Mubit, questo il nome di una mostra che davvero merita di essere vista, a due passi dalla stazione del capoluogo emiliano e centro nevralgico della pallacanestro in italia.
Di ritorno da San Marino, assieme a Chiara, ho deciso di fermarmi da queste parti e finalmente visitare questa mostra che da un po' di tempo stuzzicava la mia curiosità: dove gioca la Fortitudo Bologna, c’è un ingresso sulla destra che permette di accedere all’esposizione.
Il biglietto ha un costo davvero contenuto e devo dire che l’intero museo possiede dei notevoli cimeli.
All’ingresso è anche possibile confrontare la propria altezza con i grandi campioni che hanno vestito la canotta azzurra e hanno portato alto il tricolore della palla a spicchi.
Non mi reputo affatto un grandissimo esperto di basket, vero è che è davvero impossibile non farsi affascinare dalle storie di Carlton Myers, Marco Belinelli, Andrea Bargnani, Danilo Gallinari, Luigi Datome e, ultimo in ordine cronologico, Simone Fontecchio.
Grandissimi cestisti che hanno vinto tanto e sono stati orgoglio dell’Italia del Basket, esportando spesso il proprio talento anche in NBA!
Palloni, canotte, tantissimi video e testimonianze audio, scarpe gigantesche e pure qualche coppa, questo e molto altro si può trovare proprio qui al Mubit: le grafiche sono eccezionali ed hanno uno stile inconfondibile, perfino gli specchi dei bagni sono fatti a pallone da basket, nessun dettaglio qui è lasciato al caso. C’è pure una zona interattiva nella quale viene insegnata la difesa nella pallacanestro.
Lo si può visitare anche in una mezz’ora ma vale assolutamente la pena investire del tempo per venire da queste parti a Bologna ed immergersi in questo mondo! All’uscita Chiara mi ha anche regalato un magnete con il logo del Mubit, decisamente un bellissimo ricordo di questo giretto.
Finito il nostro tour, siamo andati a mangiare una bella lasagna ed una buonissima cotoletta alla bolognese all’Osteria dell’Orsa, proprio in centro.




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