martedì 19 novembre 2013

Com'è da fuori United-Arsenal..

Per prima cosa un grande SORRY per essere scomparso per queste due settimane, purtroppo tanto mi ci è voluto affinchè qui a Manchester, dove attualmente sono, mi consentissero di avere la wifi nell’appartamento. Eccomi finalmente libero di bloggare nuovamente calcio a volontà.
La prima grande esperienza calcistica che mi è capitata da quando mi sono trasferito qui in Inghilterra non è stata del tutto casuale, a dire il vero avevo sognato di farla un miliardo di volte ma non ne avevo mai avuto la possibilità.
Due domeniche fa andava in scena all'Old Trafford, stadio del Manchester United e distante appena qualche miglia dal mio appartamento, Red Devils contro Arsenal, la squadra di North London che da queste non è vista con particolare simpatia, tutt'altro! Per cui il mio piano prevedeva di andare allo stadio a partita iniziata e vedere come era la situazione li fuori, magari sentendo i cori, le grida e le incitazioni dei tifosi delle due squadre e dare un'occhiata alle mille bancarelle che attorniano lo stadio...ok devo essere onesto, alla fine avevo anche la flebilissima speranza di poter entrare gli ultimi 10 minuti, speranza che a dire il vero una volta li è subito stata spazzata via.
In ogni caso ho preso con la mia ragazza il Metrolink in direzione Piccadilly e mi sono fermato a metà tragitto a Salford Quays. Da quelle parti niente da segnalare se non un banchetto di hot dog e panini vari che emanava un profumo particolarmente accattivante a quell'ora.
Abbiamo seguito le luci dello stadio e, dopo una camminata di appena 5 minuti ci siamo ritrovati sotto la maestosità del Theatre of Dreams. La mia ragazza ha notato il mio passo lungo e ben disteso e mi ha chiesto per quale ragione stessi correndo e le ho risposto che avevamo i minuti contati prima che la partita finisse e l'intero stadio si riversasse per le strade ad occupare i mezzi pubblici.
Siamo passati in parte un bellissimo banchetto che vendeva spille di ogni genere tutte sul Manchester United e tutte a £3, quanta voglia mi facevano ma niente, non c'era grande disponibilità economica quella sera..
Abbiamo attraversato la Sir Alex Ferguson Way, dedicata all'allenatore storico della squadra di casa.


Fuori lo stadio era un tripudio di luci dato che la partita si giocava nel tardo pomeriggio. Per cui abbiamo deciso di farci tutto il perimetro sotto le tribune o stand che dir si voglia. E qui è stato veramente bello, ho adorato a dir poco sentire l'incitamento dei tifosi, sembrava di ascoltare una registrazione dagli anni '70, il ruggito dei Red Devils era qualcosa di spaventoso.


E' stato molto emozionante passare vicino al Munich Tunnel, per l'appunto un'entrata dedicata alla famosissima tragedia legata ai Busby Babes.


Siamo così arrivati alla facciata principale dell'Old Trafford e qui è venuta proprio una foto da brividi, decisamente di sera questa struttura sa regalare un'atmosfera magica: non oso immaginare le serate di Champions League a questo punto!!


Proprio li fuori mi sono imbattuto in un venditore ambulante di sciarpe, mi è venuto in contro, evidentemente era conscio che mi stuzzicavano e non poco. Ma in un primo momento sono stato bravo e ho desistito da completare l'acquisto. Poi purtroppo quando ho visto la sciarpa doppia di United vs Arsenal non c'ho più visto e sono andato a chiedergli se era disposto a darmene una per sole £3, nonostante costassero a prezzo pieno £10!! Il tipo mi ha guardato, ha sorriso e.."Sure!!"..così ho lasciato le mie sterle al venditore che ha però voluto sapere come mai fossi a corto di soldi!! Eh mica semplice affrontare tutte queste spese partendosi dall'Italia per cercare qualcosa di buono negli UK..


Siamo poi tornati a casa, lo United per la cronaca ha strappato ai Gunners la vittoria per 1 rete a 0, marcatore un certo Van Persie che tra le fila londinesi è pure stato capitano..
Mi ha sorpreso vedere in metro tifosi del Manchester che dopo una vittoria così importante erano nonostante tutto tranquillissimi..forse questo Moyes poi tanto simpatico non deve essergli!!
Il giorno dopo, visitando MediaCity UK, sede della BBC e itv, ho scattato questa foto dello stadio che ha fatto sognare tifosi di ogni generazione..


lunedì 4 novembre 2013

Freddo e Fere

Freddo lo è stato e tanto pure. Avevo ancora 15 anni ma quella giornata decisamente dalla testa non me la toglierà mai nessuno, un'esperienza grandiosa che ad oggi non sono ancora riuscito ad emulare. Parlo di un sabato di inizio gennaio 2006, mi trovavo a Orte, vicino a Terni, a trovare un mio amico che era collaboratore della Ternana Calcio e mi aveva promesso che un giorno saremo andati a vedere una partita della squadra rossoverde in quel dello stadio Libero Liberati.
Così con mia mamma avevo preparato armi e bagagli e ci eravamo diretti in umbria in treno, eravamo smontati a Roma ed eravamo stati recuperati da Andrea.
Quel giorno stesso, dato che ci trovavamo nella capitale e Andrea bazzicava non di rado da quelle parti, ha deciso di mostrarmi anche la sede della FIGC..ho avuto anche l'occasione di entrarci dentro!!
La sera invece eravamo in centro a Terni e sono stato a mangiare nel ristorante in cui i giocatori della Ternana solitamente cenavano: ricordo ancora la bontà di quel piatto di pasta che mi sono mangiato quella sera!! Purtroppo di fotografie non ne ho molte, all'epoca avevo un cellulare che non consentiva grandissimi reportages!!
Quindi, la sera tardi, tutti a letto ad aspettare il giorno dopo la partita in programma valida per l'allora Serie B TIM, Ternana-Bari.
In mattinata ricordo che avevamo passeggiato nuovamente per il centro di Terni e ascoltato via radio tutte le novità sulla formazione delle Fere in quella giornata. Era il periodo in cui Jimenez, simbolo della squadra nonché futuro giocatore dell'Inter, era fuori rosa e la compagine viaggiava in acque molto agitate!
Comunque, prima di andare allo stadio, siamo passati per il ristorante dove stavano mangiando i giocatori, purtroppo era in atto anche qualche esplicazione tattica per cui non mi è stato possibile andare a salutarli prima della loro partenza verso il Liberati.
Ma Andrea è riuscito, nonostante tutto, a entrare e a farsi dare un gagliardetto della squadra rossoverde che mi ha prontamente regalato. Ero già felicissimo di poter vedere gratuitamente una partita, figuriamoci avere anche materiale della Ternana!


Arrivati allo stadio ho preso subito la via dell'ingresso, senza potermi soffermare molto sulle bancarelle che attorniavano lo stadio e che vendevano ogni ben di dio delle Fere.
All'entrata mi è stato dato il biglietto accompagnato dal programma della partita con in copertina un ragazzo che conoscevo a malapena, match winner della gara della settimana precedente, Orlando Fanasca.



Mentre ero beato a leggermi l'articolo riguardante la mezza punta di casa, Andrea è venuto a chiamarmi, chiedendomi se mi andasse fare quattro passi sotto la Curva Est e parlare coi giocatori rossoverdi durante il loro riscaldamento!!
Ovviamente ero euforico e sono immediatamente corso giù al campo assieme a lui.


I primi che mi sono trovato davanti sono stati Pablo Ricchetti e Lucas Montero, entrambi argentini, che con la maglia delle Fere non hanno avuto particolare fortuna, tanto è vero che in quella giornata erano fuori dai giocatori che sarebbero scesi nel terreno di gioco. Con loro ho giusto avuto il tempo di un piccolo saluto e di chiedergli l'autografo.
E' stata poi la volta di Fanasca, l'uomo copertina, con cui sono riuscito a parlare per un bel pò di tempo: era in panchina per cui non c'era bisogno che facesse il riscaldamento. In ogni caso era vestito di tutto punto con la divisa della Ternana, le scarpe bianche Asics che a quell'età adoravo a dir poco. Ricordo che abbiamo riso tantissimo, era davvero molto simpatico ed era diventato in men che non si dica il mio giocatore preferito!! Al momento di congedarmi mi ha fatto l'autografo anche lui e mi ha stupito come, sotto la sua firma, avesse pure scritto il suo cognome in stampatello!!
A quel punto ricordo di essere stato molto preso nel vedere il riscaldamento del portiere del Bari Gillet che avevo ud un paio di metri da me.
Avendo poi paura di dare fastidio da quelle parti mi sono diretto da solo sotto la Curva Est, i tifosi ternani sono da sempre molto caldi e, anche per quella partita non proprio di cartello, la loro tribuna era parecchio gremita.
Ma era arrivato anche il momento di tornare sugli spalti per gustarsi quella che sarebbe stata una gran bella partita, nonostante il clima che iniziasse sul serio a farsi rigido.
Mi era anche stato dato il foglio delle formazioni che mi ha confermato come Fanasca fosse proprio in panca e l'attacco sarebbe stato guidato da Mario Frick, capitano di quella Ternana.


Del match non ricordo granchè, a parte il fatto che la Ternana attaccasse ma non riuscisse a trovare la via della rete. Il Bari ne aveva approfittato e si era portato in vantaggio con la rete di testa della punta Santoruvo. Fortunatamente le Fere erano riuscite a riequilibrare il punteggio con una punizione dal limite al fulmicotone di Mario Frick. 1-1 e palla al centro.


Non è più mutato il parziale fino al triplice fischio, i dirigenti della Ternana non erano affatto contenti di quel pareggio e avevano imposto il silenzio stampa a tutta la squadra.
A fine primo tempo ero anche stato invitato nella sala delle autorità per un rinfresco, mi hanno impressionato le bustine di zucchero col logo della Ternana Calcio...


Ero un minimo triste perchè volevo andare a chiedere la maglia a Fanasca che aveva giocato negli ultimi minuti, Andrea purtroppo mi ha detto che era meglio non andare agli spogliatoi con quel clima!
Almeno siamo andati vicino al pullman della squadra così ho potuto salutare tutti i protagonisti della partita riuscendo ad avere anche il resto di autografi che mi mancavano.


Con l'occasione ho avuto la possibilità di conoscere Luis Jimenez e, alla mia domanda se avesse intenzione o meno di lasciare i rossoverdi e la Serie B, mi ha risposto con un "Non lo so" che valeva più di mille conferme. Pochi giorni dopo avrebbe indossato la casacca viola della Fiorentina.
C'era solo un'ultima cosa che mi dispiaceva non aver fatto e cioè non essere stato capace di recuperare la maglia di un calciatore. A questo proposito Andrea mi ha detto che dovevo stare tranquillo e che in qualche modo avrebbe provveduto lui.
Un mese dopo mi è stato recapitato un pacco contenente la maglia preparata per una partita ad Orlando Fanasca con il numero 7 stampato sulla schiena e patch della Serie B sulla manica destra. Ero davvero sopra le nuvole per questa esperienza, con la maglia poi...




Io da quel fatidico 2006 ho sempre seguito le vicende delle Fere, dalla triste retrocessione in quella stagione di felicità perchè si festeggiavano gli 80 anni della società, alla promozione nella nuova Serie Bwin.
Cambiano gli artefici ma la Ternana, società gloriosa del campionato italiano, continua ad essere una realtà molto importante.

venerdì 1 novembre 2013

Il Solo Inter a Milano

Sembra impossibile ma da quella giornata in cui ho fatto la mia prima gita a Milano (che non fosse quartiere o zona San Siro) è già passato un anno e mezzo e onestamente la voglia di tornarci è ancora molto forte.
Sono stato li nel marzo 2012, nel bel mezzo di una stagione, parlo per l'Inter, in cui non si poteva proprio chiedere nulla, anonima come non mai. Ma l'attaccamento mio ai colori nerazzurri è immenso e in quella settimana sarei andato ben 2 volte a Milano, la prima volta a festeggiare il mio anniversario con la mia ragazza e la seconda a vedere Inter-Olympique Marseille di Champions League, che è stata pure la nostra ultima apparizione nella massima competizione europea.


Dato che appunto quel giorno ero li in centro ho pensato bene che sarebbe stato interessante andare a vedere il nuovissimo negozio che la squadra di Moratti aveva aperto proprio a due passi dal Duomo e dalla Galleria: nel sito internet si pubblicizzava moltissimo il merchandise della squadra in questo nuovo negozio per cui la mia curiosità ha avuto il sopravvento.


Tra le numerose iniziative e vantaggi che poteva avere questo store monotematico c'era anche il fatto che ogni tanto venisse interpellato qualche giocatore affinchè presenziasse li e facesse qualche autografo ai clienti.
Da fuori il Solo Inter si presentava davvero molto molto bene, una vetrina allestita alla grande con le maglie nerazzurre e bianche di Alvarez e Nagatomo a far bella mostra di se. Non poteva chiaramente mancare la sciarpa con le due squadre creata in occasione dell'imminente scontro di Champions League contro i francesi. Quindi palloni e molto altro griffato Nike e FC Inter.


Entrato c'era un grande tavolo al centro della stanza con sopra molto merchandise riguardante la Coppa, ovvero sciarpe e cartelloni pubblicitari che erano stati creati apposta con la foto di Cambiasso.
Nella parete alla sinistra, tutta decorata di immagini della storia interista, c'erano veri e propri cimeli della squadra come scarpe e palloni usati chiaramente.
Alla cassa al piano terra c'erano pure dei foglietti che pubblicizzavano il negozio appena aperto. In fondo alla stanza invece c'erano i cartelloni delle precedenti partite giocate dall'Inter nella stagione sopraindicata ed erano tutti venduti purtroppo a prezzi abbastanza alti se si considera il prodotto in se. Bisogna dire però che il rigore con cui era disposto il tutto era esemplare.



Al piano inferiore c'era un ulteriore spazio, per la verità molto più ampio del primo, con il resto della gamma dei prodotti interisti: si andava ancora da maglie da personalizzare a polo griffate Nike e Inter, materiale Inter Campus e semplici portachiavi o spilline, un vero paradiso per un tifoso.
Ho chiaramente fatto acquisti li nel negozio, alla fine con la mia ragazza siamo usciti con una spilla e un paio di slip dell'allora nuova collezione da intimo dell'Inter!!


Davvero molto bello era anche il sacchettino in cui ci hanno dato quello che avevamo acquistato. Una cosa importante da dire è che, se si presenta la tessera del tifoso "Siamo Noi", si ha diritto a un buono sconto su tutta la merce in vendita.


Sono solo rimasto un pò male quando ho visto che i pantaloncini che online avevano un prezzo, costavano sensibilmente di più nello store. In ogni caso anche la disposizione delle cose risulta molto ricercata e si discosta un pò dagli altri negozi di squadre in maniera positiva, d'altra parte bisogna rispecchiare lo stile Bauscia della Milano nerazzurra.
Infine, passeggiando sempre vicino al Duomo, abbiamo anche fatto un giro da Football-Team, e abbiamo trovato la polo dell'Inter scontata. Decisamente irresistibile, così la mia ragazza ha deciso di farmi il regalo di anniversario.



Decisamente è stato un pomeriggio interessantissimo e all'insegna dei colori nerazzurri. Mi piacerebbe vedere se di recente sono stati apportati cambiamenti allo store dell'Inter. Di per certo è stato aperto un angolo a tema Inter nel negozio della Pirelli proprio a Milano.

mercoledì 30 ottobre 2013

Regali viola

Per anni la mia seconda squadra è stata la Fiorentina, la squadra di Firenze, la Viola.
Il motivo è presto detto: mia mamma per un periodo ha lavorato da quelle parti e io mi ritrovavo non di rado a passeggiare per le viette che circondano il Duomo o per i mercatini di San Lorenzo. Proprio qui vendevano le repliche di numerose maglie viola, inoltre c'era il negozietto un pò imbucato del Collettivo, noto gruppo ultras che popolava la curva Fiesole.
Ma questo post vuole incentrarsi principalmente su alcuni gadget della Fiorentina che mi sono stati regalati dai miei familiari nel corso del tempo, ogni volta infatti che qualcuno si è recato nel capoluogo toscano mi ha portato qualcosa della squadra come ricordo.
Mia mamma e tornata a Firenze nel 2010 e, in quella stagione la Viola giocava in trasferta con un completo bianco a bordi viola, decisamente la vestibilità era ottima, il lavoro fatto dalla Lotto era ineccepibile. Così mi ha portato a casa i pantaloncini away di quell'annata, lo scudetto è ricamato sulla gamba destra mentre su entrambe le bande laterali appare il logo della ditta trevigiana fatto del materiale che ricorda vagamente un vellutino. L'acquisto, come ha specificato mia mamma, è stato fatto nel negozio in cui io passavo la maggior parte dei pomeriggi, ovvero quello di articoli sportivi ma soprattutto calcistici, dietro al duomo.


Qualche tempo più tardi, parliamo dell'anno 2011/'12 la mia ragazza e stata un week end con i suoi genitori a visitare Firenze e, a mia insaputa, è andata in cerca dello store ufficiale della Fiorentina in centro. Io non ne conoscevo l'esistenza, ma vicino alla casa di Dante c'è un Viola Store dove vendono tutto il merchandising dei gigliati.
Mi ha regalato una bellissima matita viola che riporta lo scudetto e la scritta ACF Fiorentina e una bellissima polo, anche questa viola, con un giglio sulla spalla sinistra.



Inoltre mi ha anche portato a casa il bigliettino da visita del nuovo negozio monotematico nel centro di Firenze.
Ultima esperienza, ma non meno importante, è stata quando mia sorella e stata in gita un paio di giorni lo scorso febbraio sempre nella città toscana. Memore anche lei della mia sfrenata e per niente celata passione per i gigliati, mi ha regalato al suo ritorno lo scalda-collo della Fiorentina in pile e firmato Joma, sponsor tecnico dalla stagione 2012/'13. Sono stato davvero molto contento di questo oggetto perchè mi ha tenuto compagnia in un momento molto delicato dell'anno scorso, quando ho subito un importante infortunio.


Mi reputo molto fortunato chiaramente, le persone che mi vogliono bene mi pensano quando sono via e io non posso che esserne contentissimo! Tra l'altro la Viola resta sempre una delle mie squadre preferite!!

martedì 29 ottobre 2013

Ajax...al volo!

Come avevo premesso eccomi di nuovo qui, io, fidanzata di un football maniaco, a scrivere di calcio. Ad essere precisi di qualcosa che conosco meglio, lo shopping calcistico.
Il mio post precedente riguardava ciò che si può trovare o meno negli Stati Uniti della lega MLS.
Tornando dal mio viaggio oltreoceano, come capita quasi a tutti, ho fatto scalo nell’indescrivibilmente grande aeroporto di Amsterdam.
Neanche a dirlo ero stata istruita a dovere, sapevo ancor prima di partire che, nella Venezia del nord la squadra da seguire era l’Ajax.
Appena atterrata dopo 11 ore di trasvolata sono entrata in uno dei terminal centrali dell’aeroporto, teoricamente avrei dovuto trascorrere solo 50 minuti prima del volo successivo.
Sfortunatamente per problemi vari il mio viaggio è stato ritardato di un’ora, a quel punto che potevo fare? SHOPPING!!
L’Aeroporto di Amsterdam, come ho già detto è molto grande, per raggiungere i vari terminal si può essere costretti a camminare per almeno venti minuti.
Nella mia esperienza, attraversando 4 o 5 terminal sono incappata, più o meno casualmente in un paio di negozi interessanti.
Nel dettaglio credo la catena che ho visitato fosse “Holland Gift & Souvenirs”.


Attirata immediatamente da scaffali pieni di oggetti bianco-rossi da un lato e arancio-neri dall’altra, sono entrata senza freni, all’interno non c’erano solo oggetti calcistici, ma ce n’erano comunque parecchi tra le grandi accozzaglie di zoccoli tipici e piatti da collezione.
Per quanto riguarda il merchandise della nazionale Olandese c’erano specialmente maglie e palloni, il merchandise dell’Ajax invece era più completo, ciò sicuramente invitava all’acquisto dato che i prezzi potevano essere più contenuti.


C’erano molte cose che mi colpivano, tra matite e sciarpe, pupazzetti, ciabatte e portachiavi.


Una cosa che mi sento di criticare è la mancanza del cartellino col prezzo su buona parte dei prodotti, cosa che scoccia non poco dato che mi sono ritrovata con una manciata di souvenir in mano a dover chiedere il prezzo in cassa.
Sicuramente vale la pena di fare un giro in quei negozietti per passare il tempo e far felice il proprio fidanzato.
E’ per questo che tornata in Italia ho potuto consegnare ad Andrea un pacchetto contenente un gagliardetto raffigurante Aiace, con la sicurezza che prima o dopo avremmo visitato Amsterdam e visto assieme molto più Ajax di quanto se ne possa vedere dall’aeroporto.


giovedì 24 ottobre 2013

The Ammies

Last Tuesday I was in Manchester with my girlfriend, I had been dreaming to attend a non-league match for a while, possibly a Salford City Football Club one. I've probably been attracted by the team's unusual colours (orange and black), or maybe by the team's logo which seems representative of a long history in a football context.
On that 8th of October was going to be played the rematch for the 6th day of the Evostik Premier Division North season, 9th level of the classical UK's football pyramid, considered as a respectful league since the players are semi-professionals.(Between the team's line-up are included players who milited in Football League clubs).
The upcoming match was between Salford City and Bamber Bridge FC, the "bianconeri" who come from Preston periphery.
The playing field is Moor Lane, the ancient ground dates back to the 17th century and became the City home during the 70ies.
Moor Lane is situated on the north of Manchester, it's possible to get there by bus, there's a comfortable stop in the city center on Blackfriars St. Parsonage, the direction is Bury and the final stop for the ground is Kersal Vale:
being honest the toughest part of the trip was finding the final stop since I hadn't a map with the bus direction and stops.
Luckily after asking some people for advice me and my girlfriend found the right stop and dismounted the bus.
We immediately took the stadioum's road, this must not be overlooked as it was dark and that was an unkown part of the city for us, after 5 minutes walk in a beautiful block we saw the Salford's ground.


The entrance was very tight and definitely "old school", you have to pass trough a foot pedal operatedturnstile which looks pretty old-fashioned.


We bought the £7 ticket and a match program for only £1, unfortunately as I said the match was postponed so the match program was a couple weeks old and had different date and slightly different datas, apart from that it was very well done.


 
There's more than one stand around the pitch so the spectators can choose where to sit or stand, the main one looks old, it has the tipical brick walls which keep fascinating me as an Italian lover of the British style.
Some squared pylons support the roof's stand blocking the view during the game, it's a pretty common thing in the non-league stadiums, I find it chatacteristic so the pros overcome the cons.
When we got there the team's mister was organising the pitch for some pre-match exercises, we passed really close to him while walking around the pitch(it's a really nice thing in my opinion because we can't do it in Italy, not even in the smaller districts pitches).


 
At that point we went looking for the Club Shop, the society of Ammies answered one of my tweets saying that there was one, even if small.
Keeping entering in the wrong doors that are on the main stand's side, before getting in the shop, I saw a small pub and the club house.


 
From there my night changed, positively of course, I had the opportunity to meet a very kind man, Tony, who was managing the shop and knows everything about Salford FC.
Once we introduced he couldn't avoid expressing how strange seemed that two italians could get into the Manchester pheripery to see the City.
He told me and my girlfriend a lot of interesting anectodes on Moor Lane, even though this ground has been used for centuries now, it only became the home of Salford FC in the mid seventies.
The players also have a singular nickname due to the fact that they formed the amateurs football team of Salford, they are called "the Ammies".

 
I remembered already that Enock Balotelli, brother of the well known Mario, who militated for Manchester City, had played for a little for the Manchester nort-western team.
It's been fun understanding how the fame preceded poor Enock, who had to fulfill his will of a football black-and-orange career playing for just 5 minutes.
The time flew and it was already time to go and attend the match, but not before having left the shop with: a scarf, a badge, a cup, a couple stickers and a pen, everything strictly branded SCFC.

 
We ate the usual sandwich (bought in the City center at Subway), sat on the stand close to the midfield line and the "hostility" begun.
It was maybe fault of the timing but unfortunately, on a tuesday night at 7.45 p.m., the stands were almost empty.
Tony had anticipated that the team, supporters included, were having a hard time and for that reason the stadium attendences were greatly diminished.



The referee was a girl who well managed the match, excemption made for the lasts handful of minutes. She should have been more strict since the Bamber Bridge's players started to feel the tension rising.
By the way they started the match at their best, the guests were pressing the Ammies and snatched a penalty after only a couple minutes caused by a guillible collision in the penalty area: central shot and O'Bryan, home goalkeeper, lands on the right. The result was then 0-1.

 
At that moment Salford felt the importance of changing the match inertia, they started to press until they obtained a penalty in their favour. Mota, the spanish funambulist, takes charge of the shot and smoothly strucks the Bamber goalkeeper! 1-1.

 
During half-time I had to go to the restroom and followed behind the main stand a man that seemed to have my same need.
Right there rise the old changing rooms, included the referees one, all of them in old and British style. Also toilets kept up with the same style. Nowadays the players change themselves inside some sort of containers.


 
The second time went on more slowly and saw the Salford City shove pursuing the victory goal and the Bamber Bridge get dangerous only on a couple of counterattacks.
At the end, after an action on the left and a good cue, home n. 10 Bancroft bagged the definitive goal. The result was then 2 nets to 1 for Salford, partial that wouldn't have changed anymore until the end of the game.

 
The little audience and I were very happy for the victory and the convincing performance of the guys in orange shirt, we all went then to cheer the team near the changing rooms.
Eventually me and my girlfriend went to say goodbye to Tony at the Club Shop clearly with the promise we would have come back one day to see another match of the Ammies.
We went again over the street that connects Moor Lane to Kersal Vale and, taken again autobus n. 92, went happily and fully satisfied by the night, back to the hotel.