domenica 3 luglio 2016

Spillino e quella passione nerazzurra!

Avrò avuto 12 anni quando, merito di Inter Football Club, un magazine a cui mi aveva abbonato mio papà in occasione di un compleanno, ho scoperto il mondo della primavera dell'Inter.
Eh si perché per la prima volta son venuto a conoscenza di un nuovo mondo, ho capito che dietro ai campioni che ogni domenica scendono nel verde prato di S.Siro, ci sono altri 25 ragazzi, tra i 17 e i 20 anni, che sognano e fanno il possibile per arrivare a calcare l'erba del Meazza.
Bene, quell'anno la primavera dell'Inter aveva tanti giocatori forti sa far paura, mi ricordo tra tutti Rebecchi, Napolitano, Franchini, Martins e Mattia Altobelli.
Di Mattia mi era rimasto in mente il cognome, nella mia seppur giovane mente era lampante il collegamento a Spillo Altobelli, bandiera dell'Inter degli anni '80, e il fatto che nei tabellini delle partite spesso e volentieri appariva tra i marcatori!
Senza perdersi tra troppi giri di parole, quell'anno ho seguito più la primavera che la prima squadra, tanto da appassionarmi a quei ragazzi e seguirli successivamente nelle loro avventure.
Ho avuto la fortuna di recente di trovare in Twitter Spillino Altobelli in occasione delle partite con Inter Forever, quasi non ci credevo! Con molta disponibilità ha risposto a qualche mia curiosità, alcune delle quali me le portavo dietro addirittura dalle scuole medie!!



AM: Cosa ha rappresentato l'Inter nell'arco della tua vita? Da bambino, da ragazzo e adesso che sei adulto.

MA: L'Inter per me è sempre stata una parte fondamentale della mia vita, da bambino rappresentava il legame con mio papà che aveva scritto la storia della squadra, da ragazzo invece ha rappresentato per me la possibilità di poter continuare anche se in modo ovviamente minore quello che lui aveva fatto anche se poi più che altro la mia è stata una rappresentanza a livello giovanile e ora rappresenta quel legame che non si è mai interrotto e che mi fa sentire tifoso oggi più di allora...

AM: Com'è la vita di un giovane calciatore della Primavera dell'Inter che si allena con i campioni della prima squadra e sogna di farci parte?

MA: A quei tempi tutto è fantastico, quando c'ero io c'erano dei campioni veri sia in campo che fuori, giocatori tipo Vieri, Ronaldo, Recoba, Zanetti, Materazzi, Toldo, tutti pronti ad aiutarti in ogni cosa, quando hai la possibilità di allenarti con loro sembri un bambino che va a Disneyland per la prima volta, guarda tutto ciò che succede con ammirazione e in più deve dimostrare di poter essere all'altezza di quei campioni, non è semplice per un ragazzo. 

AM: Quale è stata la più bella esperienza rispettivamente da calciatore e da tifoso nerazzurro?

MA: L'esperienza più bella da calciatore sono state due, l'esordio in prima squadra a Bari in Coppa Italia che voleva dire aver fatto qualcosa di importante fino a quel punto della carriera e la trasferta di Champions League a Leverkusen quando ero in panchina e solo per sfortuna non sono entrato in campo, ma il bello è stato il viaggio, il pre partita, il post, tutte cose che non si possono raccontare se non le provi, da tifoso invece senza ombra di dubbio la finale di Madrid del 2010 a cui ho avuto la fortuna di partecipare e che rimarrà nella mente per ogni momento che ho vissuto... Esperienza indimenticabile. 

AM: Ci spieghi il progetto Inter Forever e cosa significa farne parte?

MA: Inter forever è il progetto che riguarda chiunque abbia fatto almeno una presenza in prima squadra e ti permette di girare l'Italia e il mondo facendo la cosa più bella del mondo, cioè giocare a calcio e in più rappresentare i colori che più amiamo, perché tutti quelli che ne fanno parte sono interisti veri, per me farne parte vuol dire essere tornato ragazzo come nel settore giovanile, un onore insomma... 



AM: Come vedi l'Inter nella prossima stagione?

MA: Con l'ingresso del gruppo cinese sono molto fiducioso, tralasciando il 1º posto che è già della Juve per organizzazione sia in campo che fuori io credo che si stia lavorando bene per ottenere quantomeno il secondo posto, le altre squadre come Roma e Napoli ad ora non si stanno rafforzando per avvicinarsi alla Juve, ma secondo me stanno perdendo terreno e noi invece continuiamo a crescere, se lavoriamo bene sul mercato io vedo bene l'Inter al 2ºposto ....

Ringrazio Mattia per queste risposte, sinceramente qualcosa di speciale per ogni tifoso nerazzurro come il sottoscritto!!

domenica 26 giugno 2016

I preferiti di Maggio e Giugno

Ogni mese ci sono veramente un sacco di bellissime iniziative e una miriade di spunti calcistici! La prima fonte non può che essere internet, ma anche vedere la tv o passeggiare per strada possono essere dei buoni input di ispirazione.

1) Il biscione dell'Inter. Ebbene si il biscione nerazzurro è da sempre la mia passione, in particolare da quando, nel 2011 Chiara mi ha regalato la maglia dell'Inter con il disegno stilizzato del serpente a strisce nero blu. Il mese scorso sempre Chiara mi ha cucito un bellissimo biscione nerazzurro su un pezzo di stoffa blu, decisamente fantastico!



2) Theo Baker. Stavo cercando dei video calcistici su YouTube e mi sono imbattuto in questo ragazzo. Da subito mi sono appassionato, fa moltissimi vlog inerenti al mio sport preferito ed è molto bravo a coinvolgere dato che i temi sono sempre interessantissimi. In particolare mi sono piaciuti i vlog sull'FA Cup, quello sulla finale di Champions League e quelli delle skills nel campo da calcio assieme ai suoi amici. Cliccate QUI per vedere qualche video!!



3) Buffa racconta la città del calcio - Rosario. Uno dei miei giornalisti preferiti è a Rosario per una serie di puntate riguardanti il calcio argentino nella città di Rosario. Il modo di di raccontare dell'Avvocato è sempre un qualcosa di magico, ecco che lasciarsi affascinare da realtà come Newell's Old Boys o Rosario Central è veramente cosa semplice. Moltissimi gli aneddoti, i personaggi, non ultimi Di Maria, El Trinche, Messi, Bielsa, e gli avvenimenti che rendono questo programma imperdibile per ogni appassionato di futbol argentino.



4) Pallone Italia. Nella catena di supermercati Aliper si è soliti regalare qualcosa di inerente alla Nazionale di calcio in concomitanza di qualche importante rassegna calcistica. In occasione di Euro 2016 è stato fatto un pallone da spiaggia che riporta la scritta ItALIa. Me l'ha regalato mia mamma dopo aver fatto la spesa.. troppo bello per usarlo però!!!



5) Coperta campo da calcio. Questo è un altro regalo di mia mamma, sempre per Euro 2016 Tiger, catena danese che vende di tutto un pò, ha fatto una linea di merchandise dedicata al calcio. Imperdibile questa coperta verde con tutte le linee di un campo da calcio.. non ci resta che aspettare che torni il fresco per poterla sfruttare a dovere!!


domenica 19 giugno 2016

Champions League Final a Milano

Facciamo un rewind a settembre, mese in cui sono venuto a conoscenza che la finale di Champions League si sarebbe tenuta a Milano, Stadio San Siro.
L'idea è sempre stata quella di andarci per la finale, i biglietti sarebbero sempre stati incomprabili data la disponibilità e i costi, tuttavia perché non godersi la città in quel suo sfarzo di colori, con il suo Champions League Village ecc?
Fondamentalmente alla fine ho deciso di non andare, pazienza, sarà per un'altra volta. Però io sento di essermela goduta appieno questa edizione della Coppa Campioni, sento di non aver tralasciato nulla e soprattutto mi è piaciuta!!
Non credevo un derby madrileno potesse risultare così affascinante eppure vuoi uno stadio senza eguali come il Meazza, vuoi una città magica come Milano, vuoi la competizione stessa, per quanto mi riguarda ha assunto notevole appeal.


Sin da 3-4 giorni prima di quel 28 maggio ho iniziato a seguire via Instagram e Twitter tutta l'organizzazione dell'evento in piazza a Milano, incredibile la ressa per farsi fotografare con la coppa!!
Inoltre ho ricevuto innumerevoli foto da amici che avevano altri conoscenti nella città ospitante. In particolare mi è piaciuto un sacco lo spazio dedicato alla storia dell'Inter nella Champions!!


Il pomeriggio di sabato Chiara mi ha regalato il match programme della partita, acquistabile dal canale ufficiale della UEFA. Sebbene lo abbia potuto sfogliare solo una settimana più tardi era disponibile già la versione digitale così assieme alla mia ragazza ci siamo fatti una cultura.



La sera è arrivata e ci siamo goduti la cerimonia: Alicia Keys ha cantato davanti alle due tifoserie da Madrid, assurdo quanto pieno era San Siro quella sera!!
Come coreografie mi aspettavo forse qualcosina in più, il vero spettacolo però quella sera era in campo!
Pronti via e subito una spizzata di testa ha liberato Sergio Ramos che con una zampata ha portato avanti il Real Madrid. Onestamente supportavo l'Atletico, mi è dispiaciuto vedere la squadra di Simeone sotto dopo pochi minuti.
I colchoneros hanno fatto una grande partita e, nonostante tutto, hanno trovato il goal del pari solo a 11 minuti dalla fine quando un gran cross di Juanfran ha pescato Carrasco in area!!
Le merengues se la sono vista brutta, hanno avuto la meglio dopo la lotteria dei rigori.
Che emozione seguire questa partita, il goal decisivo, manco a dirlo, è stato messo a segno da Cristiano Ronaldo.
La undecima è diventata realtà è purtroppo l'Atletico Madrid è tornato a casa a mani vuote con la consapevolezza però che di fondo c'è una grandissima squadra piena di giovani di belle speranze e di calciatori esperti di prima classe.


Magari non sarò riuscito a godermi il match dalla tribuna di San Siro, io la mia Finale di Champions League l'ho vissuta appieno!!

domenica 12 giugno 2016

Verso Euro 2016 e Copa America Centenario

Estate ricchissima di avvenimenti calcistici questa, tra le tante competizioni per nazionali che prenderanno vita proprio in questo giorni, ad attirare maggiore attenzione mediatica sono senza dubbio gli Europei in Francia e la Coppa America negli USA.
Ho cercato più materiale possibile riguardante queste competizioni e fortunatamente fino ad ora la ricerca è stata più che proficua.
Iniziamo dalla catena di supermercati Lidl, già da un paio di mesi, con un minimo di spesa, vengono regalati degli omini con la ventosa chiamati Steekez.


Ognuno è caratterizzato con i colori di una nazionale di Euro 2016, Chiara mi ha regalato quello della Germania, mentre Valentina quello della Romania.


Sempre al Lidl ho scoperto che vendevano un sacco di materiale per tifare la nostra nazionale di calcio, lo scorso weekend ho fatto un giro e ho preso una bellissima maglia con il logo degli europei e un disegno tricolore in onore degli azzurri.


Panini è senza dubbio una delle aziende che, come da tradizione, ha lavorato più sodo sulle figurine.
In un raptus da Euro 2016 sono andato in edicola a vedere tutte le novità riguardanti la competizione.
Sono uscito con le figu di Euro 2016, molto piccole rispetto alla dimensione standard. Il bello è che i migliori giocatori di ogni nazionale sono a figura intera e non a mezzobusto, inoltre sono di un materiale che risulta plastificato al tatto!!


Panini Adrenalyn XL ha invece realizzato le cards degli europei, qui tutti i giocatori sono a figura intera e riportano per ognuno dei protagonisti una statistica in modo da poter giocare con le carte!! Son stato fortunato a trovare Moutinho del Portogallo, una delle mie rappresentative preferite. Per figurine e card è possibile collegarsi al sito di Panini per contenuti extra riguardo le collezioni!!


Ma cambiamo competizione pur restando in ambito figurine Panini, ho trovato quelle della collezione Copa America 2016 Centenario, torneo storico che festeggia i 100 anni dalla nascita. In effetti la vera Copa America si è tenuta lo scorso anno, per questa volta è stata indetta una nuova edizione per festeggiare. La peculiarità è che saranno coinvolte anche squadre non sudamericane, come ad esempio gli USA, paese che per altro ospita le partite.


Tornando alle figurine queste sono molto più classiche di quelle degli europei, mezzobusto del giocatore e grandezza standard.
Alla drogheria Caberlotto a Padova Chiara mi ha regalato una lattina di Guaranà, bevanda tipica brasiliana che è anche sponsor della Seleçao in questa Copa America. Il bello è che il logo della nazionale verdeoro è riportato pure sulla lattina!!


sabato 4 giugno 2016

Pelè il Film

Lo scorso 29 maggio, proprio il giorno dopo della finale di Champions League tenutasi a Milano, con Chiara ho deciso di andare a vedere il nuovo film di Pelè, un pò incerto su cosa sarebbe potuto essere.
Il campione brasiliano da sempre rientra tra le mie simpatie calcistiche, e cerco sempre di seguirlo nelle sue varie conferenze attraverso video in internet, tuttavia della sua vera storia non è che ne sapessi proprio moltissimo.


Attirato da un trailer passato in tv, senza pensarci troppo mi son diretto al cinema.
Fortunatamente le aspettative non sono state disattese e anzi, a questo punto non vedo l'ora che esca anche il DVD per rivederlo.


Il film inizia con il 1950, finale dei mondiali, Brasile contro Uruguay e quella disfatta del Maracanaço che ancora i carioca si portano appresso. Delusione, sconforto, ma soprattutto fallimento della ginga, il modo di giocare a calcio dei brasiliani. Tra tutto questo però c'è una promessa che un bambino chiamato da tutti Dico fa a suo papà: "vincerò io una coppa Rimet!!".
Dico ha una vita più che modesta e vive in una famiglia veramente povera. Ciò non gli impedisce tra una lustrata di scarpe e l'altra di coltivare la passione per el futbol calciando stracci per le strade piene di terra.
Il talento esplode in un torneo di calcio giovanile e di lì a poco so ritrova a giocare nelle giovanili del Santos: la scalata verso la prima squadra è pura formalità e giocare con "Zito" non è più utopia.
Il problema è che Dico, ormai Pelè (nome con cui veniva deriso da ragazzino), continuava a giocare la sua ginga e, causa Maracanaço, questo stile non era più visto bene.
Se ne accorge poco a poco il mister del Santos che in realtà questo modo di trattare il pallone può essere solo che un valore aggiunto. La maglia verdeoro è alle porte e per i mondiali del '58 ecco la chiamata di mister Feola.
L'esordio è difficile ma le doti del giovane Pelè si mettono subito in mostra, così la Seleçao raggiunge la finale e il resto è storia.
La scena che mi è piaciuta di più in assoluto è stata quella prima della finale con la nazionale brasiliana in albergo a palleggiare per i corridoi: qui c'è anche un breve cameo del vero Pelè che, nella fattispecie, fa l'ospite dell'hotel.
Ho apprezzato molto i particolari nel film, ad esempio, come mi faceva notare Chiara, quando un giovane Dico era in stazione per tornarsene a casa,alle sue spalle c'era la pubblicità dell'epoca del Guaranà, bibita famosissima in Brasile e attuale sponsor della Seleçao!!
Insomma, un film verosimile, appassionante, coinvolgente e con un ritmo incalzante, consigliato veramente a tutti!!

domenica 29 maggio 2016

Calcio e vita sotto il muro

Da quando sono stato a Berlino un anno e mezzo fa circa mi sono veramente lasciato affascinare dalla Berlino est, non tanto perché avesse qualcosa di bello da mostrare (a mio avviso è la parte peggiore della città), ma quanto perché ha comunque radicato uno spirito veramente particolare che, a distanza ormai di 27 anni, credo non sia del tutto scomparso.
Il calcio nella Germania est è stato qualcosa di molto importante, grandi società sono nate e hanno avuto successo negli anni in cui il paese teutonico era diviso in due.
Ed è proprio qui che si ambienta la storia "Fino a diventare uomini" di Thomas Brussig, autore e artista della Berlino est che, attraverso racconti e opere teatrali cerca di descrivere quella società.


Il libro, regalatomi da mia sorella per il compleanno, narra la storia di un allenatore di calcio tedesco la cui peculiarità è quella di essere un fobico di questo sport, tanto da arrivare a rinnegare persino la propria famiglia per stare dietro ad una squadra di ragazzini.
Tra questi, Heiko da lo spunto a questo allenatore, di cui non viene dato a sapersi il nome, per denunciare alcuni mali di quella società che viveva ancora sotto l'ombra del muro.
È bellissimo trovare tra le pagine referenze a fatti della storia calcistica veramente accaduti, uno su tutti il continuo citare Sparwasser, calciatore della Germania Est, capace di regalare una vittoria insperata contro la Germania Ovest!
Al termine del racconto si diventa senza dubbio simpatizzanti dell' Energia Bode, questo il nome della squadra dell'allenatore senza nome.
Tornando invece alla mia esperienza, posso dire che una delle cose più interessanti viste a Berlino è stato il museo della DDR, Repubblica Democratica Tedesca.
Qui tra le altre cose si trova pure un angolo dedicato al calcio con maglie e gagliardetti appartenuti proprio alla Germania Est.


Decisamente una chicca per chi fosse appassionato di questo sport e in particolar modo volesse sapere di più di un campionato e di una nazionale che ora, di fatto, non esistono più.

lunedì 23 maggio 2016

Una domenica di calcio anni '70

Domenica scorsa è stata un qualcosa fuori dal comune, l'occasione è stata unica per prendere la macchina del tempo e fondarsi negli anni '70, nel calcio degli anni '70.
Inutile premetterlo, io in quegli anni non esistevo e non posso chiaramente far paragoni con il calcio attuale, posso soltanto basarmi su quello che mio papà e mio nonno mi hanno raccontato.
Ebbene, lo scorso weekend a Baone, cittadina nei colli euganei, per l'evento della Sagra dei Bisi (piselli per i "non-veneti"), sono stato ospiti due icone di quel calcio: Bruno Pizzul e Gianni Rivera.


Su un background di una piazza di paese per l'occasione piena di tifosi rossoneri un pò attempati  (giustamente!), i due sono stati invitati per parlare del libro autobiografico "Gianni Rivera Ieri e Oggi".


Primo a calcare il palco è stato però il grandissimo telecronista friulano. Ora devo dire assolutamente che da sempre vedere le partite con la sua cronaca di sottofondo è qualcosa di speciale, ancora ricordo la finale di Coppa UEFA Inter - Lazio del 1998!!
Gli spunti per parlare non sono mancati e in breve tempo si sono toccati moltissimi temi.
Innanzi tutto come è cambiato il modo di trasmettere le partite con l'innesto di numerose telecamere e l'avvento di più telecronisti.

Quindi il discorso si è spostato sul fatto che non ci siano più molti italiani nel nostro campionato. Divertente anche lo scatch che ha visto Pizzul "inveire" sulla grande quantità di programmi di cucina.. coadiuvati anche dal numeroso volume di trasmissioni televisive. Queste ultime hanno cambiato molto il loro modo di approcciarsi nei confronti dello spettatore medio rispetto a quando il giornalista friulano lavorava in Rai!
Molto forte anche quando si è parlato del Pizzul calciatore, a suo dire non un grandissimo difensore tanto da essere bersagliato dalla stampa. Per questo inizialmente aveva un'antipatia per coloro che lavoravano nei media!
Gianni Rivera ha fatto il suo ingresso sul palco accompagnato da una serie infinita di applausi di tifosi rossoneri presenti per l'evento.
Anche qui gli spunti sono stati moltissimi, non ultimo l'aneddoto sugli esercizi atletici sotto la guida di un perplesso Rocco!!
Il campione milanista ha parlato molto di calcio giovanile, di come secondo lui sarebbe bene che i genitori prendessero un certo distacco dalle partite e soprattutto non pensassero di avere figli fenomeni.


Una volta finito l'intervento Rivera è andato a firmare le sue autobiografie mentre Pizzul ha fatto la cronaca della gara di "destegolamento" di piselli.


Sono stato molto fortunato perchè al termine della manifestazione sono riuscito ad avere le firme di questi due grandissimi!



Un tuffo in quel bellissimo calcio che c'era negli anni '70.