitato tra le mani un libro dalla copertina coloratissima e con rappresentate maglie di squadre inglesi di serie minori. "Where's your Caravan?" di Chris Hargreaves.


Onestamente non avevo idea chi fosse Hargreaves tanto meno di che squadre fossero alcune delle maglie rappresentate in copertina. Ho letto il retro e parlava sostanzialmente della storia narrata in prima persona di Chris Hargreaves, calciatore inglese del sud che racconta tutta la sua carriera proprio ora che è finita e che può dedicare molto del suo tempo alla famiglia e al suo negozio di articoli sportivi.
Non ho resistito e mi sono seduto in una poltroncina a Waterstones a leggere il libro che stavo ancora decidendo se acquistare o meno. Le prime pagine parlavano del giovane Chris cresciuto nelle giovanili del Grimsby Town, quando giocava col contagocce e cercava la sua vera dimensione calcistica. Ormai mi aveva preso, troppo accattivante e la mia ragazza me l'ha regalato.
Mi piaceva la sera quando tornavo in albergo leggere qualche pagina del mio nuovo libro. Ricordo un aneddoto che mi ha colpito dell'autobiografia, quando Chris alla vigilia di un match ha preso un omino di pan di zenzero che a detta sua si è rivelato un portafortuna vista la prestazione nella partita seguente.
Ispirato a questo, la mia ragazza ha creato col fimo un bellissimo gingerbread man con la maglia del Brentford FC (dove per un anno ha giocato il protagonista) che fungeva da segnalibro.


Ora come ora mi sembra quasi di conoscerlo, ho vissuto attraverso quelle pagine tutte le sue emozioni, anche quella della vittoria del Play-offs con il Torquay United vissuta da capitano segnando il goal decisivo.

martedì 21 maggio 2013

La cultura delle terraces

Una mattina di febbraio di tre anni fa stavo parlando all'università con un mio amico e gli ho chiesto per quale motivo avesse sempre addosso la sciarpa del West Ham. Non è diciamo una delle squadre che in Italia va per la maggiore! Mi ha risposto che l'aveva acquistata a Londra dopo che per molto tempo era rimasto, per così dire, colpito dal film Hooligans di Lexi Alexander.
A quel punto ho voluto capirne di più. Così appena tornato a casa ho iniziato a cercare il film in questione e l'ho guardato. Immaginavo dal titolo l'argomento che si sarebbe trattato ma non immaginavo potesse essere così interessante.
Premetto che sono contro la violenza negli stadi e sostengo che gli scontri che accadono alle partite siano procurati da gente a cui il calcio non importa niente: ma il fenomeno dell'hooliganismo affascina, sapere cosa accadeva nelle terraces negli anno '70 e '80 in Inghilterra fa parte del bagaglio culturale di una persona.
Ecco che dalle avventure di Pete Dunham, fratello di The Major ovvero il leader della firm del West Ham contro i ragazzi di Tommy Hatcher, capo dei Millwall, hanno iniziato a prendermi e a incuriosirmi sempre di più. Non so quante volte l'ho rivisto quel film nei primi mesi, adesso riuscirei a riportare anche le battute.
Avevo finalmente capito il motivo della sciarpa degli Hammers, ma a quel punto dovevo comunque andare a fondo. Io e il mio amico allora siamo tornati in discorso e mi ha spiegato che tante cose le aveva imparate leggendo un libro di uno che dell'Intercity Firm dello United ha fatto parte: Cass Pennant. Essendo a Padova sono corso in libreria e fortunatamente avevano ancora una copia di "Congratulazioni! Hai appena incontrato l'ICF", scritto per l'appunto da Pennant.
Cass, autore di una serie di libri sul tema hooliganismo, è un nero che abitava a Londra e sosteneva i Clarets&Blue. Diventato grande abbastanza da incutere un pò di timore ha iniziato a fare parte del gruppo di Bill Gardner, capo appunto dell'ICF. Nel libro sono riportati scontri (come quello a Brighton vicino alla spiaggia contro i supporters locali), aneddoti (come si costruivano le spille dell'ICF partendo da un tappo di bottiglia), collegamenti con la cultura dell'epoca (il modo di vestirsi e i gruppi punk-rock come i Cockney Rejects) e anche storie di amicizia tra i componenti della Firm.
Tra parentesi, dato che il mio amico andava spesso a trovare sua sorella a Londra, mi ha fatto avere nel giro di un paio di settimane la sciarpa ufficiale della squadra di East London.


Quindi ho guardato il film "Cass" che racconta la storia dell'hooligan dalla sua giovinezza alla maturità delle terraces e qui ho capito cosa doveva essere nella realtà trovarsi in mezzo a tutti quei tafferugli prima, durante e dopo una partita di calcio: il fil è in inglese ma le immagini sono molto esplicite rispetto a "Hooligans".
Non contento di conoscere il fenomeno dal solo punto di vista degli hooligans ho voluto prendere un libro di Bill Burford "Tra i furiosi del calcio", dove il giornalista americano racconta le vicende della firm del Manchester United viste dall'interno non con gli occhi del tifoso ma con quelli del giornalista incuriosito dal fenomeno che negli anni '80 riguardava per lo più la working-class inglese.
Tra le tante cose che ho scoperto investigando sugli hooligans è che a Padova esiste un negozio chiamato non casualmente "Intercity Firm" dove si vende tutto quell'abbigliamento che caratterizzava i tifosi delle terraces. Chiaramente la prima volta che l'ho visitato ho preso una maglia con un treno intercity stampato e con la scritta sotto il logo del West Ham "Congratulations! You've just met the ICF".


Non resta che tornare a Londra e visitare la Green Street...

lunedì 20 maggio 2013

The Old Appiani


Last saturday I went for a walk in Padua city and I parked my car near Appiani Stadium (the previous pitch of Calcio Padova).
Since my girlfriend has never seen it I thought it might be interesting to show her something of what I believe should be considered one of the monuments in Padua city.
Approaching the stadium we heard a referee whistle from the pitch so I deduced that there must be a football match: Padova youth teams use to play there on saturday afternoons.
We walked for a while through the street near the stadium, we crossed the players and officials entrance and then we arrived at the central stand entrentrance where home supporters used to attend Padova's matches.
Being honest I had never been there, I've only played there once but I've never seen a match from the stands at Appiani but I guarantee that you can see all the historicity of a team like Padova from that ground.
Above the entrance of the spectators there is an inscription, now almost illegible, which was the header of the Municipal Silvio Appiani stadium.



Once inside we went up in the stands, although now there is only the middle one open and the others are pretty much damaged!
Also the nice thing to note is that where there is no grandstand around the field there is something like "terraces" that reminiscent British stadiums very much.



For the record, the game was among Padova Calcio U18 and  US ProMogliano Preganziol U18, a team based in Treviso, set up last year by the merger of two football teams.
I do not know how it turned out in fact we were there only a few minutes but I can guarantee that the level of play was very high and I have enjoyed some great skills in that quarter of an hour.

L' Old Appiani

Lo scorso sabato sono andato a fare una passeggiata in centro a Padova, la macchina l'ho parcheggiata vicino all'Appiani.
Dal momento che la mia ragazza non lo aveva mai visto ho pensato bene che potesse essere interessante farle vedere qualcosa di quello che io reputo uno dei monumenti della città.
Avvicinandoci allo stadio abbiamo sentito qualche fischio di arbitro per cui ho dedotto ci dovesse essere qualche partita in corso: solitamente giocano le giovanili del Calcio Padova il sabato.
Abbiamo camminato un pò per la via del campo, passato chiaramente l'ingresso degli atleti dove ero entrato quando ho giocato all'Appiani e siamo arrivati di fronte una vietta stretta dove alla fine si trovava l'ingresso alla tribuna centrale. Non ero mai stato li onestamente ma posso garantire che si può respirare tutta la storicità di una squadra come il Padova. Sopra l'ingresso del pubblico si trova una scritta, adesso praticamente illeggibile, che doveva essere l'intestazione del Comunale Silvio Appiani.



Una volta entrati siamo saliti sulle tribune, sebbene adesso ci sia solo quella centrale aperta e le altre siano praticamente lasciate andare! Inoltre la cosa bella da notare è che dove non c'è tribuna attorno al campo sono presenti delle "terraces" che ricordano moltissimo gli stadi britannici.
Per la cronaca la partita era tra gli allievi nazionali '96 del Calcio Padova e i pari età del ProMogliano Preganziol, formazione trevigiana nata lo scorso anno dalla fusione di due società.
Non so come sia andata a finire infatti siamo stati li solo pochi minuti ma posso garantire che il livello del gioco era molto alto e ho apprezzato qualche bella giocata in quel quarto d'ora.
Un aspetto che non mi è piaciuto è come il manto erboso sia stato lasciato andare da novembre quando, posso garantire, era un tappeto.